Rinvio delle cartelle esattoriali

Cartelle esattoriali 2021: decisa una nuova proroga al 31 gennaio

Slitta di un mese termine per notifica cartelle esattoriali e atti di accertamento al 31 gennaio 2021. Prorogata anche scadenza cartelle già notificate

Cartelle esattoriali 2021: decisa una nuova proroga al 31 gennaio

Dopo numerosi appelli arriva un nuovo rinvio delle scadenze in ambito tributario. Il Consiglio dei Ministri ha disposto nuove misure urgenti in materia di accertamento, riscossione, nonché adempimenti e versamenti tributari per posticipare al 31 gennaio 2021 l’invio di 50 milioni di cartelle esattoriali ai contribuenti italiani già in crisi per la pandemia Covid.

 

Secondo il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, serve "una proroga-ponte, uno scaglionamento degli invii molto più diluito nel tempo, una rateizzazione più conveniente, un saldo e stralcio, altrimenti si apre un problema sociale".

 

Scadenze fiscali: tutto rinviato al 31 gennaio 2021

Nuovo stop all’invio di 50 milioni di buste verdi. Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri un decreto-legge che prevede l’ulteriore differimento, dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021, dei termini previsti per la notifica degli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione.

 

Inoltre, il provvedimento fissa al 31 gennaio 2021 il termine finale di scadenza dei versamenti, derivanti da cartelle di pagamento, nonché dagli avvisi esecutivi previsti dalla legge, relativi alle entrate tributarie e non, sospesi fino al 31 dicembre 2020. Per effetto di tale intervento la sospensione degli stessi versamenti opera senza soluzione di continuità dalla data iniziale della stessa (21 febbraio 2020 per i debitori con residenza/sede operativa/sede legale nei comuni della prima “zona rossa”, 8 marzo 2020 per tutti gli altri) fino alla data del 31 gennaio 2021.

 

Cartelle esattoriali e pignoramenti: scatta la proroga al 31 gennaio 2021

Il decreto legge appena varato dal Cdm differisce anche, dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021, la scadenza della sospensione degli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati dall’agente della riscossione e dagli altri soggetti titolati, aventi ad oggetto le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza.

 

Restano comunque acquisiti, per quanto attiene ai versamenti eventualmente eseguiti nello stesso periodo, gli interessi di mora, le sanzioni e le somme aggiuntive già corrisposti. Restano fermi gli accantonamenti effettuati e restano definitivamente acquisite e non sono rimborsate le somme accreditate nel suddetto periodo.

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