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Le celebrazioni

Giorno della Memoria 2021, le scuse dei Savoia e le parole della Segre

Il 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria, per commemorare le vittime dell’Olocausto. Quest’anno le celebrazioni si svolgeranno online causa Covid

Giorno della Memoria 2021, le scuse dei Savoia e le parole della Segre

La pandemia non cancella il ricordo dell’Olocausto. Il Covid non ferma le commemorazioni per la Giornata della Memoria, che si svolgeranno on line dal 25 gennaio al 2 febbraio.

La data simbolo per la Celebrazione mondiale del Giorno della Memoria è quella del 27 gennaio, ed è stata scelta nel 2000 dal Parlamento della Repubblica Italiana: quello stesso giorno del gennaio del 1945, le truppe sovietiche dell'Armata Rossa arrivarono ad Auschwitz svelando al mondo l'orrore del campo di concentramento, uno dei luoghi del genocidio nazista.

 

Le scuse dei Savoia

In una storica lettera alla Comunità Ebraica, il principe Emanuele Filiberto ha chiesto scusa a nome della famiglia Savoia, per le leggi razziali firmate da Re Vittorio Emanuele III, suo bisnonno (ne ha parlato in una intervista al Tg5).

“Condanno le leggi razziali del 1938 – scrive - di cui ancor oggi sento tutto il peso sulle mie spalle e con me tutta la Real Casa di Savoia e dichiaro solennemente che non ci riconosciamo in ciò che fece Re Vittorio Emanuele III: una firma sofferta, dalla quale ci dissociamo fermamente, un documento inaccettabile, un'ombra indelebile per la mia Famiglia, una ferita ancora aperta per l'Italia intera. Condanno le leggi razziali nel ricordo del mio glorioso avo Re Carlo Alberto che il 29 marzo 1848 fu tra i primi Sovrani d'Europa a dare agli italiani ebrei la piena uguaglianza di diritti. ” E conclude: “Con tutta la mia sincera fratellanza”.

Ma L’Ucei (Unione Comunità Ebraiche Italiane) non accetta le scuse del principe, scrive: “Né Noi, né qualsiasi altra comunità può in ogni caso concedere il perdono in nome e per conto di tutti gli ebrei che furono discriminati, denunciati deportati e sterminati. L’iniziativa personale non può cancellare la storia”.

 

Il sondaggio

Una recente ricerca Eurispes (ottobre 2020) rivela che i negazionisti aumentano anche in Italia: in circa 15 anni la percentuale di chi non crede all'orrore della Shoah è passata dal 2,7% al 15,6% con un 16% che sostiene che la persecuzione sistematica degli ebrei "non ha fatto così tanti morti".

 

La testimonianza di Liliana Segre

Non ho mai perdonato, come non ho mai dimenticato, e mentre ero ad Auschwitz, per un attimo, vidi una pistola a terra, pensai di raccoglierla, ma non lo feci. Capii che io non ero come il mio assassino. Da allora sono diventata una donna libera e di pace”. Così la senatrice Liliana Segre, 90 anni, ha ricordato nei giorni scorsi la Shoah e gli orrori dell’Olocausto nella sua testimonianza pubblica agli studenti della Cittadella della pace di Rondine, vicino ad Arezzo. Un testimone che ha voluto passare ai giovani per non dimenticare.

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