Vaccini anti-Covid

Vaccino Johnson & Johnson: cos'è come funziona e quando arriva Italia

Che differenze ci sono rispetto a Pfizer, Moderna e AstraZeneca, quante dosi servono, come funzione e come si conserva, quante ne arriverebbero in Italia

Vaccino Johnson & Johnson: cos'è come funziona e quando arriva Italia

Non c’è due senza tre, ma neppure senza quattro. Dopo i vaccini Pfizer e Moderna, approvati nell’Unione europea e già in distribuzione, e quello di AstraZeneca, che è in attesa di via libera da parte dell’Agenzia europea del farmaco (Ema), anche Johnson & Jonhson è in dirittura d’arrivo.

 

Il colosso, che sta lavorando a un siero con Janssen, potrebbe pubblicare i dati della sperimentazione per fine gennaio. Cresce l’attesa di parte di esperti infettivologi ed epidemiologi perché il nuovo prodotto potrebbe aumentare la disponibilità di dosi per la copertura vaccinale di massa.

 

Cos’è il vaccino Johnson & Johnson

Vaccino Johnson & Johnson cos'è: si tratta di un vaccino a cui sta lavorando il colosso americano Johnson & Johnson insieme alla sussidiaria belga Janssen Pharmaceutica. Si tratta di un possibile quarto vaccino da distribuire nel più breve tempo possibile in Europa, dopo quelli di Pfizer e Moderna – già disponibili – e di AstraZeneca dell’Università Oxford insieme ai laboratori di Pomezia.

 

Vaccino Johnson & Johnson come funziona

A differenza dei primi due vaccini in distribuzione, che sono considerati più innovativi perché basati sul sistema dell’Rna messaggero, il vaccino J&J è di tipo tradizionale, a vettore virale, come il prodotto di AstraZeneca. Significa che utilizza un virus reso innocuo, che all’interno contiene una di Dna in grado di far produrre la proteina “Spike”, quella tramite cui il virus entra nell’organismo. La conseguenza è una stimolazione del sistema immunitario con la produzione di anticorpi che, quando entreranno in contatto con il virus vero e proprio, potranno essere in grado di contrastarlo. E’ lo stesso meccanismo alla base del vaccino sperimentale contro l’ebola e di quelli usati in medicina veterinaria.

 

Vaccino J&J, le differenze rispetto a Pfizer e Moderna

Il siero messo a punto da Pfizer e Moderna, invece, sfrutta l’Rna messaggero. Significa che è stata presa la sequenza del materiale genetico, individuati i geni di interesse e, una volta sintetizzati in laboratorio, iniettati nei pazienti sotto forma di una piccola parte di Rna (il “messaggero”, appunto). L’effetto è sempre di produrre anticorpi, ma a differenza di questi vaccini il prodotto di J&J non necessita di due somministrazioni (prima dose + richiamo) e dovrebbe poter essere conservato a normali temperature frigo per tre mesi, come per AstraZeneca.

 

Le dosi prenotate

La Johnson & Johnson sta terminando la fase 3, l’ultima di sperimentazione e dovrebbe pubblicare i dati a fine gennaio, per chiedere poi l’autorizzazione e avviare la produzione. Secondo le stime degli esperti potrebbero arrivarne in Italia almeno 30 milioni di dosi, contribuendo all’implementazione della campagna vaccinale che mira a vaccinare il 70% della popolazione.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA