Rincari al bancomat

Bancomat Spa: prelievo contante più caro nel 2021. Stangata in arrivo

In arrivo una pericolosa riforma del sistema di prelievo agli sportelli automatici (ATM) presentata da Bancomat Spa, che rischia di far lievitare i costi

23 dicembre 2020 14:38
Bancomat Spa: prelievo contante più caro nel 2021. Stangata in arrivo

La lotta al contante intrapresa dal governo potrebbe spostarsi su più fronti, decidendo di non limitarsi al cashback o bonus bancomat, alla Lotteria degli scontrini e al tetto all’utilizzo del cash, contemplando anche un possibile aumento delle commissioni sui prelievi bancomat.

 

In arrivo una pericolosa riforma del sistema di prelievo agli sportelli automatici (ATM) presentata da Bancomat Spa, che rischia di far lievitare i costi del servizio già a partire dal 2021. Un aumento delle tariffe che disincentiva il prelievo di contante favorendo l’utilizzo di carte di credito o debito, bancomat e transazioni elettroniche tracciate dal Fisco e prive di qualsiasi rischio di evasione fiscale e che potrebbe permettere alle banche di aumentare gli introiti.

L’ultima parola spetta all’Antitrust, che ha avviato un’indagine.

 

Vediamo la riforma sul prelievo di contanti presentata da Bancomat Spa, società che da oltre trent’anni gestisce i circuiti di pagamento e prelievo più diffusi e conosciuti in Italia, e cosa ci aspetta nel 2021.

 

Bancomat Spa: la riforma sul prelievo di contanti agli sportelli automatici

Bancomat Spa, società partecipata da 125 banche italiane, che fanno parte delle oltre 400 che utilizzano i suoi servizi, intende riformare il sistema di prelievo dei contanti agli sportelli bancomat, nonostante emerga da alcune ricerche che l’attuale servizio appaghi la maggior parte dei titolari di carte.

 

I circuiti Bancomat sono al primo posto in Italia sia per quanto riguarda il prelievo sia per quanto riguarda i pagamenti con carta di debito: 46,5 mila i terminali ATM, 2,1 milioni i terminali POS con un totale di pagamenti che ammonta a 1,45 miliardi per un valore di circa 84 miliardi di euro.

 

Numeri importanti che ci fanno tremare ancora di più se pensiamo al tipo di riforma pensata sul prelievo bancomat, che rischia di tradursi in una stangata sul contante e di creare incertezza sulle tariffe. Vediamo perché.

 

Contanti a rischio stangata con riforma Bancomat

Attualmente sono le banche a stabilire le commissioni sui prelievi con il bancomat negli sportelli ATM di altri istituti. In molti casi gli istituti di credito prevedono prelievi gratuiti, in altri viene fissata una percentuale sul prelievo, ossia una tariffa che varia sulla base della somma ritirata. In ogni caso, si tratta di tariffe contenute ma soprattutto certe, ossia il cliente sa già in anticipo a quanto ammonta il costo del servizio di prelievo bancomat fissato dalla propria banca.

 

Bancomat Spa, controllata da 125 istituti di credito come Intesa e Unicredit, ha intenzione di stravolgere questo sistema con “l’applicazione al titolare della carta di una eventuale commissione definita in via autonoma da ciascuna banca proprietaria dell’ATM e che eroga, dunque, il servizio di prelievo attraverso le proprie apparecchiature. Tale commissione sarebbe resa nota al titolare della carta prima dell’autorizzazione all’operazione di prelievo".

 

L’idea sarebbe quella di fare in modo che il costo del prelievo bancomat venga fissato non più da ogni singola banca ma dall’istituto proprietario dell’ATM, mossa che sicuramente renderebbe meno trasparente per gli utenti la remunerazione. In sostanza non si avrebbe più la certezza delle commissioni in anticipo, ma solo al momento in cui ci si appresta a prelevare il contante agli sportelli automatici.

 

Inoltre, potremmo assistere ad un incremento delle tariffe, visto che le banche non avrebbero più alcun interesse ad applicare costi più bassi ai non clienti.

 

Riforma commissioni bancomat: Antitrust avvia istruttoria

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) vuole vederci chiaro sulla riforma proposta da Bancomat Spa sul prelievo di contanti e avvia un’indagine. "L’Antitrust valuterà se le nuove regole di circuito possano configurare un'intesa suscettibile di restringere o falsare la concorrenza nel mercato comune ai sensi dell'articolo 101 del TFUE", si legge in un comunicato dell’Authority, intenzionata ad esaminare l’esistenza e la natura di eventuali efficienze, la trasmissione ai consumatori dei benefici ad esse connesse, l’indispensabilità delle nuove regole per conseguire le stesse efficienze e la non eliminazione della concorrenza sul mercato.

 

L’ultima parola spetta dunque all’Antitrust, che dovrà pronunciarsi in merito alla riforma del sistema di remunerazione del servizio prelievo dei contanti che sta facendo tremare i correntisti italiani e che rischia di tradursi nel 2021 in un aumento delle tariffe.

 

Questo, infatti, potrebbe essere l’ennesimo escamotage per far pagare ai clienti degli istituti di credito il peso dei tassi d’interesse negativi sui bilanci delle banche oppure un altra tessera del Piano cashless per il contrasto all’evasione fiscale da accompagnarsi al bonus bancomat e alla Lotteria degli scontrini.

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