Riscaldamento eco

Bonus stufa a pellet 2021: cos'è, come funziona e come richiederlo

Bonus stufa a pellet 2021 cos'è e come funziona la detrazione al 50% o 65%, proroga in Legge di Bilancio 2021 insieme a tutti gli altri bonus casa

13 gennaio 2021 17:32
Bonus stufa a pellet 2021: cos'è, come funziona e come richiederlo

Bonus stufa a pellet 2021 è una agevolazione fiscale prorogata fino al 31 dicembre di quest'anno grazie alla nuova Legge di Bilancio 2021, insieme a tutti gli altri bonus casa. Vista la novità andiamo quindi a vedere cos'è e come funziona il bonus, quanto spetta e come fare ad ottenere la detrazione fiscale spettante del 50% o del 65%.

 

Cos'è la Stufa a pellet e come funziona?

La stufa a pellet è un sistema di riscaldamento molto simile ad una tradizionale stufa a legna ma che utilizza il pellet come combustione. Il pellet è un prodotto ecologico ed economico in quanto costituto da scarti di lavorazione del legno come ad esempio la segatura.

In commercio, esistono diverse tipologie di stufa a pellet e in media i costi medi di acquisto si aggirano da un minimo di 600 euro fino ad oltre 3.000 euro per i modelli multifunzioni mentre il costo per acquistare il pellet si aggira sulle 4 euro per un sacco da 15 Kg.

Acquistando una stufa a pellet si ha diritto fino al 31 dicembre 2021 alle detrazioni fiscali sull’acquisto pari al 50% o al 65% a seconda che l’acquisto rientri nel bonus ristrutturazioni edili o nell'Ecobonus per il risparmio energetico, scaricabili entrambi dalla dichiarazione dei redditi.

Bonus stufa a pellet 2021 al 50 o 65%:

Per i contribuenti che acquistano una stufa a pellet nel 2021 hanno la possibilità di beneficiare di sconto Irpef sul prezzo complessivo.

In particolare, la percentuale di sconto Irpef dipende dal tipo di detrazione fiscale spettante, infatti, se l’acquisto avviene a seguito di una ristrutturazione edile, allora si ha diritto alla detrazione bonus ristrutturazione al 50% mentre se viene fatto per accrescere l’efficientamento energetico dell’abitazione, che deve essere debitamente documentato dal tecnico, si ha diritto alla detrazione Ecobonus al 65%.

 

1. Bonus stufa a pellet al 50%: è l’agevolazione che spetta ai contribuenti se l’acquisto della stufa avviene a seguito di interventi di ristrutturazione edilizia agevolabili con il bonus ristrutturazioni. Se l’acquisto e l’istallazione della stufa rientra nel suddetto bonus, allora il contribuente ha diritto ad uno sconto Irpef del 50% sulla spesa totale detraibile in 10 rate annuali di pari importi su una spesa massima di 96 mila euro.

 

2. Bonus Stufa a pellet al 65%: nel caso in cui l’acquisto e l’istallazione della stufa a pellet, serva a migliorare l’efficienza energetica della casa, allora la spesa è agevolabile con l’Ecobonus poiché gli interventi eseguiti sono di riqualificazione energetica. Lo sconto Irpef spettante è pari al 65% a patto che il rendimento energetico, ottenuto con la stufa a pellet o altro sistema, sia superiore all’85%.

 

Bonus stufa a pellet 2021 limiti e requisiti:

Il limite massimo di spesa detraibile è pari a 30 mila euro di spesa, a patto che vengano rispettati i seguenti requisiti:

- rendimento utile nominale minimo conforme alla classe 3 della norma europea EN 303-5, quindi più alto dell’85%;

- rispetto dei limiti di emissione fissati dal Decreto Legislativo 152/2006 o dalle delibere regionali;

- uso di biomasse combustibili ammissibili;

- per le abitazione ubicate nelle seguenti zone climatiche C, D, E, F, le porte, finestre etc devono rispettare i limiti massimi di trasmittanza termica fissati ai sensi del D.lgls. 192/2005.

Leggi anche come funziona il bonus elettrodomestici 2021.

I contribuenti interessati a beneficiare della detrazione spesa stufa pellet 2020, e fruire quindi delle agevolazioni fiscali del 50% o del 65% a seconda che l’acquisto sia agevolabile con il bonus ristrutturazioni o Ecobonus, occore produrre la documentazione relativa alla stufa a pellet compreso il certificato di conformità ed il bonifico che dimostra l’acquisto, al Caf, commercialista o a chi presta l’assistenza fiscale. I documenti vanno poi conservati per eventuali accertamenti fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate.

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