Galileo - corsa allo spazio

Ue, Spazio: Breton, 300 mln e lancio nuovi satelliti Galileo nel 2024

Breton e Michel: nel 2021, investire nell’autonomia strategica e l'innovazione. Breton sul bando Galileo. Tra i maggiori investor, l’italiana Primo Space.

13 gennaio 2021 19:42
Ue, Spazio: Breton, 300 mln e lancio nuovi satelliti Galileo nel 2024

Nell’ambito della 13esima Conferenza sulle politiche spaziali dell’Ue, il Commissario europeo Thierry Breton ha annunciato che Bruxelles è al lavoro per mettere in orbita, nel 2024, i nuovi satelliti che faranno parte del Galileo, il sistema europeo di navigazione satellitare. Il potenziamento dell’operatività del programma avverrà con un anno di anticipo rispetto alla tabella di marcia già stabilita.

 

Accelerare nella corsa allo Spazio

Il bando Galileo, pubblicato a maggio 2018 dalla Commissione Ue, era servito all’acquisto di 4 satelliti di nuova generazione con caratteristiche avanzate “per garantire la continuità della costellazione Galileo nel 2025-2026”, ha spiegato Breton durante la conferenza, promossa da Bruxelles e svoltasi in via virtuale. “Si è deciso sull’assegnazione a seguito della valutazione tecnica” delle offerte inviate dalle società che hanno risposto alla “call”. Si comunicheranno vincitori e dettagli “entro la fine del mese” (di gennaio), ha riferito il Commissario.

 

Con 26 satelliti (30 a lungo termine), il programma Galileo è nato per offrire un sistema alternativo al GPS americano, al Glonass russo e al Beidou cinese. Per Breton, è prioritario “proiettare l’Europa verso la corsa tecnologica” in modo tale da fare passi avanti nell’utilizzo delle tecnologie quantistiche e portare Internet ad alta velocità nelle cosiddette “aree bianche”. Oltre al Galileo e al programma di osservazione spazio-Terra (Copernicus), tuttavia, ha ribadito la necessità di sviluppare una connettività basata sullo spazio come terza infrastruttura.

 

Essere protagonisti in orbita ha un impatto diretto sui nostri obiettivi geopolitici”, ha affermato Charles Michel, Presidente del Consiglio europeo, commentando le novità e ultimi sviluppi presentati nell’ambito della Conferenza.

 

 

300 milioni di euro fanno “spazio” all’innovazione

La Commissione europea e il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) hanno annunciato mercoledì un investimento di 300 milioni di euro nel settore spaziale, di cui 100 milioni provenienti dal Bilancio dell’Ue. L’obiettivo è sostenere l’innovazione rivoluzionaria in un settore con ampio potenziale e che risponde bene alle sfide. La dotazione riguarda investimenti focalizzati sulla tecnologia spaziale, Orbital Ventures e Primo Space e InnovFin Space Equity.

 

 

Dove e come si investe: più risorse a startup e PMI

Orbital Ventures è un fondo paneuropeo che si concentra su progetti downstream (comunicazioni, crittografia, archiviazione ed elaborazione dei dati, geolocalizzazione, osservazione della terra) e upstream (hardware spaziale, materiali, elettronica, robotica, razzi, satelliti). Primo Space è invece un investitore italiano start-up specializzato nel trasferimento tecnologico. È stato il primo fondo selezionato dal FEI nell’ambito dell’intera iniziativa pilota, che sta progressivamente aumentando le proprie risorse destinate allo Spazio.

In Italia, il FEI è la prima fonte di investimento, ad esempio, in progetti o business di aziende proof-of-concep e seed che forniscono asset e prodotti innovativi (o rivoluzionari) all’industria spaziale dell’Ue in forte espansione. Un “investimento nelle PMI della tecnologia spaziale”, che, a detta di Thierry Breton, “ci avvicina all’obiettivo di transizione digitale”.

 

Primo Space: la ‘s-commessa’ sull’Italia

È un fondo comune di investimento istituito da Primomiglio SGR per sostenere le startup tecnologiche ad alto potenziale (con TRL basso fino alla fase di scale up) che operano nel settore della space economy.

Il budget va fino a 5 milioni di euro nei segmenti upstream (hardware, propellenti, elettronica di lancio e di bordo, software & engineering, servizi di lancio, razzi e motori spaziali, satelliti, space pharma) e downstream (comunicazione, logistica, tracking, piattaforme di dati, data processing, data storage, terminali a terra, osservazione della terra, mapping e geolocalizzazione).

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