Disputa Renzi Conte

Renzi a El Pais: Pronto a far cadere Conte. E gli alleati si infuriano

Stavolta il leader di Italia Viva provoca l’ira di Pd, Leu e 5S: Irresponsabile minacciare la crisi da un quotidiano estero a Consiglio europeo in corso

Renzi a El Pais: Pronto a far cadere Conte. E gli alleati si infuriano

Ora è Matteo Renzi ad essere accerchiato. L’ennesimo sgambetto dell’ex presidente del Consiglio che reitera la minaccia di una crisi di governo dalle pagine del quotidiano El Pais- proprio mentre è in corso il summit europeo dei capi di Stato e di Governo - irrita Pd, Leu e M5S. I vertici dei partiti di maggioranza credono che stavolta il senatore di Rignano abbia superato il limite. Ed uno ad uno intervengono per stigmatizzarne il comportamento.  Il primo a scendere in campo è il ministro della Giustizia, il pentasellato Alfonso Bonafede.

 

“E' irresponsabile”, dice, “attaccare il governo di cui si fa parte, per di più da un quotidiano estero, minacciando una crisi mentre il Consiglio Ue è ancora in corso e l'Italia sta facendo valere le proprie ragioni. Questo vuol dire indebolire deliberatamente l'Italia a livello internazionale”. Anche il segretario dem, Nicola Zingaretti, critica duramente il leader di Italia Viva. Sul Recovery fund avverte: “Nessuno deve chiedere marcia indietro a nessuno. Il ministro Amendola ha confermato che dopo l'ok al testo si apre una fase di confronto per migliorare la proposta” di Palazzo Chigi. “Questo è lo spirito giusto da avere, impegnarsi per tradurre in realtà quanto il governo ha conquistato in Europa”, incalza. E ricorda le scelte fatte il 5 novembre al vertice di maggioranza: “L'opposto che parlare di crisi, per altro in pieno Consiglio Europeo”. Loredana De Petris e Federico Fornaro, i capigruppo al Senato e alla Camera di Leu, richiamano Renzi alla responsabilità. “In piena emergenza sanitaria e economica solo evocare una crisi di governo aumenta tensioni e paure, mentre ci sarebbe bisogno esattamente del contrario”. Poi l’affondo: “Le questioni poste da più parti sulla scrittura e sui modello gestionali del Recovery plan italiano vanno affrontate senza secondi fini.

 

Cosa ha detto Renzi al El Pais e cosa vuole

L’attacco dalla pagine del maggiore quotidiano spagnolo è di quelli frontali. “Se Conte vuole pieni poteri come Salvini, io dico no”, dichiara il senatore. E si dice “pronto” a far cadere il Conte II. “Perché non è un problema di posti, che pure mi hanno offerto. Il meccanismo del dibattito sulle regole istituzionali non può essere compensato con un piccolo accordo”. Dunque, niente marcia indietro sulla gestione dei fondi europei e sulla task force che vorrebbe istituire il premier. Così com’è, la maxi struttura per la governance dei 209 miliardi appena riconfermati in Ue non passerà. Ma nella sua campagna di bombardamento mediatico contro il governo, oggi Renzi aggiunge un ulteriore tassello. Dalle pagine de Il Messaggero fa arrivare ai suoi alleati e al Quirinale un post inedito. Almeno finora: “Se scoppia una crisi, si cerchi un’altra maggioranza”. Il senso è questo: non è vero che se cade Conte l’unica alternativa sono le elezioni. Questa nuova prospettiva può avere fatto infuriare Pd, 5S e Leu più della poco elegante sortita su un giornale estero. Che pure colpisce come una bordata il presidente del Consiglio mentre si interfaccia con gli altri leader U su questione di rilevanza primaria.

 

Conte tenterà di ricucire ma la strada è in salita

A chi gli chiede chiarimenti sulla situazione politica interna, da Bruxelles Conte risponde così: “Ci sono delle istanze molto critiche, dobbiamo capire cosa nascondono, quali obiettivi”. Annuncia che incontrerà “le delegazioni delle singoli forze di maggioranza. Serve trasparenza”. E sulle sfide che attendono l’Italia nei prossimi mesi: “Dobbiamo dimostrare di essere all'altezza ma dobbiamo dimostrarlo nelle convinzioni, nei toni, per farlo non ci dobbiamo nascondere. C'è già una collegialità, ma evidentemente non basta”. Nei giorni in cui l’Ue supera i veti di Ungheria e Polonia per sbloccare Recovery Fund e Bilancio pluriennale, la strada della gestione italiana delle risorse straordinarie che l’Europa assegnerà a Roma è tutta in salita. Da Chigi Conte dovrà tentare di ricucire ancora una volta le divisioni che albergano nei palazzi ma le conseguenze dello strappo minacciato da Renzi le sta già pagando. La sua leadership è più fragile e il passo indietro costretto a fare sull’ultimo Dpcm anti Covid ne è il segno. Per le prossime festività saranno ammorbiditi i divieti sui piccoli comuni: la fronda che spinge per allentare le restrizione natalizie stavolta ha la meglio.

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