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Ritratti (poco) diplomatici

Ron Klain, braccio destro di Biden, era già nella squadra di Clinton

Il nuovo capo di gabinetto Klain è un democratico di lungo corso. Janet Yellen e Susan Rice probabili candidate al Tesoro e al Dipartimento di Stato

23 novembre 2020 11:05
Ron Klain, braccio destro di Biden, era già nella squadra di Clinton

“Un candidato può perdere un dibattito con il suo rivale in qualsiasi momento, ma può essere sicuro di vincerlo solo nel corso dei primi trenta minuti”. Questo consiglio, che fa parte di una serie di 21 warnings predisposti per gli aspiranti Presidenti degli Stati Uniti, è utile per inquadrare bene il carattere di Ron Klain, nominato alcuni giorni fa Capo di Gabinetto del Presidente eletto Joe Biden, una funzione di assoluto rilievo nel sistema istituzionale americano, una specie di capo di stato maggiore del comandante supremo. Concretezza, pragmatismo, e capacità di andare dritti al punto costituiscono la cifra distintiva di colui che sarà il principale consigliere di Biden, e consentono dunque ad analisti e commentatori di tracciare le linee che il prossimo inquilino della Casa Bianca seguirà nell’allestire la sua squadra di governo.

 

Chi è Ron Klain? Gli esperti di questioni statunitensi non si sono certamente fatti prendere alla sprovvista da questa nomina, dato che si tratta di un personaggio molto noto nell’establishment del Partito Democratico, che può vantare un curriculum di altissimo livello e di lungo corso e che si poteva spesso incrociare a Washington a Capitol Hill anche in eventi conviviali ma esclusivamente di colore blu democratico. Nato 59 anni fa in Indiana, Klain ha iniziato la propria carriera come avvocato dopo aver conseguito la laurea nella prestigiosa università di Georgetown e dopo essersi perfezionato ad Harvard. Da qui, si è ritrovato subito a Washington iniziando a lavorare alla Corte Suprema; dopo pochi anni è cominciata la sua collaborazione con i leader Dem, facendo parte dello staff di Bill Clinton e venendo poi nominato Chief of Staff di Al Gore. Fu quella un’esperienza non del tutto fortunata, dal momento che, come ben sappiamo, Gore fu sconfitto da George W. Bush per un pugno di voti. 

 

Rimasto sempre nell’orbita dei Democratici, fu poi già stretto collaboratore di Biden nel corso del suo primo mandato come Vice Presidente e ricoprì anche l’incarico di Commissario contro l’Ebola tra il 2014 e il 2015 in seguito al verificarsi di alcuni casi negli USA. Un profilo estremamente variegato dunque, che testimonia però la grande capacità di coordinamento e gestione del nuovo braccio destro di “Sleepy Joe”.

 

Perché Biden ha scelto Klain? Potremmo definirla da un lato una mossa prudente e conservatrice: il prossimo Presidente troverà al proprio fianco alla Casa Bianca un uomo che conosce da moltissimi anni e che egli stesso introdusse nell’ambiente della politica Usa, dato che il primo incarico di Klain fu proprio come membro dello staffi di Biden quando quest’ultimo era senatore del Delaware negli anni Ottanta. Stima, fiducia, e conoscenza di lungo corso fanno dunque pensare che il prossimo leader americano sceglierà gli uomini più fidati seguendo il famoso adagio “squadra che vince non si cambia”.

 

Del resto, per poter fronteggiare le enormi difficoltà che attendono il nuovo Presidente – una pandemia fuori controllo, l’economia in crisi, una probabile opposizione repubblicana in Senato che farà ostruzionismo – servono uomini esperti e di assoluta fiducia. Ecco perché, ad esempio, si parla anche di una personalità di altissimo livello come Janet Yellen (ex Presidente della Federal Reserve) come probabile Ministro dell’Economia, e di Susan Rice, già rappresentante degli Usa presso le Nazioni Unite, nel ruolo di Segretario di Stato. Aspettiamoci una squadra in cui la rappresentanza di genere ed etnica sarà sapientemente bilanciata con l’esperienza e il prestigio; criteri sicuramente diversi rispetto a quelli che avevano animato la Presidenza Trump, ma che potrebbero non essere sufficienti per affrontare le enormi sfide che attendono Biden e Klain se non saranno integrati magari nel proseguire della presidenza con qualche colpo d’ala più mediatico ed effervescente.

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