I ristori

Contributi a fondo perduto 2021: novità nel Ristori 5

Nuovi contributi a fondo perduto 2021 in arrivo con il decreto Ristori 5 ecco le novità e le anticipazioni, cos'è e come funziona e a chi spetta contributo

7 gennaio 2021 12:48
Contributi a fondo perduto 2021: novità nel Ristori 5

Nuovi contributi a fondo perduto 2021 sono in arrivo con il prossimo decreto Ristori 5 da 20 mld che il governo sta finendo di mettere a punto per aiutare imprese, autonomi, partite IVA e contribuenti.

 

Secondo le anticipazioni, nel decreto Ristori quinques chiamato decreto Salva imprese, ci sarà un ampliamento delle categorie beneficiarie del fondo perduto, ci sarà una nuova rottamazione cartelle 2021, un nuovo saldo e stralcio, il rinvio delle cartelle per chi è in difficoltà e uno sconto per chi potrà sostenere il pagamento, l’anno bianco contributivo per le Partite Iva e il bonus autonomi. Da vedere se tra le misure ci sarà anche la proroga del reddito di emergenza.

 

Cosa c’è del decreto Ristori 5:

Le anticipazioni del decreto Ristori cinque vedono il governo intento a varare il decreto Ristori 5 che come detto conterrà tra le misure anche i nuovi ristori 2021 per tutte le categorie colpite dalle chiusure e dalle restrizioni durante il periodo natalizio visto che nel decreto legge di Natale, sono stati previsti ristori immediati solo per bar e ristoranti, risarciti con 645 milioni di euro. Qualche notizia in più sui contenuti del nuovo provvedimento è arrivata direttamente dalla viceministro dell’economia Laura Castelli, in un lungo post su Facebook. In base a quanto scritto dalla Castelli, nel decreto Ristori 5 ci sarà:

- Per tutti i cittadini, imprese e autonomi: l'apertura di una nuova pace fiscale 2021 con le seguenti misure: un nuovo saldo e stralcio 2021 delle cartelle esattoriali, una nuova rottamazione cartelle quater per gli anni dal 2016 al 2019 "per dare respiro a quei contribuenti, che si trovano in difficoltà, ed hanno posizioni aperte con il fisco, dovute a morosità incolpevoli" ed il rinvio cartelle esattoriali per chi è in difficoltà e scontate per chi può pagare. 

- Per le imprese: nuovi contributi a fondo perduto.

- Per Partite IVA e autonomi: l'anno bianco contributivo per coloro che hanno un reddito fino a 50 mila euro l’anno ed hanno registrato un calo del 33% del proprio fatturato e una nuova tranche del bonus autonomi 2021 da 1000 euro per i titolari di Partita Iva da almeno tre anni, con versamenti regolari dei contributi all’Inps, che hanno registrato una perdita di fatturato di almeno il 50% rispetto ai redditi realizzati negli ultimi tre anni.

 

Contributo a fondo perduto 2021: novità nel Ristori 5

Il governo Conte stanzierà con il decreto Ristori 5 circa 1,5 miliardi di euro per aiutare le imprese, le aziende e gli autonomi che causa della pandemia stanno continuando a registrare consistenti cali del fatturato. La novità nel Dl Ristori è che allargherà la platea dei beneficiari a coloro che finora sono rimasti fuori dagli aiuti come gli impianti sciistici e tutte le altre attività legate allo sci, che hanno dovuto chiudere sotto le festività per le disposizioni covid del decreto Natale.

I nuovi contributi a fondo perduto serviranno a sostenere però non solo le attività che hanno dovuto chiudere ma anche coloro, che non avendo chiuso, hanno comunque registrato cali di fatturato perché fanno parte delle filiere collegate ad attività chiuse. Attendiamo quindi l'emanazione del provvedimento per conoscere i nuovi codici Ateco delle aziende ricomprese tra gli aiuti.

 

Fondo perduto quanto spetta:

Quanto spetta di contributo a fondo perduto? L'ammontare del contributo è calcolato così:

- 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto; 

- 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e inferiori a 1.000.000 euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto; 

-10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1.000.000 euro e inferiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto. 

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