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Tangentopoli a stelle e strisce

Ombra delle tangenti sulla Casa Bianca. La “grazia” di Trump vale oro

I provvedimenti di grazia (100 in tutto), che Donald Trump è pronto a firmare oggi, sarebbero stati pagati a peso d’oro. Aperta inchiesta ufficiale

Ombra delle tangenti sulla Casa Bianca. La “grazia” di Trump vale oro

L’ombra delle tangenti sulla Casa Bianca. I provvedimenti di grazia (100 in tutto), che Donald Trump è pronto a firmare oggi, sarebbero stati pagati a peso d’oro. Vere tangenti date sottobanco “a personalità della Casa Bianca” in cambio della grazia o della commutazione della pena. E’ l’ipotesi di reato su cui sta indagando il dipartimento di Giustizia americano che pochi mesi fa ha aperto un’inchiesta sul presunto giro di mazzette.

 

L'ombra delle tangenti sulla Casa Bianca

Il presidente (praticamente ex) Donald Trump, prima di essere oscurato dai social aveva liquidato la questione scrivendo: “L’indagine sulla grazia è una fake news”. Ma la Cnn ha rilanciato, e secondo l’emittente, dagli atti giudiziari verrebbe fuori che il giudice della corte distrettuale di Washington Berly Howell ha dato l’ok agli investigatori per ottenere l’accesso ai file contenuti in più di 50 device informatici posti sotto sequestro. Secondo gli inquirenti esisterebbe “uno schema segreto di lobbyng”. 

 

Secondo quanto scrive il New York Times, molti amici di Trump stanno ricevendo soldi per ottenere il perdono del presidente. Per il quotidiano ci sarebbero "vere e proprie tariffe pagate a personaggi vicini al tycoon per avere accesso al Presidente ed essere graziati o vedere commutata la propria pena". Nelle ultime settimane la Casa Bianca avrebbe accettato 41 richieste di grazia "apparentemente pagate a peso d'oro".

 

Nell’elenco che il presidente uscente è pronto a siglare nell’ultimo giorno del suo mandato, non ci sarebbe però il suo nome, tra i beneficiari della grazia (anche preventiva), ci sarebbero il suo avvocato Rudolph Giuliani, i suoi tre figli e il consuocero Charles Kushner

Nessuno di loro è indagato. Il figlio maggiore, Donald Jr, era finito sotto inchiesta per il Russiagate, riguardo presunti contatti con emissari russi che avevano offerto la possibilità di danneggiare la campagna di Hillary Clinton, ma Donald Trump Jr non è mai stato incriminato.

 

Kushner, invece, avrebbe fornito informazioni false alle autorità federali circa i suoi contatti con alcuni stranieri ma la sua posizione è stata archiviata. Di cosa potrebbero essere accusati Eric e Ivanka, invece, non è chiaro. La figlia è stata chiamata in causa per una presunta frode fiscale messa in piedi assieme al padre, attraverso la Trump Organization, ma la grazia presidenziale non copre i reati statali o locali. Anche per Giuliani non ci sono accuse specifiche ma l'ipotesi del New York Times, è che l’avvocato potrebbe dover rispondere in futuro della sua attività in Ucraina alla ricerca di prove per screditare Biden e il figlio, Hunter in piena campagna presidenziale. Il New York Times rivela che fra i nomi ci sarebbero anche quelli dell’ex responsabile della sua campagna elettorale Paul Manafort, dell'ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn e dell’ex consigliere strategico Steve Bannon.

 

"Un'attività grazie alla quale ha incassato migliaia di dollari per ogni domanda di grazia approdata sulla scrivania dello Studio Ovale”, sostiene il quotidiano. Un ex responsabile della campagna di Trump avrebbe vuotato il sacco rivelando che sono stati pagati 50 mila dollari per cercare di far ottenere la grazia a un ex funzionario della Cia condannato per aver svelato illegalmente informazioni top secret” .

 

Qualche giorno fa anche Jake Angeli, lo “sciamano” che ha guidato l’assalto a Capitol Hill, ha chiesto al presidente Trump di concedergli la grazia perché era stato proprio lui a incitare la marcia sul Campidoglio. Chissà se il suo nome è stato incluso nella lista dei graziati.

 

 

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