Iveco sulla via della Seta

Cina pronta a comprare Iveco. Faw Jiefang alza offerta a 3,5 miliardi

La Cina sarebbe pronta a rilevare i mezzi pesanti di Iveco di proprietà CNH Industrial: First Automobile Works migliora offerta a 3,5 miliardi di euro

Cina pronta a comprare Iveco. Faw Jiefang alza offerta a 3,5 miliardi

Iveco s’incammina sulla “Via della Seta”. La First Automobile Works (Faw) avrebbe offerto 3,5 miliardi di euro per rilevare la Iveco, già presente in Cina tramite una joint venture con Saic per la produzione del Daily.

 

Scoppia la polemica sulla necessità di valutare la golden power per asset strategici per il Paese, dibattito partito dalla fusione FCA – PSA.

 

Iveco ai cinesi: Faw Jiefang e CNH Industrial riaprono le trattative

Dopo l’annuncio della nascita di Stellantis dalla fusione tra FCA e Gruppo PSA, un’altra importante novità potrebbe interessare la galassia Agnelli.

 

La Cina sarebbe pronta a rilevare i mezzi pesanti di Iveco di proprietà della CNH Industrial, gruppo industriale italo-americano che progetta, produce e commercializza macchine per l’agricoltura, per le costruzioni, veicoli industriali e commerciali, autobus e mezzi speciali.

 

La First Automobile Works, produttore cinese di camion pesanti con il marchio Jiefang, punta ad espandersi all’estero e ritenta l’approccio alla Iveco dopo quello fallito lo scorso anno, mettendo sul piatto mezzo miliardo in più rispetto alla precedente offerta ritenuta inadeguata, arrivando a 3,5 miliardi di euro.

 

Nessun accordo definitivo è stato al momento raggiunto, ma le trattative sono di nuovo in corso.

 

Su Iveco e Stellantis scoppia la polemica: lo Stato deve essere presente nell’azionariato

La notizia di un possibile passaggio di Iveco nelle mani dei cinesi ha alimentato il dibattito sulla golden power iniziato con la fusione FCA – PSA, considerato ad esempio che l’Eliseo si è riservato una partecipazione del 6,2% in Stellantis mentre lo Stato italiano è rimasto a secco.

 

Un'assenza giudicata grave dal segretario della Cgil, Maurizio Landini. “Sono anni che i governi non si occupano di politica industriale, lasciando che siano le regole del mercato a guidare, con i risultati che vediamo. Senza una politica di sistema quell'intesa non produrrà gli effetti necessari”, ha dichiarato il sindacalista.

 

Nel 2019 CNH Industrial aveva presentato un dettagliato progetto di scissione del Gruppo, che prevedeva la nascita nel 2021 di due grandi gruppi globali: uno per i veicoli commerciali e motori e l’altro per i segmenti agricoltura, costruzioni e veicoli speciali.

 

L’idea principale era quella di dividere il gruppo in due, con Iveco, i bus e Ftp da una parte e le macchine per l’agricoltura e il movimento terra dall’altra.

 

Il progetto, rimandato causa Covid, perderebbe senso nel caso in cui CNH Industrial decida di accettare l’offerta dei cinesi. 

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