La beffa di Natale

Cashback di Natale: meno di 40 euro a testa per 6 milioni di italiani

Dal rimborso delle spese di Natale 2020, 6 milioni di cittadini aderenti al cashback riceveranno poco meno di 40 euro a testa, per un totale di 157 milioni

Gli italiani a Natale del 2020 hanno potuto testare una vera e propria novità in materia di pagamenti digitali, il cashback di Natale, iniziativa che rientra nel più ampio Piano Cashless Italia.

 

Secondo alcuni calcoli, dal rimborso delle spese di Natale 2020, 6 milioni di cittadini aderenti all’iniziativa riceveranno poco meno di 40 euro a testa.

 

Cashback di Natale per 6 milioni di italiani

40 euro a testa in media: questa la somma che circa 6 milioni di italiani riceveranno a febbraio direttamente sul proprio conto corrente per aver partecipato al bonus bancomat di Natale, o cashback di Natale, iniziativa che rientra nel più ampio Piano Cashless Italia tanto sostenuto dal premier, Giuseppe Conte, per incentivare l’uso dei pagamenti elettronici e combattere l’evasione fiscale. L’extra cashback di Natale costerà allo Stato 157 milioni di euro in totale.

 

L’extra cashback di Natale ha solo anticipato il bonus bancomat previsto per l’intero 2021. Previsto un rimborso massimo di 150 euro a semestre per ogni singolo membro della famiglia maggiorenne intestatario di una carta di credito o debito e registrato all’App IO.

 

Bonus bancomat di Natale: le ragioni dello scarso successo

40 euro a testa di extra cashback di Natale è una cifra piuttosto bassa rispetto al tetto massimo di rimborso previsto di 150 euro: il 10% di 1.500 euro di spesa per almeno 10 transazioni da effettuarsi con carte di credito, debito e bancomat durante le festività natalizie, dall’8 al 31 dicembre 2020.

 

Lo scarso successo del cashback di Natale può ricercarsi prima di tutto nelle difficoltà legate al suo esordio. Non tutti gli italiani ne erano a conoscenza, mentre altri hanno desistito a fronte dei malfunzionamenti iniziali dell’App IO e alle difficoltà riscontrate nella registrazione delle carte di pagamento.

 

Alcuni cittadini, invece, hanno deciso di non aderire a priori al cashback per non rivelare dati giudicati sensibili, come Iban e numero di carte di pagamento, o per paura che tali dati potessero essere manipolati dal Fisco per scopi diversi dal cashback, di natura investigativa sui redditi posseduti.   

A complicare tutto le ulteriori misure restrittive alle attività commerciali varate dal Governo per evitare il diffondersi dei contagi da Coronavirus e il lasso di tempo piuttosto contenuto per effettuare gli acquisti, appena 24 giorni.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA