Lo scontro con Italia Viva

Recovery Plan, la nuova bozza del Mef pronta per Palazzo Chigi

Atteso tra oggi e domani il documento riscritto da Gualtieri. La partita sui fondi Ue al centro della verifica. Renzi su rimpasto: Non farò il ministro

5 gennaio 2021 17:31
Recovery Plan, la nuova bozza del Mef pronta per Palazzo Chigi

Sarebbe dovuta arrivare sul tavolo del presidente del Consiglio già ieri. Ma la bozza del Recovery Plan riscritta dal ministero dell’Economia probabilmente approderà a Palazzo Chigi tra oggi e domani. Dopodiché si attendono i passaggi in Consiglio dei ministri e in Parlamento. Sul Piano di Ripresa e Resilienza che praticamente il Mef si è incaricato di rielaborare si gioca parte del duello in corso tra Conte e Renzi. Il leader di Italia viva il 28 dicembre ha presentato il progetto Ciao, 61 punti su cui intervenire per rilanciare il Paese e spendere i fondi Ue in arrivo nell’ambito del Next Generation Eu.

Da giorni si tratta per trovare una convergenza tra le richieste dell’ex sindaco di Firenze e la posizione dell’esecutivo. Spiragli potrebbero intravedersi sul fronte della sanità con i fondi destinati che salirebbero da 9 a 14 miliardi e su quello della scuola. Anche in questo caso le risorse verrebbero incrementate. Non si sa ancora nulla invece del braccio di ferro sull’utilizzo di fondi a prestito: 127,4 miliardi di euro dei 209 complessivi. Renzi vorrebbe che i prestiti fossero investiti tutti su progetti nuovi, diversi da quelli già programmati prima del covid. Il rischio di un’operazione del genere starebbe però nella produzione di ulteriore debito e deficit e il ministro Gualtieri non ha intenzione di cedere.

 

Le trattative

Per andare incontro a Italia Viva e tentare una ricomposizione delle attuali tensioni per scongiurare la crisi si apprende che Conte avrebbe già rinunciato all’dea della fondazione sulla cyber security. Ma se questo, in assenza di una rinuncia alla delega sui servizi, possa essere sufficiente è ancora da vedere. Il nodo della verifica di governo non è sciolto e la partita del Recovery Plan si inserisce in un quadro politico sfilacciato: nella maggioranza non c’è unità di intenti quasi su nulla: apertura delle scuole, misure di contenimento della pandemia, decreto ristori, Mes, vaccini.

Il Conte bis è oggettivamente indebolito dalle rappresaglie renziane e dalle divisioni che albergano tra i giallorossi. Sul toto-ministri delle ultime ore e sulla prospettiva di un rimpasto Renzi fa sapere che si tratta solo di “chiacchiere buone per far passare il messaggio che si risolve tutto con un rimpastone”. Quanto ai rapporti con il premier precisa: “magari avessimo un problema personale: noi abbiamo un problema politico con Conte. Ho messo nero su bianco le nostre riflessioni per evitare che fossero sostituite dalla ‘narrazione’ dei portavoce”. E bracca ancora il premier: “ha detto che verrà in Parlamento in modo trasparente. Lo aspettiamo in Senato. E, se i responsabili di lady Mastella sosterranno questo governo al posto nostro, noi non grideremo allo scandalo ma rispetteremo la democrazia parlamentare”.

 

Il premier teme trappole

Palazzo Chigi sarebbe disposto a un “rafforzamento della squadra di governo” ma non ad “altre operazioni”. Conte teme di cadere nella trappola di dimissioni, quelle sì al buio, senza la garanzia di guidare lui un possibile terzo esecutivo nel corso di questa legislatura. Zingaretti intanto avverte Iv: “Rimaniamo contrari a posizioni politiche che rischiano di destabilizzare la maggioranza. Serve un rilancio dell'azione di governo, in sintonia con tutti gli alleati”. Per i Cinquestelle è “irresponsabile” parlare di crisi. Anche Leu la pensa allo stesso modo e ribadisce: “Nel pieno della pandemia e di una crisi economica che per moltissime persone è già drammatica la politica non può più attardarsi in beghe politiciste che gli italiani non capiscono e che diffondono solo rabbia e smarrimento. Bisogna trovare una soluzione”. Ed è possibile trovarla solo "nel perimetro di questa maggioranza e intorno alla figura del premier Conte". Ma Italia Viva spinge sull’acceleratore e non dà tregua: “'Siamo sempre rappresentati come il partito che crea problemi” dice la ministra dell'Agricoltura, Teresa Bellanova, “ma ieri sera” in Consiglio dei ministri “è andato in onda un teatrino imbarazzante non con Iv ma tra il Pd e il M5S”. 

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