Lo schiaffo di Terminator al Tycoon

Assalto USA: video-messaggio di Schwarzenegger conquista Twitter

Trump, “peggior Presidente della storia” per l'ex-guerriero Conan. Paragona attacco a Capitol Hill al pogrom dei nazisti. E svela segreti del suo passato.

11 gennaio 2021 16:08
Assalto USA: video-messaggio di Schwarzenegger conquista Twitter

Almeno 315K i retweet e 1M di “Mi piace”: sono i numeri della visibilità su Twitter di un video del 10 gennaio postato dall’attore Arnold Schwarzenegger. Un messaggio forte e chiaro, diretto a Donald Trump, con cui l’ex-Governatore della California, esponente del Partito Repubblicano, paragona l’assalto al Campidoglio USA all’affermarsi della Germania nazista. “Resterà nella storia come il peggior Presidente”, afferma Schwarzenegger parlando del tycoon, un modo per dargli del fallito. “Ha cercato il colpo di Stato ingannando le persone con le bugie. La cosa buona è che sarà presto irrilevante come i suoi vecchi tweet”, così ha sentenziato l’eroe di Terminator.

 

 

Capitol Hill e Notte dei Cristalli

“Da immigrato in questo Paese, vorrei dire due parole ai miei concittadini americani e a tutto il mondo su quello che è successo in questi giorni”. Lo fa mostrando la spada di Conan (guerriero barbaro da lui interpretato sul grande schermo), un simbolo utile a spiegare che la democrazia negli USA è come la sua lama d’acciaio: “più è temperata, più diventa forte”. Poi arriva al dunque: l’attacco a Washington ha minato i principi e i valori democratici sui cui si fondano gli USA. Niente di nuovo. Da qui, Schwarzenegger associa il movimento di estrema destra dei Proud Boys ai poteri nazisti. “So che c’è paura diffusa in questo Paese. E dobbiamo stare attenti alle conseguenze dell’egoismo e del cinismo, perché tutto inizia con bugie e intolleranza”, ha aggiunto. Precetti già sentiti. Quindi, dov’à la notizia? È la citazione dei ricordi della propria infanzia trascorsa nell’Austria post-nazista, in cui Schwarzenegger fa chiaro riferimento alla “Notte dei Cristalli“, per poi concludere con gli auguri rivolti al neo-Presidente eletto dai democratici. “Presidente Biden, se Lei sarà di successo, lo sarà l’intero Paese. Siamo con Lei, oggi, domani, sempre, dalla parte di chi difende la nostra Costituzione da quanti la minacciano”.

Le reazioni alla vicenda stanno viaggiando per lo più sulle onde Twitter, alle quali Donald Trump non potrà rispondere, dato che ha l’account sospeso. Stando alle interpretazioni, il post di Arnold farebbe passare buona parte dei cittadini americani come dei neo-nazi a ‘stelle e strisce’.

 

La “confessione”: un’infanzia violenta

Mai condiviso la cosa pubblicamente perché è un ricordo doloroso”, questa la confessione dell’attore. Il suo discorso è uscito in un momento di profonda crisi e tensione per gli Stati Uniti, segnato da gravi atti violenti e caos (lirruzione a Capitol Hill) che ha causato la morte di cinque persone, tra cui degli innocenti. Con espressione seria, crea l’atmosfera solenne (quasi fosse una creazione Made in Hollywood). Con accento tipico dei germanofoni, Schwarzenegger racconta una pagina drammatica della storia: la Notte dei Cristalli (pogrom dei nazisti contro gli ebrei). Per la prima volta, poi, rivela memorie sulla vita familiare di cui non aveva mai dato notizia: il ricordo della figura del padre, Gustav Schwarzenegger, Capo della polizia austriaca.

Sono nato nel 1947, due anni dopo la Seconda Guerra Mondiale. (...) Crescendo, sono stato circondato da uomini distrutti che annegavano nell’alcol il rimorso di aver partecipato al più cattivo regime della storia” ha rivelato Schwarzenegger, che invece rimarrà alla storia del cinema per il famoso ruolo di “giustiziere”. Poi il drammatico retroscena sulla sua infanzia: “Mio padre tornava a casa ubriaco uno o due volte a settimana, urlava, ci picchiava e terrorizzava mia madre”. È questa la confessione, un’infanzia dominata da episodi di violenza domestica. Ha aggiunto di non poter colpevolizzare totalmente suo padre poiché “anche il nostro vicino faceva lo stesso con la sua famiglia”, ha detto. “Erano in preda al dolore fisico per le schegge di proiettile nei loro corpi e in preda al dolore emotivo per ciò che avevano visto e fatto” ha aggiunto. Ecco perché ha spiegato di aver vissuto, in prima persona, “come le cose possano andare fuori controllo”.

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