La crisi

Governo in bilico, Zingaretti: “Un errore le elezioni anticipate”

I renziani non mollano la presa, lapidaria la ministra Bellanova: “Esperienza al capolinea”. Stasera il vertice sul Recovery Plan con Conte e Gualtieri

8 gennaio 2021 18:57
Governo in bilico, Zingaretti: “Un errore le elezioni anticipate”

Negli stessi minuti in cui il segretario del Pd Nicola Zingaretti ribadiva nel corso della Direzione del suo partito che “non ci sono alternative a Conte” e che “non è il tempo delle barricate” invitando al dialogo e alla sintesi delle diverse posizioni, la ministra renziana Teresa Bellanova intervistata su Rai 2 definiva “finita l’esperienza del governo”. Italia Viva, dunque, continua a correre in direzione ostinata e contraria, decisa a chiudere con il secondo esecutivo Conte. La situazione politica è a un passaggio cruciale. Stasera prende il via il vertice delle forze di maggioranza con il premier sulla nuova versione del Recovery Plan predisposto dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Conte attende di verificare l’esito dell’incontro e nella migliore delle ipotesi spera di portare la bozza in tempi brevissimi in Consiglio dei Ministri. Ma la partita si intreccia inesorabilmente con le prossime mosse di Renzi e i toni bellicosi della titolare delle Politiche agricole non sono di buon auspicio.

 

Italia Viva isolata

Pd, M5S e Leu fanno quadrato attorno al premier. Per i dem se cade Conte l’unica via d’uscita è il voto. Zingaretti però avverte che in questo momento il ritorno alle urne “sarebbe un errore e davvero occorrerebbe fare altro”. Esclude anche l’ipotesi di maggioranze destinate a frantumarsi in tempi brevi che non darebbero al Paese quella stabilità necessaria in una fase così delicata e di emergenza. “Quale altra strada c’è?”, si chiede il capo del Nazareno. “Un altro governo, confuso, trasformista, trasversale, tecnico? Nulla di buono tutto ciò porterebbe all'Italia. Oppure proclamare il fallimento per aprire le porte ad improbabili ritorni della destra nazionalista, in totale controtendenza con gli orientamenti che si stanno rafforzando in tutta l'Europa?”. Come indicato dal presidente Mattarella questo deve essere il tempo “dei costruttori, della collaborazione e della coesione”. E insiste su un punto: il testo del Recovery va adottato quanto prima. Il segretario, seppure “consapevole del momento delicato”, si dichiara “fiducioso” e invita ad andare “oltre la conflittualità per costruire un progetto solido per il Paese”, senza “richieste ultimative, prepotenze e pretese unilaterali che impediscono una seria collaborazione”. Parole rivolte a Renzi. E a Conte: si azioni con urgenza per “un patto di legislatura”. 

 

Premier sotto assedio

Difficile dire come le parole del leader dem possano conciliarsi con le affermazioni della capodelegazione di Iv, Bellanova, che sentenzia senza possibilità di appello: “Il tempo è finito. Ora devono arrivare le risposte. Conte dovrebbe prendere atto che questa esperienza è al capolinea. Bisogna riscrivere un nuovo patto di governo”. La strategia di Renzi per arrivare al 2023, quindi alla scadenza naturale della legislatura, è sì un nuovo accordo ma non per salvare l’attuale esecutivo. Piuttosto per portare a Palazzo Chigi un altro premier e una squadra completamente rinnovata. A chi le chiede se sono le ultime ore del governo Conte la ministra fedelissima dell’ex sindaco di Firenze risponde così: “Con Italia Viva non chiediamo postazioni in più, chiediamo soluzioni. È il momento di dire che cosa si vuole fare”. 

 

Recovery, rimpastone, Mes e Intelligence i nodi da sciogliere

Le trattative fremono senza sosta e a Palazzo Chigi non abbandonano la strada di un rimpastone. Me se anche stasera si dovesse trovare la quadra sul Piano di Ripresa e nei prossimi giorni su un ritocco alla compagine ministeriale restano i nodi del Mes e della delega ai Servizi. Renzi vuole che Conte si decida ad attivare i 36 miliardi del Fondo Salva Stati da destinare alle spese sanitarie e che abbandoni la guida dell’intelligence. Insomma, ammesso che si chiuda una falla ce ne sono altre pronte ad aprirsi. Il governo resta in bilico: lo scenario è poco rassicurante ma bisognerà attendere il fine settimane per capirne l’evoluzione. 

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