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Nomine Biden 2021, Chi è Marcia Fudge al Dip. casa e sviluppo urbano

Usa 2021, Marcia Fudge 68 anni di età afroamericana è stata nominata dal presidente Biden ministro per il dipartimento per la casa e lo sviluppo urbano

9 dicembre 2020 13:42
Nomine Biden 2021, Chi è Marcia Fudge al Dip. casa e sviluppo urbano

Si avvicina sempre più il 20 gennaio 2021, giorno del giuramento di Joe Biden come 46° Presidente degli Stati Uniti d’America. E mentre cadono nel vuoto i tentativi di Trump di ribaltare i risultati elettorali nei vari Stati (recentemente la Corte Suprema ha rifiutato la richiesta dei repubblicani della Pennsylvania di modificare il risultato elettorale sulla base di una nuova controversia su una legge, in vigore dal 2019, sulla disciplina del voto postale), ieri la Camera ha approvato un disegno di legge osteggiato da Trump con una maggioranza a prova di veto: un atto da molti interpretato come una avvio della resa dei conti.

 

Intanto Biden scandisce le nomine di quelli che saranno i suoi ministri, ovvero i membri di The Cabinet, il Gabinetto degli Stati Uniti d’America. L’ultima nomina, che dovrà essere successivamente approvata dal Senato, riguarda la segreteria del dipartimento per la casa e lo sviluppo urbano, carica per la quale Biden ha scelto Marcia Fudge.

 

Nomine Biden, Chi è Marcia Fudge:

Afroamericana dell’Ohio, Marcia Fudge, 68 anni di età, ha alle spalle 30 anni di esperienza politica e alcuni record. E’ stata la prima donna di colore a ricoprire la carica di sindaca di Warrensville, e sempre in Ohio sono le sue radici e la sua formazione: nata a Cleveland, si è prima laureata in economia (business) alla Ohio State University, poi in legge al College of Law della Cleveland State University.

 

Nel 2008 è stata eletta al Congresso come rappresentante dell’undicesimo distretto dell’Ohio, ovvero il cuore della comunità nera dello stato occidentale. Ha preso parte ai comitati congressuali su temi quali i diritti civili, la salute e il lavoro, battendosi in particolare contro la piaga della malnutrizione infantile, a sostegno dell’assistenza sanitaria per le fasce sociali più deboli, e per favorire la prosecuzione ai gradi superiori delle carriere scolastiche degli studenti poveri e disagiati.

 

Il suo storico impegno per la comunità nera l’ha portata a presiedere il Congressional Black Caucus, il gruppo di lavoro del Congresso USA composto esclusivamente da deputati di colore (al quale appartiene anche Kamala Harris), che si occupa stabilmente dei problemi degli afroamericani.

In quanto membro di lunga data della House Agriculture Committee, la commissione per l’agricoltura della Camera (dove si è segnalata nella battaglia per i buoni alimentari), Fudge aspirava alla carica di prima segretaria di colore a capo del dipartimento dell’agricoltura.

 

Tra i suoi principali sostenitori, oltre a molti gruppi progressisti (per il suo storico impegno alla promozione della diversità nelle scuole), Fudge annovera il n.3 della Camera Jim Clyburn, deputato democratico della South Carolina che alle primarie aveva dato a Biden un appoggio importante, e il senatore dell’Ohio Sherrod Brown, il democratico più influente nella commissione del Senato sulle banche.

 

Usa 2021, Funge e le altre nomine:

Biden ha poi ritenuto di proporre per l’agricoltura la nomina di Tom Vilsack, che aveva già ricoperto questa carica nell’amministrazione Obama ed è storicamente molto vicino a Biden. Mentre non è una novità che a capo del dipartimento per la casa e lo sviluppo urbano vada un esponente della comunità nera (anche nella presidenza Trump è stato così con Ben Carson, neurochirurgo anche oggi a capo di questo dipartimento), e la stessa Marcia Fudge in precedenza aveva dichiarato che sarebbe il momento di smetterla di relegare le persone di colore ai tradizionali dipartimenti loro assegnati, come appunto il lavoro e la casa.

 

Fudge si è comunque detta onorata di questa nomina, che però non risparmia a Biden le critiche di essere tuttavia ancora timido sulle poltrone da assegnare alla comunità nera e, più in generale, sulla necessità riconosciuta da più parti che la nuova amministrazione sia maggiormente inclusiva rispetto alla precedente con riguardo alle differenze sociali, etniche e culturali degli USA.

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