Manovra economica

Bilancio al rush finale in Senato. E’ scontro sul decreto correttivo

Testo in aula senza mandato al relatore. Tempi strettissimi per l’approvazione. Tensione per l’annuncio del governo di correzioni per un errore materiale

Bilancio al rush finale in Senato. E’ scontro sul decreto correttivo

Un testo blindato che arriva al Senato per il rush finale e che per i tempi ormai strettissimi la Commissione Bilancio di Palazzo Madama ha licenziato senza mandato al relatore. E, dunque, senza discutere gli oltre trecento emendamenti pervenuti. Da oggi l’avvio della discussione generale, entro domani il voto di fiducia e poi la votazione finale. Molte le misure legate all’emergenza covid. A partire dal pacchetto lavoro con la conferma del blocco dei licenziamenti al 31 marzo e sgravi per le assunzioni di lavoratori fino a 35 anni, con maggiori agevolazioni al Sud. E da quello sanità: stanziate risorse per incrementare di 1 miliardo il Fondo sanitario e per assumere 3 mila medici e 12 mila infermieri per la campagna vaccinale. Tre miliardi che diventeranno 5 a luglio saranno destinati invece a sostegno delle famiglie con l’assegno unico per ogni figlio a carico fino a 18 anni. Prorogato al 2022 il superbonus 110% mentre per le imprese viene istituito il Prestito Garanzia e il fondo per le piccole e medie imprese.

 

Decreto di correzione alla Manovra 2021, è polemica

Intanto scoppia la polemica sul decreto di correzione annunciato dal governo su alcune norme contenute nella manovra.  Alla richiesta di chiarimenti avanzata dai banchi dell’opposizione risponde il vice ministro dell’Economia, Antonio Misiani, intervenendo in Aula. “L’intenzione del governo” spiega, “è di portare un’ulteriore detrazione per redditi da lavoro dipendente, cioè il bonus 80 euro, a 100 euro stabilizzando la norma a decorrere dal 2021. Ma non c'è un problema di copertura. Anzi, se rimanesse così la norma in questione avremmo circa 1 miliardo e 600 milioni che non verrebbero impegnati”. Per questo dice il vice ministro “è necessaria una norma di legge e il governo vuol farla immediatamente dopo l'entrata in vigore della legge di bilancio”. Ma Forza Italia incalza: “Emerge il pressappochismo del governo. Il rimedio tecnico di un decreto legge dopo l'approvazione della legge di bilancio rende ancor più palese l'errore. In soldoni, la legge di bilancio che il Senato si appresta a ratificare nel testo della Camera non prevede la copertura completa di tutta la detrazione fiscale in favore dei dipendenti”.

 

Le critiche al testo della Legge di Bilancio 2021:

Critiche al testo nel suo complesso arrivano anche dal mondo del diritto. Una manovra in cui dominano “il settorialismo e la non-pianificazione” tuona dalle pagine del Corriere della Sera il costituzionalista Sabino Cassese. Quaranta miliardi di euro di cui 24, 6 finanziati in deficit che portano il debito pubblico al 158 per cento del prodotto interno lordo. La legge di Bilancio 2021 per il giurista “accolla alle generazioni future un debito aggiuntivo, acceso per finanziare in larga misure spese correnti, senza lasciare a loro beneficio almeno una dotazione di beni in conto capitale (scuole, ospedali, linee ferroviarie, uffici pubblici meno decrepiti). Elargizioni che graveranno su anni dopo il 2022 o il 2023 quando finirà la sospensione dei vincoli del patto di stabilità”. Con la pandemia l’Ue ha sospeso il vincolo che impone di ridurre il deficit strutturale per arrivare al pareggio di bilancio. A sostegno dei governi alle prese con l’emergenza sanitaria ed economica la Commissione Europea sta consentendo di fare deficit con la sola raccomandazione che non venga compromessa la sostenibilità fiscale nel medio periodo. Un rischio, comunque, per un Paese come l’Italia con un debito pubblico tra i più alti in Europa. Finora sono state le iniezioni di liquidità della Bce con l’acquisto massiccio di titoli di Stato a sostenere maggiormente i Paesi travolti dalle ondate pandemiche. La Banca d’Italia per i primi 9 mesi di quest’anno su mandato dell’istituto di Francoforte ha acquistato 135 miliardi di debito consentendo a Roma di varare le misure straordinarie per cassa integrazione, ristori, sanità, detassazione e altro. Ma per far ripartire gli investimenti la grande scommessa è il Recovery Fund.

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