La storia di Natale

Chico Forti torna in Italia: chi è, la storia, le accuse

L’annuncio dal ministro degli Esteri Di Maio. Accusato di omicidio, si è sempre detto vittima di un errore giudiziario. Finisce un incubo lungo 20 anni

Chico Forti torna in Italia: chi è, la storia, le accuse

Incredulo, eccitato, emozionato. Così si è detto Chico Forti, dopo l’annuncio del suo ritorno in Italia, arrivato dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. «In questo anno veramente difficile qualche buona notizia: il governatore della Florida, Ron DeSantis, ha firmato l’atto con cui accoglie la richiesta di Chico Forti per avvalersi della Convenzione di Strasburgo e venire qui in Italia» ha dichiarato il titolare della Farnesina in diretta Facebook. 


Finisce così un incubo durato 20 anni per l’ex produttore 61enne, accusato di omicidio e in carcere negli Stati Uniti dal 2000 con una condanna all’ergastolo. Forti si è sempre dichiarato innocente e vittima di un errore giudiziario. Moltissime e bipartisan le pressioni per riportarlo in Italia e ora la famiglia commenta: «Abbiamo vinto la battaglia». 


Il ritorno in Italia di Chico Forti

La svolta Il governatore della Florida ha accolto l'istanza di Chico di «avvalersi dei benefici previsti dalla Convenzione di Strasburgo e di essere trasferito in Italia», ha aggiunto Di Maio.  «Si tratta di un risultato estremamente importante, che premia un lungo e paziente lavoro politico e diplomatico. Non ci siamo mai dimenticati di Chico Forti, che potrà finalmente fare ritorno nel suo Paese vicino ai suoi cari».

 

Chi è Chico Forti: il surfista…

Enrico Forti, noto come Chico Forti, è nato a Trento l’8 febbraio del 1959. E’ un ex velista e produttore televisivo. La sua passione per il windsurf nasce da giovane e ad appena 19 anni racconta proprio la storia di questo sport al programma tv Telemike, vincendo un montepremi che gli permetterà poi di trasferirsi negli Stati Uniti.

 

Già nel 1979, però, inizia a praticare windsurf sul lago di Garda, insieme all’ex campione del mondo, Karl Heinz Stikckl. Alle Hawaii, paradiso dei surfisti, è tra i primi al mondo ad eseguire il salto mortale all’indietro completo con la tavola, il cosiddetto looping, insieme a Robby Naish, e riesce nel primo base jumping dalla cima di un albero. Idea e realizza anche la prima rampa di salto indoor per windusurf, la funboard, per allenarsi e organizzare competizioni al chiuso, insieme all’amico Richard White, ordinario delle Hawaii. 


Ottiene anche ottimi successi nelle competizioni partecipando a sei Campionati mondiali (primo italiano a farlo, nel 1985) e due Europei di windsurf, e vincendo il campionato italiano di vela nella classe catamarano DART nel 1990. 
Proprio a cavallo degli anni ’90 la svolta nella sua carriera, dopo un incidente che ferma la sua attività sportiva e segna l’inizio di quella da produttore.

 

Chico Forti: il cambio di vita, il trasferimento negli Usa e la tv

A segnare la svolta è un incidente in auto, che costringe Chico Forti a una lunga convalescenza, che porta a interrompere l’attività agonistica. L’allora 28enne diventa produttore di filmati su sport estremi come snowboard, moto d’acqua, sci nautico a piedi nudi, kitesurf, wakeboard, ma anche, naturalmente, il windsurf. Scrive per diverse testate specialistiche (tra le quali Windsurf Italia, di cui è caporedattore) ed è ospite in tv, in programmi come Jonathan, dimensione avventura di Ambrogio Fogar o Record di Giacomo Crosa, oltre che in trasmissioni straniere dal Giappone alla Spagna.

 

È ormai un volto molto noto ed è pronto a sbarcare all’estero. Nel 1992, infatti, si trasferisce negli Usa, dove sposa Jeather Crane con la quale avrà tre figli: Savannah Sky, nata nel 1994, Jeanna Blu, due anni dopo, e Francesco Luce, nel 1998. 
È proprio questo l’anno in cui inizia un incubo che gli stravolgerà la vita. 

 

L’accusa di omicidio e il carcere

È il 15 febbraio del 1998 quando a Miami, dove ormai Forti vive stabilmente con la famiglia, viene ucciso Dale Pike, figlio di Anthony Pike, con cui l’ex surfista era in trattativa per l’acquisto di un albergo a Ibiza, il Pikes Hotel. Forti viene accusato di felony murder, un omicidio commesso nell’ambito di un altro reato, in questo la truffa. Secondo gli inquirenti americani, infatti, Forti stava cercando di aggirare Pike senior e avrebbe finito con l’uccidere il figlio.

 

È’ l’inizio di un incubo: nel 2000 Chico Forti è condannato per omicidio, nonostante lui si sia sempre dichiarato innocente e vittima di un errore giudiziario fatto di negligenze e approssimazioni. Non gli viene concessa la condizionale e da allora è rinchiuso nel Dade Correctional Institution di Florida City, nei pressi di Miami. 

Tutti i tentativi di dimostrarne l’innocenza e di riportarlo in Italia si sono dimostrati vani, fino al 23 dicembre del 2020. 

 

La battaglia vinta: il rientro in Italia di Chico Forti

L’annuncio del ritorno di Chico Forti è arrivato via Facebook dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che ha spiegato che il Governatore della Florida ha accolto la richiesta di avvalersi della Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo (CEDU), che permette il trasferimento dopo oltre 20 anni di carcere negli Usa.

 

«Sono personalmente grato al Governatore DeSantis e all’Amministrazione Federale degli Stati Uniti. Un ringraziamento speciale al Segretario di Stato Mike Pompeo, con il quale ho seguito personalmente la vicenda e con il quale ho parlato ancora nel fine settimana, per l'amicizia e la collaborazione che ha offerto per giungere a questo esito così importante» ha detto il responsabile della Farnesina. «Il governo seguirà ora i prossimi passi per accelerare il più possibile l'arrivo di Chico». 

Soddisfatta anche la famiglia che parla di «battaglia vinta»: «Questo è stato il regalo di Natale. Ora è finita anche la nostra prigionia» ha commentato lo zio di Forti al programma tv Le Iene.

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