Dopo il voto

Usa, Trump non molla: “I dem non si prenderanno la Casa Bianca”

Il tycoon in Georgia per il ballottaggio di due candidati al Senato, che potrebbe passare a maggioranza democratica. Intanto arrestato il leader pro Trump

5 gennaio 2021 11:49
Usa, Trump non molla: “I dem non si prenderanno la Casa Bianca”

“Combatteremo come dannati”. Donald Trump non si dà per vinto: alla vigilia della ratifica della vittoria di Joe Biden alle presidenziali del 3 novembre, in programma domani da parte dell’Assemblea del Congresso, il Presidente uscente parla dalla Georgia, dove va in scena l’ultimo duello contro i democratici. Oggi, infatti, si tengono i ballottaggi per la nomina di due senatori, che potrebbero decidere gli equilibri della prossima Amministrazione. In caso di vittoria, i Dem avrebbero la maggioranza anche al Senato, dunque Biden potrebbe contare sull’appoggio pieno del Congresso, visto che la Camera dei Deputati è già a maggioranza democratica. Ma Donald Trump, prossimo al trasloco dalla Casa Bianca, non molla. Volato in Georgia per sostenere i candidati repubblicani, ripete di “aver vinto a valanga” e definisce quelle di novembre come “elezioni truccate”.


Trump: “vogliono rubare la Casa Bianca″

Il tycoon, in vista della ratifica del risultato delle presidenziali, in programma il 6 gennaio, ha anche rivolto un appello ai repubblicani e in particolare al proprio (ormai ex) vicepresidente: “Spero che Mike Pence venga con noi, ve lo devo dire (…)” ha detto Donald Trump in un comizio a Dalton a poche ore dal voto. Durissimo, invece, contro gli avversari: “Dovete andare ai seggi in massa, siamo stati fregati e non possiamo lasciare che succeda di nuovo”. Di fronte al rischio di una sconfitta dei candidati repubblicani, Trump ha paventato “l’inizio del comunismo”, non risparmiando un attacco ai democratici che “vogliono rubare la Casa Bianca, non potete lasciare che rubino il Senato statunitense. Vinceremo e vinceremo alla grande. Dobbiamo farlo, per assicurare che la sinistra radicale non rubi i vostri voti”. Nessun riferimento, invece, alla telefonata di pressioni sul Segretario di Stato della Georgia, perché modificasse i risultati elettorali nello stato, a vantaggio dello stesso Trump, di cui il Washington Post ha pubblicato nelle scorse ore l’audio e la trascrizione del testo. Parole che potrebbero anche costare l’impeachment al Presidente uscente. 

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Cosa dice Joe Biden sulla questione Trump:

Intanto, Joe Biden si limita a rispondere via Twitter: “In America, i politici non possono togliere il potere o impadronirsene. Questo è dato loro dal popolo americano Non possiamo mai e poi mai rinunciarvi. La volontà del popolo deve sempre prevalere”. Intanto aumenta la tensione tra i cosiddetti Proud Boys, i sostenitori di Trump, dopo l’arresto di Enrique Tarrio, leader della formazione vicina a ideali nazionalisti e suprematisti. Il fermo è scattato a Washington, dove era appena giunto in vista del corteo in programma il 6 gennaio, invocato dallo stesso Presidente uscente e accolto dai Proud Boys che supportano la sua battaglia legale. Secondo il New York Times Tarrio è accusato di distruzione di proprietà privata per aver bruciato una bandiera del movimento antirazzista Black Lives Matter, che era stato esposto all’esterno della Asbury United Methodist Church, una delle più antiche chiese della Capitale Usa, frequentata dalla comunità afroamericana. Dopo il gesto, rivendicato anche sui social, si era detto pronto a confermare di essere l’autore del reato, ammettendo “Lascia che semplifichi le cose. L’ho fatto”. Al momento dell’arresto, secondo quanto riferito dai media americani, sarebbe stato trovato in possesso anche di due caricatori per armi da fuoco. 

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