I mutui prima casa

Mutui prima casa sospensione proroga 31 dicembre 2021, DL Ristori

Decreto Ristori proroga moratoria sui mutui prima casa, la nuova scadenza per la sospensione rate mutuo è per il 31 dicembre 2021, requisiti e novità

18 dicembre 2020 13:58
Mutui prima casa sospensione proroga 31 dicembre 2021, DL Ristori

Moratoria mutui prima casa: proroga fino al 31 dicembre 2021, grazie al decreto Ristori unificato, che ha ricevuto il via libera dal Parlamento.

 

Moratoria sui mutui: cos’è e come funziona

La moratoria sui mutui è la facoltà per il mutuario che si trovi in situazione di grave difficoltà di richiedere alla banca che ha erogato il mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale, la sospensione temporanea del pagamento delle rate del mutuo per un periodo massimo di 18 mesi, periodo prorogato di altri dodici mesi fino al 31 dicembre 2021 grazie ad altri 400 milioni di euro. A provvedere al pagamento delle rate nel periodo di sospensione, c’è il Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, chiamato anche Fondo Gasparrini istituito con la legge 244/2007 presso il Ministero dell'Economia.

 

Come funziona? La moratoria sui mutui prolunga la durata del mutuo, spostando nel tempo il pagamento delle rate sulla quota capitale del prestito per la prima casa. Il pagamento delle rate è solo sospeso e non riguarda la quota interessi, in quanto copre solo il 50% degli interessi, la restante parte dovrà essere comunque versata dal titolare del mutuo.

 

Moratoria sui mutui: chi può richiederla

Chi può beneficiare della moratoria sui mutui? Possono farne richiesta solo coloro che dimostrino di trovarsi in una condizione di disagio in seguito:

  • a) alla perdita del posto di lavoro a tempo determinato o indeterminato o dei rapporti lavorativi di cui all'art. 409 del cpc;

  • b) morte;

  • c) handicap grave o condizione di non autosufficienza;

  • d) sospensione del lavoro per almeno 30 giorni lavorativi consecutivi;

  • e) riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni lavorativi consecutivi, corrispondente ad una riduzione almeno pari al 20% dell’orario complessivo.

Per gli eventi di cui alla lettera d) ed e), la durata massima della sospensione del pagamento delle rate del mutuo è commisurata alla durata della misura di sospensione o di riduzione dell’orario di lavoro:

  • 6 mesi, se la sospensione o la riduzione orario del lavoro ha una durata compresa tra 30 giorni e 150 giorni lavorativi consecutivi

  • 12 mesi, se la sospensione o la riduzione dell'orario di lavoro ha una durata compresa tra 151 e 302 giorni lavorativi consecutivi; 

  • 18 mesi, se la sospensione o la riduzione dell'orario di lavoro ha una durata superiore di 303 giorni lavorativi consecutivi.

 

I principali requisiti per l’accesso sono, tra gli altri, un reddito ISEE non superiore a 30.000 euro e l’importo di mutuo non superiore a 250.000 euro per l’acquisto di un’immobile non di lusso adibito ad abitazione principale.

 

Decreto Ristori: proroga moratoria mutui fino al tutto il 2021:

Cos’è cambiato con il covid-19? In deroga alla ordinaria disciplina del Fondo, per un periodo di 9 mesi dal 17 marzo 2020, è stato esteso l’accesso ai benefici del Fondo:

  • ai lavoratori autonomi e liberi professionisti che dichiarino di aver registrato, nel trimestre successivo al 21 febbraio 2020 e precedente la domanda ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra il 21 febbraio 2020 e la data della domanda qualora non sia trascorso un trimestre, un calo del proprio fatturato superiore al 33% del fatturato dell'ultimo trimestre 2019, in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall'autorità competente per l'emergenza coronavirus;

  • a coloro che superano il reddito ISEE di 30.000;

  • ai mutui di importo non superiore a 400.000 euro.

 

Alla luce dell’emergenza è prevista la sospensione immediata delle rate del mutuo a fronte della solo presentazione della domanda.

 

La moratoria sui mutui decisa nel decreto Cura Italia e messa a punto nel decreto Rilancio è stata prorogata dal 30 giugno al 30 settembre poi al 31 dicembre 2020 ed infine a tutto il 2021. Si tratta di misure necessarie per le famiglie, affinché la situazione economica non peggiori alla luce delle difficoltà che si stanno registrando nel mercato del lavoro.

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