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Italia 2021: le operazioni societarie che cambieranno mappa economica

Quali sono gli eventi corporate più rilevanti del 2020? Dalle banche alle infrastrutture digitali, dalle autostrade al trasporto aereo: la mappa Italia 2021

Italia 2021: le operazioni societarie che cambieranno mappa economica

Il 2020 può essere definito un annus horribilis per l’economia italiana, dodici mesi da dimenticare per via della pandemia da Coronavirus ma anche da ricordare per importanti eventi che hanno cambiato e cambieranno il futuro assetto economico e politico dell’Italia.

 

Quali sono gli eventi corporate più rilevanti del 2020? Dalle banche alle infrastrutture digitali, dalle autostrade al trasporto aereo, questi i principali eventi aziendali del 2020 di portata rilevante per il futuro del Bel Paese:

  • fusione Intesa SanPaolo - UBI;

  • Rete Unica TIM-OpenFiber;

  • Borsa Italiana nelle mani di Euronext;

  • Alitalia come l’Araba Fenice;

  • Autostrade allo Stato.

 

Fusione Intesa SanPaolo – UBI Banca: nasce un colosso europeo da 5 miliardi di utile

Nel 2020 è nato in Italia uno tra i più grandi colossi finanziari a livello europeo, dall’unione tra Intesa SanPaolo e UBI Banca. Il merito va soprattutto al numero uno di Ca' de Sass, Carlo Messina, grande artefice di quello che è stato definito come il matrimonio dell’anno. Da questa fusione nasce un grande gruppo europeo da 5 miliardi di utile e 21 miliardi di ricavi, che gestirà oltre mille miliardi di risparmi degli italiani.

 

L'operazione oltre a rafforzare il Gruppo, rafforza l’Italia, ha dichiarato l’Ad Messina spiegando che l’unione tra le due banche ha creato il secondo gruppo in Eurozona per capitalizzazione dopo BNP Paribas e prima di Santander.

 

Riflettori puntati sul nuovo piano strategico del Gruppo. Per il momento non si prevedono ulteriori acquisizioni nonostante ci sia un certo fermento nel settore bancario italiano.

 

Rete Unica TIM – Open Fiber: il progetto per digitalizzare l’Italia prende forma

Passi importanti sono stati fatti nel 2020 per la digitalizzazione dell’Italia, con l’emergenza Coronavirus che ha richiesto una velocizzazione dei tempi al fine di portare il prima possibile la banda larga in tutte le case degli italiani.

 

La realizzazione di una Rete Unica TIM – Open Fiber, una “fibra di Stato” appare sempre più vicina, grazie alla sigla di un Memorandum of Understanding (MoU) tra il colosso delle tlc e CDP, operazione portata a termine con grande soddisfazione dall’Amministratore Delegato di Tim, Luigi Gubitosi.

 

Il vero e proprio accordo sulla Rete Unica, però, è atteso nel 2021, per il momento sono state gettate solamente le fondamenta del progetto. A fine agosto il Consiglio di Amministrazione di TIM ha approvato l’accordo con KKR Infrastructure e Fastweb relativo alla costituzione di FiberCop, la NewCo in cui verranno conferite la rete secondaria di TIM e la rete in fibra sviluppata da FlashFiber, la joint-venture partecipata da TIM (80%) e Fastweb (20%). 

 

Nonostante la rilevanza strategica, la Rete Unica di Stato non sarà 100% Made in Italy, visto che l’azionista di maggioranza di TIM è la francese Vivendi, che Fastweb è parte del gruppo delle comunicazioni svizzero Swisscom e che al progetto partecipa anche il fondo americano KKR.

 

Borsa Italiana resta in Ue: passa nelle mani di Euronext

Un altro matrimonio importante è stato annunciato nel 2020, quello tra Borsa Italiana e Euronext dopo il divorzio con il London Stock Exchange messo in crisi anche dalla Brexit.

 

Dopo essere stata messa in vendita a fine luglio 2020 con un annuncio a sorpresa, LSE, che controlla Borsa Italiana dal 2007, ha ceduto ad Euronext gli asset italiani di Piazza Affari per un valore patrimoniale di 4,325 miliardi di euro, dando vita al più grande operatore di borsa dell’Europa continentale con oltre 1.800 società quotate e 4.400 miliardi di euro in termini di capitalizzazione aggregata.

 

Inoltre, si è venuta a creare la prima piazza del vecchio continente per il mercato secondario, con 11,7 miliardi di valore azionario negoziato al giorno e la prima piazza Ue per l’equity financing, con oltre 42 miliardi di euro raccolti nel 2019 per finanziare società europee.

 

L’Italia diventa così il principale contributore in termini di ricavi del gruppo Euronext post aggregazione.

 

Alitalia come l’Araba Fenice: rinasce dalle proprie ceneri

Nel 2020 nasce la Newco Alitalia, con la partecipazione dello Stato italiano per evitarne il fallimento. Il governo ha deciso di prendere il gigante malato sotto la propria ala per rilanciarla e poi aprire gradualmente ai privati.

 

Senza la nostra compagnia di bandiera saremmo costretti a “elemosinare servizi ad altre compagnie", ha dichiarato il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, ricordando ad esempio che durante l’emergenza Covid-19 Alitalia ha contribuito a riportare in patria 80 mila italiani.

 

Presentato il piano industriale della nuova compagnia Ita, che avrà 5 mila dipendenti e 52 aeroplani, la metà della vecchia Alitalia sia in termini di lavoratori che di flotta (11.500 i dipendenti e 104 gli aerei). Previste al momento solo poche tratte a lungo raggio, in particolare per gli Stati Uniti e il Sud America.

 

Chissà se questa sarà la volta buona, visto che sono decenni che ormai si sta tentando invano di rimettere in sesto il colosso aereo.

 

Autostrade allo Stato: il 2021 sarà decisivo

Nel 2021 si deciderà il futuro di Autostrade per l’Italia (Aspi), un’altra realtà che deve necessariamente cambiare veste e organizzazione sulla base delle inefficienze venute alla luce dopo il tragico crollo del Ponte Morandi di Genova del 14 agosto 2018.

 

L’infrastruttura stradale, come quella telefonica, è di rilevanza strategica per il Paese, ecco perché si è deciso un intervento diretto dello Stato nella gestione delle Autostrade tramite Cassa Depositi e Prestiti (CDP).

 

Dopo un lungo braccio di ferro tra governo ed Atlantia, controllante di Aspi, la famiglia Benetton ha deciso di cedere la partecipazione di maggioranza ad un consorzio partecipato al 51% da CDP Equity e per la restante parte da due fondi esteri Blackstone e Macquarie, ma la fine della partita sembra essere assai lontana.

 

L’Amministratore Delegato di CDP, Fabrizio Palermo, sulla base delle carenze dei controlli e manutenzioni sta cercando di spuntare un prezzo più basso rispetto a quello precedentemente indicato nella parte bassa della forchetta tra 8,5-9,5 miliardi di euro e garanzie al rialzo, in vista della presentazione di un’offerta vincolante da inviare al Gruppo entro il 31 gennaio 2021.

 

Il nuovo prezzo potrebbe far dubitare alcuni soci di Atlantia ritardando nuovamente il tanto atteso fischio finale dell’arbitro.

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