I fatti economici

L’economia italiana 2020 in 6 parole: dal Recovery fund ai Ristori

Con quali parole economiche chiave potremmo riassumere il 2020? Sei: recessione, scostamento di bilancio, bonus, ristori, e-commerce e Recovery Fund

1 gennaio 2021 11:32
L’economia italiana 2020 in 6 parole: dal Recovery fund ai Ristori

L’anno 2020 sta per finire ed è tempo di bilanci. A livello economico l’impatto della pandemia da Covid-19 sull’Italia è stato davvero devastante, colpendo nel profondo soprattutto le piccole e medie imprese di cui è caratterizzato il nostro tessuto economico.

 

Le prospettive per il 2021 sono ancora incerte, in quanto variano in funzione dell’andamento della curva dei contagi e delle relative misure restrittive ma anche in base al vaccino anti-Covid, in particolare all’organizzazione del piano di vaccinazione della popolazione.

 

Con quali parole economiche chiave potremmo riassumere il 2020? Ne abbiamo individuate sei: recessione, scostamento di bilancio, bonus, ristori, e-commerce e Recovery Fund.

 

Economia 2020: la recessione Covid-19

Quante volte durante il 2020 abbiamo sentito pronunciare la parola recessione? Milioni di volte e sin dai primissimi mesi dell’anno. La pandemia da Coronavirus è esplosa i primi giorni di marzo, costringendo il governo ad un lockdown nazionale. I dati relativi alla crescita del PIL del 1° trimestre dell’anno sono stati contagiati solo in parte dal Covid-19, facendo registrare una contrazione del 5,3% rispetto al 4° trimestre del 2019 quando si era registrata una flessione dello 0,6%, facendo scattare la recessione tecnica.

 

A risentire in pieno dell’effetto lockdown, però, è stato il Prodotto Interno Lordo del 2° trimestre 2020, scivolato addirittura del -13%rispetto al trimestre precedente e del -18% rispetto al 2° trimestre 2019: solo allora abbiamo capito che stavamo affrontando la peggiore crisi finanziaria dalla Grande Depressione degli anni ’30.

 

Con l’arrivo dell’estate la situazione pandemica ed economica è migliorata, facendo registrare all’economia un balzo del 15,9% nel 3° trimestre e un -5% su anno.  

La seconda ondata di contagi arrivata con l’autunno ci ha fatto ripiombare nel pessimismo cronico con le attese per l’intero 2020 pari al -8,9%, secondo le previsioni dell’Istituto nazionale di statistica.

 

Si guarda ora con fiducia al rimbalzo dell’economia del 4% atteso nel 2021, ma è tutto da valutare sulla base dei contagi, del lockdown e del piano di vaccinazione anti-Covid.

 

Economia 2020: consumi in picchiata, esplode l’e-commerce

Le misure restrittive e le chiusure imposte alle attività commerciali con il lockdown di primavera e con quello autunnale hanno depresso i consumi. Lo shopping natalizio si è quasi dimezzato a 73 miliardi di euro a fronte dei 110-115 miliardi del 2019.

 

In flessione tutti i settori, eccetto uno quello dell’e-commerce protagonista di un vero e proprio exploit. Secondo l’Osservatorio e-Commerce B2c, nel 2020 il commercio elettronico ha segnato un balzo del 29% rispetto all’anno precedente, accumulando 22,7 miliardi di euro,oltrepassando le barriere tecnologiche che sinora lo avevano penalizzato.

 

A sdoganare gli acquisti online la necessità determinata dai lockdown e il cambiamento di abitudini che sta portando al collasso le piccole e medie attività commerciali.  

 

Economia 2020: 4 gli scostamenti di bilancio

Mai come nel 2020 abbiamo sentito parlare di scostamenti di bilancio. Il 2020, infatti, è stato l’anno delle richieste di debito extra per far fronte all’emergenza economica e sanitaria dettata dal Coronavirus.

 

Gli scostamenti approvati dal Parlamento sono stati ben 4 per un totale di 108 miliardi di euro.

Il primo da 20 miliardi di euro è stato varato con il Decreto Cura Italia al quale si sono aggiunti i 55 miliardi di euro del Decreto Rilancio.  A luglio il decreto Agosto ha richiesto nuove disponibilità per 25 miliardi di euro. Il totale era di 100 miliardi di euro tondi tondi, ma non sono stati sufficienti.

 

L’arrivo della seconda ondata di contagi in autunno ha richiesto ulteriori 8 miliardi di euro di scostamento di bilancio per approvare il decreto Ristori quater.

 

Economia 2020: l’anno dei bonus e dei ristori

Nel 2020 hanno trionfato i bonus e i ristori. Ci sono stati bonus per quasi tutto: biciclette, monopattini, auto, moto, mobili, ristrutturazioni edilizie, baby sitter, vacanze, per la spesa, etc… L’idea è nata per rilanciare l’economia, per sostenere alcuni settori economici stimolando i consumi degli italiani attraverso l’utilizzo di voucher, sconti e rimborsi, accostando la misura ai ristori, ossia a degli indennizzi per le attività economiche maggiormente colpite dalla pandemia. I contributi a fondo perduto sono stati elargiti non solo alle imprese colpite dai lockdown ma anche a coloro che non potevano beneficiare della cassa integrazione Covid, come stagionali ed autonomi.

 

Il governo ci ha tenuto impegnati dietro a questo e quell’altro bonus, sperando di contenere la disperazione e la rabbia in accumulo a causa della pandemia.

 

Abbiamo imparato a nostre spese cosa vuol dire partecipare ai click day e a confrontarci con la tecnologia per ottenere i voucher di sconto. Ormai il sistema è rodato, tanto che sono già pronti nuovi bonus 2021, con il bonus bancomat e cashback e la Lotteria degli scontrini all’esordio.

 

Economia 2020: l’Europa dice sì al Recovery Fund

Un’altra parola che abbiamo sentito più e più volte nel corso del 2020 è Recovery Fund abbinata spesso ai termini resilienza, green economy, rivoluzione tecnologica ed inclusione.

 

Il 2020 è stato l’anno del piano Marshall europeo per l’economia post Covid: dopo vari tentennamenti i paesi membri Ue sono arrivati ad un importantissimo accordo per rimettere in sesto l’Europa dopo la pandemia, nonostante lo scetticismo dei paesi frugali.

 

Per la ricostruzione economica post Covid sono stati stanziati in tutto 750 miliardi di euro (390 mld di sovvenzioni e 360 mld di prestiti), con la fetta più grande all’Italia, 209 miliardi di euro.    

 

Il nostro Paese punta tutto sull’arrivo degli aiuti europei per tornare ad essere competitiva in Europa e nel mondo, mostrando però poca coesione politica sul progetto, soprattutto per quanto riguarda la cabina di regia del Recovery Plan. Il 2021 scioglierà i nodi e darà il via alla tanta attesa ricostruzione.

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