Il caso social

Monoliti nel mondo svelato il mistero: chi sono gli autori

Gli oggetti metallici sarebbero ormai oltre 20 in tutto il mondo, almeno due in Italia, l’ultimo rivendicato da un gruppo di artisti. Ed è monolite-mania

13 dicembre 2020 19:57
Monoliti nel mondo svelato il mistero: chi sono gli autori

Ormai si fatica a tenere il conto dei monoliti che stanno spuntando “come funghi” in ogni angolo del mondo. Dopo il primo comparso in Italia, a Lanuvio sui Colli romani nella notte tra il 4 e il 5 dicembre, eccone un altro appena un paio di giorni fa in Alto Adige, precisamente tra i vigneti di Baron Longo, a Egna. In meno di 15 giorni, dunque, dal primo avvistamento del misterioso oggetto metallico, nel deserto dello Utah (USA) e che ricordava 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, è effetto domino. Ma arriva anche reclamare la “paternità” delle opere è un collettivo di artisti. 

 

Chi c’è dietro i monoliti

Si fanno chiamare The Most Famous Artists 2020, appartengono a un gruppo che ha annunciato quello che sarebbe il vero obiettivo delle opere: la vendita delle riproduzioni, molto simili tra loro, a partire dal prezzo di 45mila dollari. A riprova del fatto che si tratterebbe degli autori, il collettivo ha postato sul proprio profilo Instagram una foto del monolite alto atesino, con tanto di misure e didascalia: "Monolith-as-a-service.com", accompagnata dalla spiegazione: «Dimensioni autentiche e materiali di qualità museale; edizione di 3+1 prova d’artista; consegna e installazione incluse; certificazione di autenticità Blockchain, firmata e datata The Most Famous Artists 2020».

 

Un messaggio che sembra per addetti ai lavori o appassionati del genere, con tanto di disponibilità economica adeguata e non certo limitata. Resta, però, il dubbio che gli autori siano gli stessi anche degli altri monoliti trovati e avvistati nei giorni scorsi, che secondo qualcuno sarebbero diverse decine nel mondo, dei quali ben 23 negli Usa, 4 in Francia, 3 in Olanda, 2 in Germania e altrettanti in Italia. Qui a far parlare di sé, prima del ritrovamento in Alto Adige, era stato quello sui Castelli romani.

 

I precedenti: il monolite romano

Il monolite in Italia era stato segnalato a Lanuvio, nei pressi di Villa Sforza Cesarini, alta oltre 3 metri, posizionato nei pressi dei resti del portico degli Antonini, è stato subito oggetto di accertamenti da parte delle forze dell’ordine, che sono risalite in poco tempo alle origini. Si tratta di un gruppo di artisti dei Castelli romani, nei confronti dei quali, però, al momento non sono stati presi provvedimenti. 

 

Non è chiaro se abbiano collocato l’oggetto per farsi pubblicità o semplicemente per alimentare l’alone di mistero che ha accompagnato le prime apparizioni di oggetti simili, seguite dall’ultima in ordine di tempi, questa volta nei Paesi Bassi.

 

Il quinto monolite, nei Paesi Bassi

A differenze dei monoliti apparsi finora nelle diverse parti del mondo (dallo Utah alla Romania, passando per Roma e la California) quello comparso nella regione della Frisia, nei Paesi Bassi, è un oggetto in metallo opaco e non lucido. Anche in questo caso si indaga per risalire a chi lo abbia non solo realizzato, ma anche posizionato nel luogo del ritrovamento, dal momento che sulla superficie non appaiono impronte digitali, come riferito dalla tv locale Omrop Fryslan e da quella canadese NOS

 

Che sia una coincidenza o che ci sia un legame, ancora sconosciuto, tra i vari oggetti metallici comparsi nel mondo, sta di fatto che in rete è scoppiata la “monolitemania”, con ricerche sui possibili significati degli oggetti. 

 

A quando il prossimo?

In effetti in molti, dopo la prima e soprattutto la seconda comparsa, si interrogavano sul legame tra gli oggetti e soprattutto si chiedevano se ne sarebbero apparsi di nuovi. L’attesa non è durata a lungo, perché dopo quelle nello stato americano dello Utah e in Romania, è stata la volta di quello scovato sulla cima della Pine Mountain, in California, molto simile al primo nel frattempo scomparso.

 

Ma da dove arrivano i misteriosi monoliti? Qual è il loro significato? E soprattutto, dove comparirà il prossimo? C’è chi giura, infatti, che non saranno gli ultimi e che la loro presenza possa avere a che fare con un’accurata campagna comunicativa. 

«Direi che come regola nessun archeologo serio commenterà mai questa vicenda» commenta a caldo Angelo Cimarosti, giornalista con formazione archeologica, direttore di ArchaeoReporter.com, un recentissimo progetto di video reportage archeologici «sul campo».

 

I 5 oggetti in quindici giorni: sono davvero monoliti?

Tornando indietro agli esemplari precedenti quello in California era stato il terzo oggetto metallico comparso nell’arco di una settimana. Secondo quanto riferisce la stampa locale, della cittadina di Atascadero, «L'obelisco a tre facce sembra essere di acciaio inossidabile, alto 10 piedi e largo 18 pollici. L’oggetto è saldato ad ogni angolo, con rivetti che fissano i pannelli laterali a un probabile telaio in acciaio all'interno».

 

L’unica differenza rispetto al primo esemplare è che quello californiano sembrerebbe più instabile. Di sicuro ha già richiamato decine di turisti sul posto. Poco prima era toccato all’oggetto simile in Romania, preceduto al primo, avvistato nello Utah. Ma ha senso chiamarli monoliti? Cimarosti avanzi dubbi: «Monolite, per definizione, è un grande manufatto in pietra dunque non può essere metallico!». La spiegazione è che la scelta di chiamarlo così, da parte della stampa americana per prima, ha contribuito a far crescere l’alone di mistero, che infatti è aumentato nell’arco di una decina di giorni.

 

Il giallo del primo monolite

E’ comparso, giusto il tempo di essere fotografato, ripreso e di finire sui siti e social in tutto il mondo, poi il monolite gigante apparso in un kenyon dello Utah statunitense è letteralmente svanito nel nulla. Il popolo del web si stava ancora interrogando sulla sua natura (scherzo, reperto archeologico, creazione di qualche artista moderno in cerca di visibilità?) che il «gemello» è ricomparso dall’altra parte del pianeta, in Romania, esattamente nei pressi del sito archeologico di Piatra Neamt, al confine orientale del paese.

Si tratta di un parallelepipedo di metallo scintillante, alto circa 4 metri. A individuare il primo è stato un elicottero della Division of Wildlife Resources dello Utah e immediatamente in Rete si è scatenata la corsa a spiegare il significato dello strano oggetto.

 

La maggior parte degli internauti ha ricordato la similitudine con un monolite apparso nel film 2001: Odissea nello spazio. D’altro canto anche la collocazione, nel pieno di un «deserto rosso» che ricorda Marte ha alimentato le speculazioni. Dopo il clamore suscitato dalle prime immagini, il monolite americano è sparito. C’è chi sostiene che siano stati gli abitanti locali, infastiditi dal richiamo di gruppi di turisti desiderosi di immortalarlo con smartphone e fotocamere. Gli utenti di Reddit, invece, si sono scatenati e, studiando le immagini diffuse dall’ente di protezione ambientale che lo ha immortalato, hanno individuato anche le coordinate. A questo punto si sono rivolti a Google Earth e hanno scoperto che l’oggetto era apparso una prima volta già nel 2015 e 2016. Che fine ha fatto poi e perché è ricomparso? Ma la maggior parte di chi si interroga sul curioso oggetto ritiene che si tratti di un’operazione più ampia.

 

Le ipotesi: un’opera d’arte, una trovata commerciale o gli alieni?

Fin da subito era stata presa in considerazione l’ipotesi che fosse un progetto commerciale, legato a qualche artista emergente.

Qualcuno ha azzardato il nome di John McCracken, famoso per le sue opere, in particolare sculture dalle linee geometriche minimaliste, e che per anni ha vissuto nel vicino New Mexico. Ma, nonostante David Zwirner, che ha lavorato a lungo con lo scultore, non lo escluda del tutto, resta il fatto che l’artista è scomparso ormai da 9 anni, nel 2011. 


Non è neppure escluso che possa trattarsi di una campagna pubblicitaria in vista dell’uscita di qualche film, rimandata a causa della pandemia, magari per coinvolgere successivamente il pubblico nella scelta di un titolo. Oppure, che si tratti di un oggetto di scena dimenticato nel pieno del deserto dopo aver girato alcune scene di film meno noti. E se invece si trattasse di un oggetto in qualche modo «sacro»? Se l’ipotesi degli alieni non è ritenuta credibile, è certamente più intrigante l’idea che l’oggetto abbia un significato mitologico o riguardi la «fantarcheologia». 

 

Monoliti, tra archeologia e fantarcheologia? 

Ad alimentare il dibattito che possa trattarsi di archeologia (moderna?) è il fatto che il monolite in Romania è orientato verso il Massiccio di Ceahl?u, considerata montagna sacra dai Daci, l’antica popolazione del posto, e una delle 7 meraviglie naturali rumene. Ma può essere? «Ovviamente la prima regola nel giornalismo e in archeologia è prima far parlare prima le testimonianze materiali, poi interpretarle. Quindi bisognerebbe avere i manufatti tra le mani e verificarli nel loro contesto. Mi sento, però, di escludere che si tratti di qualcosa di pur vagamente attinente all’archeologia, a meno che non ci si voglia addentrare nella fantarcheologia alla Peter Kolosimo, un divertente, e – ahimè - seguitissimo guazzabuglio di misteri e di pseudoscienza» spiega Angelo Cimarosti. 

 

Di sicuro la notizia del monolite è diventata virale: «L’operazione monolite è comunque degna di uno sguardo, perché va a muovere tutti i meccanismi della comunicazione e dell’esposizione virale di qualcosa che non è puramente fake proprio per il fatto che esiste, è tangibile. Quando scopriremo cosa c’è dietro, quale costruzione, quale strategia di comunicazione, potremo iscriverla alla categoria a cui appartiene: burla, stramberia, campagna di comunicazione, puro divertimento o qualcosa d’altro»conclude l’esperto, che mira a una divulgazione non sensazionalistica nell’ambito dell’archeologia. 

 

I monoliti storici «veri» dove sono? 

Se il pensiero di molti è corso al monolite nero di 2001: Odissea nello spazio, va ricordato che nel caso della finzione cinematografica rappresentava l’oggetto che permette agli esseri viventi che ne vengono in contatto di evolversi verso una nuova forma di vita. Se invece si parla di storia del passato, i tre monoliti più antichi e famosi si trovano:

  • in Australia (Mount Augustus),

  • in Messico (La Pena de Bernal)

  • e in Georgia (Usa, lo Stone Mountain).

Ce ne sono però diversi anche in Africa, America del nord e del Sud, in Antartide e in Europa, come ad esempio nel Regno Unito (Humber Stone, Logan Stone, King’s Arthur’s Stone, questi ultimi entrambi in Cornovaglia). 

 

E in Italia? Anche nel nostro paese è possibile visitare:

  • la Pietra Cappa, nel Parco Nazionale dell’Aspromonte in provincia di Reggio Calabria,

  • o quello presso il Ponte del Diavolo, nel modenese.

In tutti questi casi, però si tratta di reperti archeologici, non certo di blocchi di metallo!

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