Natale e pandemia

Pranzo di Natale 2020: novità decreto. Le 10 regole d’oro anti-Covid

Quali accorgimenti seguire per festeggiare in sicurezza, senza tralasciare il galateo: dal tampone “preventivo” a quando ricorrere a catering o fai-da-te

24 dicembre 2020 15:56
Pranzo di Natale 2020: novità decreto. Le 10 regole d’oro anti-Covid

Il Natale 2020 sarà ricordato sicuramente come anomalo, non fosse altro che per le limitazioni ai festeggiamenti, che interessano anche il Capodanno, a causa dell’emergenza sanitaria.

 

Il numero massimo di persone con le quali fare il cenone della vigilia, il pranzo del 25 o la notte di San Silvestro impone di rivedere abitudini e tradizioni, specie per chi era solito trascorrere questi momenti in compagni di familiari e amici.

Eco

 

Pranzo di Natale 2020, le nuove regole decreto 18 dicembre:

Nuove regole per le feste sono appena entrate in vigore con il nuovo decreto Natale 18 dicembre. Ecco quindi cosa ha previsto e quali deroghe:

Per la cena della vigilia di Natale, il pranzo di Natale, Santo Stefano, Capodanno e in generale per i pranzi e le cene delle feste nei giorni in rosso prevista una deroga: la possibilità di ospitare due commensali non conviventi, oltre ai minori di 14 anni, che potranno spostarsi anche con i divieti per raggiungere nelle abitazioni private familiari e parenti più stretti. Ma questo "una sola volta al giorno" e "verso una sola abitazione", purché nella stessa regione. Deroga anche per recarsi alla messa di Natale.

 

Come e più delle cene organizzate durante la fase 2 e nel periodo dei mini-lockdown della suddivisione in zone gialle, arancioni e rosse, occorre ripensare non solo il menù, ma anche i comportamenti, a partire dall’idea di fare un tampone prima di vedere – se possibile – i nonni. 

Ecco, allora, le 10 regole d’oro anti-Covid per Natale 2020 e Capodanno 2021 mentre se devi ancora fare il menù di Natale 2020 ecco i consigli dell'esperta.

 

Le 10 regole d'oro per il pranzo di Natale 2020: 1° Tampone prima di vedere i nonni?

In questi giorni ce lo siamo chiesti tutti: nei casi nei quali è possibile riunirsi con la famiglia d’origine, senza violare i divieti di spostamenti tra regioni e senza superare il numero massimo di persone per la cena, è bene prima sottoporsi a tampone Covid? La risposta, secondo la maggior parte degli esperti, è sì. Occorre, però, tenere presente alcune indicazioni perché il test non sia inutile. La prima riguarda tempistica e modalità: il tampone molecolare presso le Asl o Ats può essere effettuato solo dietro richiesta del proprio medico di famiglia al Dipartimento per la prevenzione territoriale, quindi a meno di non presentare sintomi sospetti di Covid non sarà prescritto. Se si è intenzionato a fare un test, quindi, occorrerà rivolgersi a un laboratorio privato, dove – liste d’attesa permettendo – il costo medio può andare dai 60 euro (come nel caso della Regione Lazio) ai 100 euro di alcune strutture della Liguria. Il test antigenico costa meno (intorno ai 22/40 euro) e in alcune regioni è possibile effettuarlo anche in farmacia (come in Veneto e Lazio), ma in caso di positività occorre anche un molecolare. 

Quanto alla tempistica, bisogna calcolare qualche giorno di anticipo rispetto all’incontro familiare previsto, anche per poter avere l’esito in tempo. Ma nei giorni che intercorrono tra il tampone e la visita non si deve entrare in contatto con persone a rischio, altrimenti si vanifica lo sforzo. A meno di non isolarsi del tutto, però, questo è impossibile, soprattutto se si hanno figli che frequentano la scuola, quindi è possibile che, nonostante il tampone negativo, si possa aver contratto l’infezione da asintomatici o si sia in incubazione. Insomma, tampone sì, ma sarà un “passaporto Covid-free”.  

 

2° Niente baci e abbracci 

La voglia di abbracciarsi è inevitabile, ma almeno quest’anno si dovrebbe cercare di “resistere”, a meno di non essere familiari stretti e conviventi. Per questo Natale e questo Capodanno, insomma, ci si dovrà limitare a sorrisi (anche dietro le mascherine) e parole affettuose. Un’alternativa è prepararsi pensieri scritti, anche da donare ai propri cari e che rimangano un ricordo.

 

3° A che ora si cena?

Un’altra novità riguarda l’orario della cena della vigilia di Natale. Come da Dpcm 3 dicembre, sssendoci il coprifuoco alle 22, occorrerà tenere presente che chi non vive sotto lo stesso tetto si dovrà alzare da tavola per tempo, anche per evitare sanzioni. Quindi l’orario consigliato per iniziare sono le 19. Naturalmente in caso di veglione del 31 dicembre diventa difficile pensare di potersi salutare alle 22, per questo la tendenza sarà a trascorrere la notte di San Silvestro in pochi intimi, possibilmente conviventi.

I più ironici, però, hanno già pensato a ideare “brindisi a distanza”, tramite Meet, Zoom, Skype o semplici videochiamate di gruppo con WhatsApp

 

4° Una volta a tavola: distanze e posti vuoti 

Dopo i saluti e le chiacchiere, anche a tavola andrà mantenuto il distanziamento, soprattutto in caso di non conviventi. Se si ha la possibilità, dunque, il consiglio è di lasciare un posto vuoto tra due persone, come se si fosse in ambienti “pubblici” (mezzi pubblici, sale d’aspetto, ecc.). Per evitare l’effetto lontananza o il senso di vuoto si potrà riempire lo spazio con qualche piccolo addobbo o decorazione natalizia, o anche con gel igienizzante pronto all’uso, evitando così ai commensali di doversi alzare in caso di necessità. 

 

5° Un tavolo per i nipotini

Sempre nel caso in cui fossero presenti nonni e nipoti, è consigliabile – spazio permettendo – riservare un tavolo per gli adulti e uno per i bambini, cioè quelli che potrebbero veicolare maggiormente il virus, andando a scuola ed essendo spesso asintomatici. 

 

6° Niente promiscuità, dalle posate alle stoviglie

Anche se si è tra familiari, è bene dimenticare la promiscuità, a partire dall’uso di stoviglie che possano essere toccate da più persone. In particolare, niente posate e piatti che girano tra i commensali: è meglio che a servire le pietanze sia una sola persona, possibilmente il padrone o la padrona di casa, o chi ha cucinato. Lo stesso vale se si opta per un servizio di catering, che consegnerà il cibo, ma non potrà fermarsi a servire per non superare il numero massimo di persone consentite. 

Si potrà anche scegliere le posate monouso (meno evitare la plastica, per motivi ecologici), ma gli esperti di galateo lo considerano poco “fine” anche perché quelle tradizionali in acciaio potranno comodamente essere lavate e igienizzate in lavastoviglie. 

Quanto alle bottiglie di vino o acqua, dovrebbe valere lo stesso criterio: sarebbe utile che fosse il padrone di casa l’unico a maneggiarle per evitare di passarsele e poi doversi igienizzare. 

 

7° Niente canti, musica e karaoke per Natale 2020 e Capodanno 2021

Se finora si è stati abituati a festeggiare anche con canti, musica, balli e karaoke per quest’anno si dovrà rinunciare. Il motivo è semplice: quando si canta aumenta la quantità di droplet emesso, le goccioline che potrebbero racchiudere il virus, quindi anche il rischio di contagio. Per lo stesso motivo sarebbe meglio evitare la musica o la tv a volume alto, perché costringe ad alzare la voce per conversare, quindi ad aumentare le emissioni di aerosol. 

 

8° Scambio di doni, giochi di società e mascherine

Per chi preferisce il pranzo nel giorno di Natale, ma anche in occasione del consueto scambio di doni, occorrerà qualche accorgimento in più. In questo momento, di maggiore vicinanza fisica, è sempre preferibile indossare la mascherina e igienizzarsi le mani dopo aver toccato gli oggetti maneggiati dagli altri. 

Ecco qualche idea per i regali di Natale 2020.

 

9° Mascherina sì, ma fashion

A proposito di mascherine, essendo ormai abituati a indossarle, il fatto di tenerle anche in occasione delle feste non sarà un problema. La differenza è che ci sarà la possibilità di sbizzarrirsi nella scelta di modelli originali, a tema natalizio, ironico o che si abbinino al proprio outfit. Insomma, il Natale 2020 e il Capodanno 2021 in questo caso possono essere un momento in cui dare sfogo alla fantasia, personalizzando le mascherine o puntando su oggetti che diventino fashion.

 

10° Last, but not least… Arieggare il salotto!

L’idea di aprire le finestre in pieno inverno, di sera (o anche a pranzo, in molte zone d’Italia) e con temperature verosimilmente basse, non piacerà a nessuno, ma il consiglio è di ventilare con una certa frequenza il locale in cui si cena e ci si ritrova, per favorire il ricambio d'aria e diluire le particelle di aerosol sospese. Come emerso da una ricerca del Comitato tecnico scientifico britannico (Sage), in una stanza senza ricambio di aria frequente il rischio di infezione può quadruplicare. E’ bene, quindi, pensare a un abbigliamento consono, evitando di essere troppo leggeri, specie le signore. 

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