Passi da ’gigante’ Web in Europa

Google apre a Dublino il nuovo centro contro i contenuti illegali

È l’hub con cui il colosso di Mountain View gestirà la “responsabilità dei contenuti” in Europa dove già si lavora a nuove regole Ue per le BigTech.

Google apre a Dublino il nuovo centro contro i contenuti illegali

Google Safety Engineering Center (GSEC) è il nome voluto da Google per la nuova sede europea che aprirà a Dublino. Lo ha annunciato la società via Twitter il 27 gennaio, spiegando che la funzione del centro è la gestione della “responsabilità” dei contenuti illegali  e dannosi sul Web.

 

Si tratta di una scelta innovativa, come ha spiegato Amanda Storey, Direttrice per la Sicurezza del colosso americano, anche se Google dal 2019 può già contare sugli uffici di Monaco di Baviera dedicati alla riservatezza e sicurezza dei dati degli utenti.

 

Perchè proprio a Dublino

Per Google, gli asset della nuova struttura contribuiranno a fornire “segnalatori attendibili e il metodo con cui si affrontano gli “incidenti” (gli errori) e le pratiche di moderazione dei contenuti Web. Amanda Storey ha fatto sapere che lo staff destinato alla sede di Dublino lavorerà inizialmente da casa, nelle modalità previste dallo smart working (con riunioni virtuali), durante il periodo di applicazione delle restrizioni anti-covid19 e misure per contenere la pandemia. Google si è anche espressa sull’impegno a lavorare ad una maggiore sicurezza e trasparenza riguardo ad uno dei suoi servizi più cliccati dagli utenti: lo streaming di YouTube.

 

Si legge in una nota dell'azienda che la capitale irlandese è già “un hub per i nostri team di fiducia e sicurezza nella regione, comprende esperti, analisti politici, specialisti e ingegneri” che studiano soluzioni per garantire una navigazione online in sicurezza, grazie alla “tecnologia più recente e l’intelligenza artificiale”. Per Google, l’Europa è il luogo più indicato per questo nuovo quartier-generale della società, ad esempio, in virtù degli sforzi già compiuti in materia di “trasparenza degli annuncie di attenzione alla sicurezza nell’uso della rete da parte dei minori.

 

Risposta di Google a norme Ue sul digitale

Dietro alla mossa potrebbe esserci un impegno di Google a mitigare le perplessità generate dalle criticità normative su come le BigTech tengono sotto controllo la diffusione di contenuti illegali su Internet: una questione che sta aprendo intensi dibattiti nelle istituzioni dell’Unione europea e che continua a destare preoccupazione sia ai legislatori europei alle autorità preposte alla regolamentazione e monitoraggio delle attività del settore e di salvaguardia della privacy.

Soprattutto nell’ultimo decennio, il motore di ricerca più conosciuto e usato al mondo, insieme ad altri provider di tecnologia statunitense (come Apple, Amazon e Facebook), ha attirato scontento a causa della diffusione di contenuti illegali e dannosi attraverso le proprie piattaforme, innescando richieste di maggiore azione normativa. È così che a mobilitarsi per prima è stata la Commissione europea, assumendo un ruolo guida nel proporre nuove regole rigide per limitare abusi o violazioni all’interno del Mercato unico, proteggendo allo stesso tempo i piccoli competitor che generalmente provvedono velocemente alla rimozione di contenuti dannosi dalle loro piattaforme. Il “pacchetto digitale” proposto dall’Ue, e annunciato dal Commissario Breton dovrebbe entrare in vigore nei prossimi due anni.

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