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Lasagna in tubetto: l’idea di Valerio Braschi, ex Masterchef

La ricetta “Lasagna 2021” disponibile in un menù degustazione da 100 euro. In alcuni ristoranti serviti anche i tortellini in formato “dentifricio”

Lasagna in tubetto: l’idea di Valerio Braschi, ex Masterchef

Si chiama “Lasagna 2021” e già il nome evoca l’idea di novità. Per ora, però, la notizia della lasagna in tubetto ha sollevato più di qualche perplessità, soprattutto tra i cultori della cucina tradizionale italiana, di cui il piatto è uno dei più iconici. Pensare che le lasagne possano essere gustate spremendo un tubetto del tutto simile a quello della maionese (o del dentifricio!) ha fatto arricciare il naso a più di uno. L’idea, però, è quella di utilizzare questa “versione spalmabile” del gustoso piatto a base di pasta a sfoglia, ragù, besciamella e parmigiano, all’interno di un menù apposito. Il tutto firmato da Valerio Braschi, ex concorrente e vincitore di Masterchef.

 

Le lasagne diventano spalmabili?

"L'idea nasce da un ricordo di quando da bambino la mattina dopo le feste, appena sveglio, mi lavavo i denti con una bella forchettata di lasagne avanzate in frigo dal giorno prima. Un'abitudine che ho mantenuto ancora oggi. Un bellissimo ricordo che ho deciso di riproporre in maniera esplicita" ha spiegato Valerio Braschi a proposito della sua idea “innovativa”. Ecco, quindi, la "Lasagna 2021", presente in un menu degustazione di 10 portate (costo 100 euro). Sarà sotto forma di un tubetto che contiene una crema di lasagna, da stendere su uno spazzolino di pasta all'uovo e brodo di parmigiano, quest’ultimo da bere alla fine della degustazione, come da foto pubblicata su Instagram. Il piatto sarà ordinabile non appena le misure anti-Covid permetteranno la riapertura del suo locale.

 

Chi è Valerio Braschi

Si tratta di un giovane chef emiliano, originario di Santarcangelo di Romagna, poco distante da Rimini. Nel 2017 ha partecipato e vinto il cooking show Masterchef. Sul sito del suo Ristorante 1978 si descrive così: “Mi chiamo Valerio Braschi, ho 23 anni. Prima di Masterchef frequentavo il liceo scientifico, avevo un grande amore per la cucina nonostante avessi scelto un indirizzo di studi completamente diverso. Dal 3° anno di superiori – prosegue - decisi che volevo fare il cuoco. In quegli anni studiavo tantissimo cucina e mi esercitavo altrettanto. Il primo ricordo che ho della cucina sono le pile di verdure che ogni pomeriggio tagliavo e cucinavo per i miei”. Poi Braschi prosegue: “Dopo Masterchef ho iniziato a girare tantissimo per imparare la cultura del cibo, non solo di quello italiano ma di tutte le nazioni del mondo”. Lo chef conclude dicendo “I miei piatti sono il risultato dell’influenza dei miei viaggi e delle scoperte culinarie all’estero: nulla è lasciato al caso”.

 

Il precedente: i tortellini in tubetto

Non è la prima volta che un piatto tipicamente italiano ed emiliano finisce in un tubetto. E’ già accaduto con i tortellini, quando lo chef Massimiliano Poggi, nel suo locale MP Cucina a Trebbo sul Reno aveva servito l’insolita versione, spiegando: "E' un divertimento da proporre come entrata all'ospite che può così riempire un bigné salato con la crema ottenuta dal ripieno del tradizionale tortellino bolognese. A dire il vero è una moda già passata e al momento non è più sul nostro menù".

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