Il voto

Riforma Mes ultimissime notizie: via libera dal Parlamento.

Sulle modifiche del Meccanismo di Stabilità la maggioranza si ricompatta ma restano le tensioni sul Recovery Plan. Il premier fa appello all’unità

Riforma Mes ultimissime notizie: via libera dal Parlamento.

Riforma Mes, ultimissime notizie: semaforo verde al Senato e alla Camera alla risoluzione sulle comunicazioni del presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo di domani 10 dicembre. I voti a favore al Senato sono 156 voti favorevoli, 129 contrari e 4 astenuti mentre alla Camera sono 314 voti a favore, contrari 239, 9 gli astenuti. Tredici i deputati cinquestelle contrari. 

 

Dunque, le divisioni sulla riforma del Mes sono rientrate. La maggioranza, compresa Italia Viva, vota la risoluzione unitaria che dà il via libera al premier Conte che domani partecipa all’Eurosummit sulla revisione del trattato istitutivo del Meccanismo di Stabilità. Anche se con i paletti fissati nell’atto di indirizzo. I giallorossi impegnano il governo a “sostenere la profonda modifica del patto di stabilità e crescita prima della sua reintroduzione, la realizzazione dell'Edis, il sistema europeo di assicurazione dei depositi bancari, e anche un processo che superi il carattere intergovernativo dello stesso Mes”. Tutte condizioni considerate” priorità” per l’Italia. L’esecutivo dovrà inoltre “prendere atto dei cambiamenti negoziali apportati, come l’anticipo del common backstop del Fondo di risoluzione unico per le crisi bancarie e del nuovo contesto di politiche fiscali europee” e “ribadire che la riforma non può considerarsi conclusiva”. 

 

Conte incassa il sostegno sul Mes ma per uscire dalle secche l’esecutivo deve ancora sciogliere il nodo della task force che dovrebbe gestire il Recovery Plan. Il premier coglie l’occasione dell’intervento a Montecitorio di oggi per richiamare gli alleati. Serve “la massima coesione tra le forze di maggioranza per continuare a battersi in Europa e a fare il proprio lavoro”, dice. “Il confronto dialettico è sicuramente un segno di vitalità e ricchezza ma è salutare che sia fatto con spirito costruttivo e che non ci faccia disperdere energie”.  

 

Perché la maggioranza era divisa  

Il Mes è sempre stato un argomento tabù per il M5S. L’esperienza della Grecia a cui furono concessi gli aiuti del Fondo ma in cambio di riforme socio-economiche drastiche, che costarono sacrifici massacranti alla Paese ellenico, ha lasciato un’onta indelebile per i grillini. Il dibattito in questi mesi si è riacceso sull’utilizzo del Pandemic Crisi Support, la linea di credito che il Meccanismo di Stabilità, o Fondo Salva Stati, ha reso disponibile per i Paesi in difficoltà a causa dell’emergenza Covid-19. Si tratta di prestiti concessi a tassi di interesse molto bassi attivabili senza ‘condizionalità’, ma da utilizzare solo ed esclusivamente per spese sanitarie. Nella maggioranza Pd e Italia Viva spingono per attingere a quel salvadanaio, per l’Italia circa 37 miliardi che potrebbero coprire i costi straordinari della crisi sanitaria. I Cinquestelle si oppongono e diffidano dello strumento. Quella sulla linea di credito per le spese della sanità in teoria è una questione separata dall’oggetto del contendere di questi giorni, ovvero la riforma del Mes. Ma nell’agone politico sono finite insieme in un unico calderone. Ai quello dei pentastellati ieri si è aggiunto il dissenso di Renzi, anche se per motivi completamente diversi. Solo oggi la capogruppo di Italia Viva, Maria Elena Boschi, ha firmato la risoluzione.

 

Cos'è il Mes e cosa prevede la riforma

Il Meccanismo di Stabilità è un accordo intergovernativo esterno all’Unione Europea voluto nel 2012, nel pieno della crisi dei ‘debiti sovrani’, per dare assistenza ai Paesi aderenti in difficoltà economica e finanziaria. Sulla base però di condizioni e obblighi molto rigidi. Nel 2019 gli Stati sottoscrittori si sono accordati per una revisione del trattato istitutivo che prevede nuove modalità di cooperazione con la Commissione europea. Tra le novità più importanti l’istituzione di un dispositivo di sostegno per le banche in caso di crisi del sistema degli istituti di credito e una procedura semplificata e una lettera d’intenti per accedere alla ‘cassaforte’ del Mes per i Paesi che ne fanno richiesta.  

 

L’esito del voto               

Il premier Conte nei giorni scorsi si espresso con una certa sicurezza: “Il mio governo non cadrà sul Mes”. Ma ora l’allarme è tutto sui fondi europei.  L’esecutivo giallorosso in queste ore ha anche la tempesta della cabina di regia per la governance del Recovery Plan da superare. Il Cdm è rinviato e le decisioni slittano ulteriormente.

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