Addio Pablito

Paolo Rossi, le dediche più belle per l'attaccante del mondiale 82'

Una perdita immensa, per ex compagni e amici che lo hanno seguito per tutta la vita. Dal Mondiale all'amore per sua moglie Federica. Una giornata di lutto.

10 dicembre 2020 15:56
Paolo Rossi, le dediche più belle per l'attaccante del mondiale 82'

Il mondo dello sport si ferma ancora in questo 2020 maledetto: Paolo Rossi, uno degli attaccanti più iconici della storia del calcio italiano e non solo, si è spento stanotte all’età di 64 anni. 

 

Chi lo ha conosciuto, amato, idolatrato per anni, tra sportivi, allenatori e settori anche oltre lo sport, lo hanno ricordato dal profondo del cuore, rimembrando le sue gesta infinite. 

 

Paolo Rossi: il ricordo dei club

Tantissime squadre, tra le quali ha giocato o meno, hanno salutato l’ex attaccante toscano sui social: la sua prima avventura fu al Vicenza, che oggi ha scritto “A volte semplicemente non esistono parole per esprimere il dolore che tutti noi stiamo provando. Ciao Paolo”.

 

La Juventus, squadra con cui Rossi ha dato il meglio di sé, lo ricordano con un messaggio profondo sul proprio sito ufficiale: “Che brutta notizia, questa mattina. Se n’è andato Paolo Rossi, Pablito: per una nazione intera, l’uomo di un Mundial indimenticabile, per noi 'anche' molto, ma molto altro. Paolo è un’intera generazione di juventini che ha esultato con lui, davanti a televisori che, mese dopo mese, diventavano a colori. Ma le nostre gioie continuavano a essere, meravigliosamente, in bianconero. Se cercate nelle vostre camere, o nelle vostre soffitte, probabilmente lo trovate, un poster di quella Juve incredibile. Quella Juve che, con lui a suggellare i gol più importanti, dal 1981 al 1985, ha vinto letteralmente di tutto. Alla Juve, Paolo è rinato, lasciandosi alle spalle le difficoltà, e diventando quello che poi l’Italia ha celebrato, in quella caldissima estate 1982 nelle piazze e nelle fontane di ogni città. Bianconero (nelle giovanili, con 3 presenze in Coppa Italia) già dal 1973 al 1975, la 'vera' avventura juventina ricomincia nel 1981, anche se per forza di cose, quella stagione lo vede in campo solo 3 volte in Serie A. Tre volte sono però sufficienti per far maturare in lui (e in Mister Bearzot) quella visione che lo porterà in Spagna, a diventare protagonista con gol incredibili in partite incredibili e a tornare a casa con una Coppa del Mondo che mai nessuno dimenticherà. E che a fine 1982, gli permetterà di mostrare a tutti il trofeo di calciatore più forte del pianeta, il Pallone d’Oro”. Un riassunto di quello che Pablito è diventato grazie alla Juve e viceversa.

 

Anche la Fiorentina, seppur non avendo mai vestito la casacca viola, lancia un saluto di condoglio sul proprio profilo Twitter , colmo di ricordi ""Tutta la Fiorentina piange l'eroe del Mundial '82 Paolo Rossi. Toscano, nato a Prato, indimenticabile protagonista nella nazionale di Bearzot della Coppa del Mondo vinta in Spagna”.

 

Molto bello anche il gesto della nazionale brasiliana che rende omaggio a chi «Uccise il nostro sogno» con una tripletta memorabile.

 

Infine il "Ciao Pablito, Eroe Azzurro". Con questo tweet il profilo della Nazionale italiana rende omaggio a Paolo Rossi, un simbolo della casacca azzurra.

 

 

Paolo Rossi, il ricordo dei compagni di squadra:

Tantissimi campioni, oggi suddivisi tra opinionisti e allenatori, hanno giocato al fianco di Paolo Rossi, vivendo per molti l’epoca più elettrizzante della carriera. In primis Dino Zoff, ex portiere che ha vinto tanto con l’attaccante, tra Juventus e Nazionale: «Addio amico intelligente, fatico a capire», un messaggio quasi d’incoscienza, un saluto difficile da accettare. 

 

Cabrini, suo eterno amico fraterno lo saluta nel dolore più immenso: “Sei mesi fa ho perso un fratello, oggi ne piango un altro. Non voglio dire altro, per me questo non è il momento di parlare”.

I due insieme hanno condiviso tutto e la salute di Paolo ha deciso di prendere un erotta diversa da un giorno al altro, senza lasciare speranza per un ultimo saluto. 

 

Arrivano anche altri saluti in casa viola, dove Cesare Prandelli ha rilasciato una bellissima lettera al suo ex compagno “Purtroppo un altro Grande del calcio ci ha lasciato. Non avevamo ancora metabolizzato la scomparsa di Diego e ora se n’è andato Paolo. Sono davvero senza parole, ero legatissimo a Paolo, siamo stati compagni di squadra per molti anni, abbiamo condiviso tanti momenti, belli e meno belli, abbiamo vinto, abbiamo perso, ma soprattutto abbiamo fatto un percorso di vita assieme.

Paolo era un uomo eccezionale, mai troppo appariscente nonostante la sua grandezza, mai fuori luogo, sempre pacato e con un grande cuore. Per me è stato soprattutto un compagno ed un amico, ma per milioni di italiani è stato un eroe, il simbolo di una Nazione. Lui ha fatto sognare tutti ed è per questo che oggi il nostro Paese intero piange per lui e si stringe intorno alla sua famiglia.”.I due vestono la maglia della Juventus per diversi anni.

 

“Ci hai portato sul tetto del mondo. Maledetto 2020. Ciao amico mio, RIP”. Bruno Conti ha alzato la Coppa del Mondo con Paolo, così come Ciccio Graziani “Merita il lutto nazionale”.

 

"Se ne va un pezzo della mia vita. Sei stato per me un amico fraterno. La tua semplicita' ti rendeva unico e il tuo sorriso era contagioso! Mi mancherai Pablito". Lo scrive sui suoi social l'ex attaccante Franco Selvaggi, compagno e campione del mondo a Spagna 1982 con Pablito.

 

Paolo Rossi: Il ricordo del Mister

Il primo è indubbiamente Giovanni Trapattoni, che lo ha esaltato negli anni migliori della sua carriera. Il rapporto tra i due era la rappresentazione dell’amore allenatore-giocatore per eccellenza. Fiducia l’uno nell’altro in ogni occasione, una macchina vincente. "Ciao Paolo... I giocatori non dovrebbero andarsene prima degli allenatori”, un tweet dalle poche parole, ma dal grande dolore e sensibilità". 

 

 

Paolo Rossi: Il saluto degli altri sportivi

Pablito ha appassionato tutti, non solo chi ha giocato a pallone. Il pilota di formula 1, Antonio Giovinazzi ha espresso il suo dolore per la scomparsa del ex Juventus: "Un sorriso gentile, le braccia al cielo e l'orgoglio di essere italiani. Il segreto per essere eroi e' tutto qui. Grazie di tutto Pablito”.

 

"Ciao Paolino, ti volevo bene". Così, in un tweet, l'ex campione di tennis, Adriano Panatta, ricorda Paolo Rossi.

 

Paolo del Pino, presidente di Lega del campionato di Serie A, ricorda il toscano con orgoglio "Paolo Rossi ci ha fatto sentire orgogliosi di essere italiani, è stato l'eroe di tutti noi. La Serie A piange un immortale del nostro calcio, amato dal mondo intero. Mando un sentito abbraccio e le condoglianze della Lega Serie A a tutta la sua famiglia". 

 

Paolo Rossi: il saluto dai politici

I tanti addii arrivano anche dal mondo della politica, dove in tanti si sono uniti nel dolore per l’addio di Paolo Rossi.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricorda una parte emozionante della sua vita grazie alle gesta dell’attaccante pratino” Sono dolorosamente colpito dalla prematura scomparsa di Paolo Rossi, indimenticabile protagonista dell'Italia campione del mondo di calcio nel 1982 e sempre seguito con affetto da tutti coloro che amano lo sport. 

 

 

Ricordando il suo garbo e la sua umanità esprimo ai suoi familiari cordoglio e vicinanza”. Così come Matteo Salvini che su Instagram ha pubblicato un post che dice “Quella gioia pazzesca - ricorda Salvini - che hai regalato a milioni di italiani coi tuoi gol ai Mondiali del 1982 (avevo nove anni, festeggiammo tutta notte al campo estivo degli Scout Cngei a Baselga di Pinè) la porteremo sempre con noi". 

Tanti ricordi d’infanzia. Perche Paolo Rossi è il sogni del’82 che fa combattere anche i deboli. L’icona del calcio giocato con passione e cuore.

 

Paolo Gentiloni ha publicato un immagine dell’attaccante contro il Brasile su twitter, con didascalia “Che bella stagione ci ha fatto vivere! Addio".

 

Paolo Rossi: l’addio della moglie

"Nel momento in cui stava morendo e non se ne voleva andare, io l'ho abbracciato forte e gli ho detto Paolo, adesso vai, hai sofferto troppo. Staccati, lascia questo corpo e vai. Io crescerò le bambine e porterò avanti i nostri progetti. Tu hai fatto anche troppo e quindi si è addormentato in quel momento. Non è facile riassumere in poche parole tutto quello che è stato Paolo. Una persona unica, piena di ottimismo anche nei momenti più difficili, una persona grande ma allo stesso tempo semplice. Una persona che mi ha insegnato tanti valori belli e li ha insegnati alle nostre figlie. Io dico che dopo Paolo Rossi si sopravvive. Quindi cercherò di fare questo. Lui era una persona che sapeva parlare allo stesso modo con i capi di Stato ma anche con le persone che incontravamo al supermercato. Questo era Paolo e questa la sua grandezza. Preferisco pensare che sia un arrivederci. Fare a meno di lui è veramente tanto. Ma dovrò farlo, gliel'ho promesso. Riporteremo Paolo in Toscana. Faremo la cerimonia e una camera ardente a Vicenza che era la sua città adottiva. Poi lo farò cremare in accordo con il figlio perché me lo voglio tenere sempre vicino”.

 

Il saluto di Federica Cappelletti che merita pochi commenti e tanto rispetto, per un amore che rimarrà infinito. Condoglianze a tutta la famiglia Rossi, per una perdita solo fisica, ma indelebile nel nostro cuore.

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