Pandemia in Gb

Gb, Johnson annuncia: terzo lockdown e pesanti sanzioni

Il premier britannico, Boris Johnson, decide la linea dura di fronte al nuovo record di vittime: quasi 58mila. E’ allarme anche per la variante sudafricana.

5 gennaio 2021 12:21
Gb, Johnson annuncia: terzo lockdown e pesanti sanzioni

Terzo lockdown nel Regno Unito. La gran Bretagna si ferma, di nuovo e ancor più che durante la prima ondata di pandemia da Covid19. Lo fa chiudendo le scuole, comprese le elementari che avevano riaperto da appena 24 ore dopo la pausa per le festività natalizie. Dal 6 gennaio, dunque, chiusi anche i negozi non essenziali, divieto di spostamenti tra territori, se non in caso di estrema necessità. E poi un invito chiaro dello stesso Boris Johnson alla popolazione: “Rimanete a casa e salvate il Servizio sanitario nazionale”. Di fronte alla crisi sanitaria anche l’opposizione Labour si è detta d’accordo e pronta a confermare il provvedimento in Parlamento, il 6 gennaio.

 

Terzo lockdown nel Regno Unito: preoccupa variante sudafricana

A preoccupare sono proprio i numeri: il 4 gennaio si sono registrate quasi 58mila vittima, un record assoluto che ha spinto il Governo a una misura drastica allo scopo di scongiurare la crisi negli ospedali, dove i ricoveri – come ammesso dallo stesso inquilino di Downing Street – sono aumentati del 40% rispetto allo scorso aprile, all’epoca del primo lockdown. Colpa, secondo Johnson, della cosiddetta “variante inglese”, ritenuta dagli esperti britannici più contagiosa “dal 50% al 70%” rispetto al ceppo precedente.

“Bisogna agire adesso” ha esortato il premier, per evitare che il “sovraffollamento” delle strutture sanitarie. L’appello a “restare in casa, salvo per limitate ragioni permesse dalla legge come fare shopping essenziale, andare a lavorare per coloro che non possono assolutamente lavorare da casa, fare esercizio fisico, cercare assistenza medica o sottoporsi a test sul Covid, fuggire da abusi domestici” è stato rivolto all’intera popolazione inglese e britannica: se il provvedimento è scattato per l’Inghilterra, che rappresenta la regione più popolosa (con 55 milioni di abitanti sui 66,5 totali del Regno Unito) la speranza è che Irlanda del Nord, Galles e Scozia seguano l’esempio.

Ma non c’è stato bisogno di attendere a lungo. Dopo le chiusure già scattate a Londra e nella regione del Kent, a sud-ovest del Paese, e dopo il lockdown annunciato dal 6 gennaio in tutta l’Inghilterra, anche in Scozia il primo ministro, Nicola Sturgeon, si è detta “più preoccupata che a marzo” e ha deciso per uno stop identico che dovrebbe durare almeno “3-4 settimane”.

In Galles la situazione non è molto differente. Dal 20 dicembre vige l’isolamento nazionale, con la chiusura di scuole e college, già decisa fino almeno al 18 gennaio. In Irlanda del Nord era scattato un provvedimento analogo con durata prevista di 6 settimane, ma si sta valutando un ulteriore prolungamento con la prosecuzione della didattica a distanza. 


Gb, Johnson: sanzioni fino a 6.400 sterline

Alle parole accorate di Johnson si sono poi unite sanzioni contro eventuali trasgressori, fino a 6.400 sterline, pari a circa 7.000 euro. Secondo il premier britannico, le prossime saranno le settimane più “difficili”, almeno fino a che non sarà disponibile anche in massa anche il vaccino di AstraZeneca. Il prodotto di Oxford, in collaborazione anche con i laboratori di Pomezia, non sarà però l’unico su cui potrà contare il Regno Unito, che finora ha prenotato circa 360 milioni di dosi di ben 7 diverse aziende farmaceutiche, compresi i 40 milioni di BionTech/Pfizer e i 100 milioni di AstraZeneca. Per non rischiare di rimanere senza quantitativi per la seconda iniezione, invece, si è deciso di effettuare il richiamo dopo tre mesi invece che dopo 21 giorni. “Siamo alla fase finale della battaglia” contro la pandemia, ha però assicurato Johnson, che nelle scorse ore ha anche visitato una casa per anziani, mostrandosi con un look informale: camicia, ma senza giacca, e maniche rimboccate; mascherina d’ordinanza e capelli scompigliati, come “d’ordinanza”. 

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