Le condizioni di Renzi

Verifica, la lettera di Renzi a Conte prima dell’incontro di stasera

Le condizioni per rimanere affidate a un quotidiano. Restano le tensioni. Il rimpasto danneggerebbe i cinquestelle mentre Pd e Iv ne uscirebbero più forti

17 dicembre 2020 15:15
Verifica, la lettera di Renzi a Conte prima dell’incontro di stasera

Che sia una partita con dei bluff non c’è dubbio. Ma che debba concludersi con un mutamento che segni uno step change anche. Questo governo così com’è non può proseguire il suo cammino. Il ciclone mediatico messo in moto da Renzi i suoi primi effetti li ha già prodotti e il premier dovrà tenerne conto. Alle 19 la delegazione di Italia Viva, con la ministra Bellanova, incontrerà finalmente a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio.

Incontro che il leader di Iv fa precedere da una lettera aperta sul quotidiano la Repubblica. Un elenco di temi e condizioni dettate per una tregua, si spera duratura, con l’esecutivo. Giustizia, infrastrutture, scuola, terzo settore, occupazione, pressione fiscale. E poi le questioni più dibattute: la task force del Recovery Plan, l’utilizzo dei 37 miliardi del Mes Sanità e la delega ai servizi segreti.

 

Le condizioni di Italia Viva

Nel giorno in cui il governo annuncia la liberazione dei 18 pescatori di Mazara del Vallo detenuti per 100 giorni in Libia il clima nella maggioranza è ancora teso. Anche se il premier si mostra più malleabile sull’ipotesi di un rimpasto: “Può essere oggetto di confronto. Se ci sono richieste delle forze politiche bisognerà ascoltare e comprendere”.  Certo, è da vedere se con Italia Viva “ci saranno le condizioni per andare avanti”. Ma adesso il cerino è rimasto in mano al capo di Palazzo Chigi. Quella lettera pubblica assomiglia a un manifesto programmatico e chiede soprattutto tre passi indietro. Primo: sulla task force per la gestione delle risorse del Recovery Fund i super manager non dovranno essere estranei alla pubblica amministrazione e avulsi dalla supervisione politica. Dunque, niente poteri sostitutivi rispetto ai ministri.

Secondo: sulla linea di credito del Mes per le spese sanitarie dirette e indirette il premier dovrà mettere a tacere l’intransigenza dei Cinquestelle e decidere di attivarla. Terzo: su servizi segreti e cybersicurity disponibilità a cedere la delega che fino ad oggi Conte ha tenuto per sé. Tre temi dirimenti su cui Renzi ha una asso nella manica: il Pd la pensa come lui. E poi c’è il rimpasto. Che non è più un tabù e da cui Italia Viva avrebbe tutto da guadagnare. Con Dem e renziani allineati e Leu per definizione vicina a loro sarebbe il movimento cinquestelle a pagare il prezzo più alto.

 

Alessandro Di Battista lancia l’allarme: “Suggerisco, ancora una volta, di non assecondare questo 'super-tele gonfiato' le cui bugie hanno superato ampiamente il numero dei suoi elettori”.  Anche il vice ministro dell’Economia, Stefano Buffagni attacca: “Ho letto questa lettera che ha mandato Renzi, ovviamente ai giornali anche oltre al presidente del consiglio, mi sembra che ci sia anche un po' di show, perché dà dei populisti da una parte, ma poi lui ne scrive abbondantemente.”

 

Le alternative

“Non vedo altri governi oltre a questo. Per noi Conte deve andare avanti. Non ci sono spazi di manovra per altro” ripete Nicola Zingaretti. Ma anche al Nazareno sono coscienti che per salvare l’esecutivo bisogna cambiare qualche casella. E per farlo manca il tassello decisivo, ovvero il via libera del Quirinale.

 

Intanto, nell’evenienza remota, almeno in questa fase, di una crisi c’è Matteo Salvini che lavora per costruire una maggioranza alternativa in Parlamento. Da giorni getta l’amo a Montecitorio e Palazzo Madama. “Ci mancano pochi voti in Parlamento. Ci sono 20 persone di buona volontà che piuttosto che rimanere fermi con Conte scelgano cinque cose da fare e ci diamo tot mesi di tempo per farle?”. Il leader della Lega accarezza l’Idea di un esecutivo di centrodestra senza passare dal voto. Ma la Meloni non è disponibile. E Berlusconi: “in caso di crisi Forza Italia si rimetterebbe alla saggezza del capo dello Stato”.

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