Data Protection Day

App, chat e Social: chi rischia di violare le norme Ue sulla privacy

GDPR e policy Ue per protezione privacy da una parte, rischio multe a Whatsapp dall’altra. Data Protection Day: uno sguardo alle ultime sfide del digitale.

App, chat e Social: chi rischia di violare le norme Ue sulla privacy

A detta dei Commissari Ue Vera Jourova (per la Trasparenza) e Didier Reynders (alla Giustizia), “tutelare la privacy dei suoi cittadini è nel DNA dell’Europa”. È con questo spirito che a Bruxelles si è parlato dell’edizione 2021 della Giornata della protezione dei dati personali  che l’Unione europea celebra il 28 gennaio di ogni anno nell’anniversario della Convenzione 108 del Consiglio d'Europa, l’unico trattato internazionale esistente sulla tutela della “vita privata”.

 

Ma visto che, ormai, tra smart working e comunicazione sui Social, trascorriamo sempre più tempo online, le norme europee sulla protezione dei dati “digitali” sono al centro dei dibattiti odierni.

La pandemia ha dimostrato come nuove soluzioni di raccolta dati tramite gli smartphone (come le le app di tracciamento dei contagi da coronavirus) funzionano solo se gli utenti si sentono adeguatamente tutelati da potenziali usi impropri delle proprie informazioni. In questo contesto, Il GDPR ovvero il Regolamento generale sulla protezione dei dati (introdotto nel 2018) rappresenta un grande passo avanti  verso un approccio antropocentrico delle tecnologie digitali nell’Unione europea. Nonostante tutti gli sforzi, i controlli e le precauzioni messe in atto da tutti (policy maker e cittadini) per evitare nuove violazioni e abusi, le sfide restano ancora molte. È il caso di alcune piattaforme chat e Social.

 

WhatsApp rischia multa per violazione norme privacy Ue

Whatsapp non avrebbe rispettato i requisiti di trasparenza sanciti dal GDPR. Ecco perché le autorità per la privacy potrebbero anche cercare di riportare WhatsApp all’ordine, chiedono la modifica delle modalità di gestione dei dati forniti dagli user. Nello specifico, l’app verrebbe accusata di non aver fornito informazioni adeguate agli utenti sulla condivisione dei dati con Facebook.

 

La prossima settimana, l’Edpd (autorità preposta al controllo delle violazioni della privacy) discuterà il caso WhatsApp. Il servizio di messaggistica (di cui è attualmente proprietaria Facebook) potrebbe ricevere una multa fino a 50 milioni di euro per violazioni delle norme sulla protezione dei dati dell’Ue. Lo rendono noto indiscrezioni di alcuni media europei, in primis il giornale Politico Europe. Le diverse agenzie Ue per la gestione della privacy si stanno confrontando su come procedere per l’eventuale applicazione di sanzioni preliminari in base al GDPR.

 

“Regolare” i giganti Web: Francia e Irlanda fanno da apripista

L’autorità garante della privacy in Francia non ha risparmiato a Google le multe particolarmente elevate per violazioni della riservatezza dei dati degli utenti. Anche la Commissione irlandese per la protezione dei dati, si è fatta rispettare in questo senso e, recentemente, ha emesso sanzioni salatissime contro Twitter. Si tratta del primo “affronto”, in suolo europeo, ad una delle cosiddette GAFA statunitensi o a una delle società operanti nella Silicon Valley, in virtù anche del fatto che alcune – per vantaggi legati al regime fiscale - hanno eletto il domicilio irlandese che le fa ricadere sotto la giurisdizione del Governo di Dublino.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA