L’Iperf si fa in sei

Riforma Irpef 2021: il nuovo scaglione proposto dai commercialisti

Commercialisti propongono una riforma fiscale leggera, basta su riordino scaglioni con frazionamento terzo, delle detrazioni IRPEF e abolizione dell’IRAP

Riforma Irpef 2021: il nuovo scaglione proposto dai commercialisti

Nonostante la crisi di governo si continua a discutere e a confrontarsi sull’annoso tema della Riforma fiscale.

 

A tal proposito, i commercialisti propongono una riforma fiscale leggera, basta sul riordino degli scaglioni e delle detrazioni IRPEF e sull’abolizione dell’IRAP per riallineare il trattamento tra lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti e per alleggerire il carico fiscale sul ceto medio.

 

Riforma fiscale: necessario alleggerire le tasse sul ceto medio

Resta al centro dell’attenzione la Riforma fiscale, nella consapevolezza che per ridare vita all’economia italiana sferzata dalla pandemia da Covid-19 si debba necessariamente alleggerire il carico fiscale su imprese e lavoratori, sui cittadini italiani tartassati dal Fisco molto più dei loro fratelli europei.

 

Da considerare che l’ultima Riforma Irpef - Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche - risale al 1973 e che nel tempo si sono susseguite modifiche normative che hanno completamente modificato il sistema tributario.

 

L’apposita commissione sulla Riforma fiscale, guidata da Massimo Miani, presidente del CNDCEC - Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e coordinata da Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio conti pubblici italiani, ha dato vita ad una proposta che mira non solo a semplificare il sistema fiscale ma soprattutto a riallineare la tassazione tra lavoratori dipendenti ed autonomi, puntando ad alleggerire il carico fiscale sul ceto medio della popolazione.

 

Riforma Irpef, la proposta dei commercialisti: frazionare il terzo scaglione

La proposta dei commercialisti è quella di riordinare i 5 scaglioni Irpef attualmente previsti, frazionando il terzo scaglione, visto che tra il secondo ed il terzo c’è un aumento dell’aliquota di undici punti percentuali, che prevede un’aliquota al 38% per i redditi compresi tra i 28 e i 55 mila euro.

 

L’idea è quella di creare un’aliquota del 32% per i redditi dai 28 mila ai 40 mila euro, e un’aliquota del 38% per i redditi dai 40 mila ai 55 mila euro.

 

Per riallineare il trattamento tra lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti i commercialisti prevedono un meccanismo di armonizzazione tra il bonus fiscale di 100 euro, riservato ai lavoratori dipendenti, ed il regime forfettario, dove, per i lavoratori autonomi, confluiscono i livelli di reddito più bassi. Inoltre, si propone l’abolizione dell’IRAP - Imposta Regionale sulle Attività Produttive – in quanto iniqua e penalizzante, ma senza gravare sul bilancio dello Stato, sostituendola con addizionali regionali dell’IRES (Imposta sul Reddito delle Società) e dell’IRPEF sui redditi d’impresa e di lavoro autonomo.

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