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La crisi e i partiti

Governo, Prestipino: “Lo scontro è tra Italia viva e Cinquestelle”.

Su Renzi: “Non vedo alternative che la fiducia reciproca”. E sull’opposizione: “La loro unità è solo apparente. E giocano ancora a carte coperte”.

Governo, Prestipino: “Lo scontro è tra Italia viva e Cinquestelle”.

Romana, insegnante di scuola superiore, Patrizia Prestipino guida nel Lazio la corrente del Pd Base Riformista. Ha una lunga esperienza politica sul territorio. Prima presidente del XII municipio (oggi IX), poi assessore provinciale allo sport nella giunta a guida Zingaretti, nel 2013 è stata l’unica donna candidata alle primarie del Pd per la corsa a sindaco di Roma. Dal 2018 è membro del Senato della Repubblica.

 

Senatrice Prestipino, che chances ci sono per un Conte ter?

“Diciamo che la situazione si sta avvitando su se stessa ma è anche normale perché nelle crisi di governo ci sono sempre tattiche e strategie. Le carte non si scoprono mai all’inizio. Successe solo per il mandato alla formazione del Conte bis, perché l’alleanza giallorossa si era consolidata e quindi al primo colpo fu dato l’incarico a Conte dal presidente Mattarella. Ma oggi la situazione è più ingarbugliata perché abbiamo avuto l’uscita di un alleato che è Italia Viva. E c’è un gioco al tatticismo che non permette di vedere chiaramente elementi per un reincarico al premier uscente, ma da quello che capisco nemmeno per un mandato esplorativo. Che in caso si darà a una figura terza, istituzionale”.

 

Il Pd ha ribadito in tutte le sedi e anche al capo dello Stato in sede di consultazione che l’incarico va dato a Conte. C’è la possibilità che al Nazareno cambiate idea?

Sen. Prestipino: “Il Pd ha mantenuto una sua linea di coerenza. Abbiamo sempre visto Conte come un punto di equilibrio politico tra noi e i Cinquestelle. E’ chiaro che se Italia Viva, come ha fatto neanche tanto velatamente trasparire, non è d’accordo con il Conte Ter sta al presidente Mattarella trovare una soluzione che stia bene a tutti. E abbiamo visto che anche la destra va un po’ in ordine sparso. Apparentemente affermano di essere uniti ma poi, se si vedono le singole dichiarazioni, Salvini un giorno dice sì al governo di centrodestra, poi dice andiamo al voto, poi sì al governo istituzionale. La Meloni invece spinge solo per il voto anticipato e Berlusconi nicchia tra una posizione filogovernativa e una più oltranzista. Pure loro non è che abbiano le idee molto chiare. Non sarà facile per Mattarella. Un bel nodo di Gordio”. 

 

Ieri Renzi ha detto chiaramente rivolgendosi a voi ex alleati: “dicano se ci vogliono”. Quindi, si attende un riconoscimento ufficiale del ruolo di Italia viva. Bisogna riparlare con lui?

Sen. Prestipino: “Il problema è che la crisi l’ha l’aperta Italia Viva che deliberatamente ha scelto di far uscire due ministre. E’ chiaro che oggi il Pd pur di salvare il Paese, di dare sicurezza ai cittadini, proseguire con il piano di vaccinazione che purtroppo ha subito un brusco arresto, pur di dare insomma le riposte che il Paese si attende, sceglie il dialogo. Oggi i sondaggi ci dicono che l’80% degli italiani vuole un governo, non andare alle urne. Il Partito democratico ha assunto una posizione responsabile. Ma credo anche che il problema sia tutto tra Italia Viva e i Cinquestelle perché adesso lo scontro titanico è tra di loro. Ma se Conte non è riuscito a trovare i numeri dico che alla fine bisogna essere oggettivi perché in politica i numeri contano. E con i numeri attuali al Senato non riusciamo a fare un progetto di legislatura, né le riforme. Per cui come ha detto bene Franceschini per stare tranquilli bisogna allargare la maggioranza e raggiungere quota 170 al Senato e 330-340 alla Camera. Ma ripeto. Lo scontro è tra Iv e M5S. La delegazione pentastellata salirà oggi al Quirinale. Vediamo cosa diranno”.

 

Barbara Lezzi che fa capo all’aerea di Di Battista ha dichiarato che Renzi “è inaffidabile, riaprirebbe la crisi nel giro di poco tempo. Se lui rientra”, ha detto, “non voto la fiducia al governo”.

Sen. Prestipino: “Poi però devono spiegare agli italiani come vanno avanti col governo. Per governare ci vogliono i numeri perché la nostra è una Repubblica parlamentare ed è il Parlamento che vota la fiducia. E se c’è il veto su Italia Viva e di ‘responsabili’ se ne sono trovati la metà, purtroppo di possibilità non è che ce sono molte altre. E se tutti dicono che sarebbe una follia andare al voto una sorta di compromesso sui numeri alla fine bisognerà pur trovarlo”.

 

Ma c’è da fidarsi di Renzi?

Sen. Prestipino: “Non vedo alternative che la fiducia reciproca altrimenti si romperà tutto definitivamente. Renzi non ha interesse ad andare al voto. Anche lui ha interesse a trovare una via d’uscita. Mi auguro per il bene del Paese”. 

 

A proposito di alternative, il senatore azzurro Renato Schifani ha dichiarato che serve “un’assunzione collettiva di responsabilità” e non esclude un governo di unità nazionale. 

Sen. Prestipino: Pure il senatore Sisto ha detto che non si può restare indifferenti all’appello del presidente della Repubblica in merito a un governo di salvezza nazionale. Ma Salvini, che oggi invoca un governo unito del centrodestra, è lo stesso che tre anni fa ha mollato Berlusconi per farlo con i cinquestelle. L’unità dell’opposizione è tutta apparente. Salvini e Meloni non si possono vedere perché ognuno dei due teme l’altro. D’altro canto Berlusconi guarda con diffidenza Salvini perché non ha dimenticato che tre anni fa ha fatto l’alleanza con i grillini. Il Cavaliere è un politico abilissimo e le dichiarazioni dei suoi fedelissimi lasciano intravedere scenari diversi da quelli che per esempio enuncia Tajani, schiacciato di più su posizioni salviniane. L’unica che vuole andare al voto è la Meloni che ha fretta di incassare i successi che le attribuiscono i sondaggi. Anche nel centrodestra si sta giocando a carte coperte”.

 

I tempi di soluzione di questa crisi saranno lunghi?

Sen. Prestipino: “Da cittadina e da parlamentare auspico che siano più brevi possibili perché in un momento drammatico e di grande sofferenza come quello che viviamo non possiamo permetterci di perdere altro tempo. Mi metto nei panni dei cittadini che incontro e che sono basiti per quello che sta succedendo. Hanno ragione perché tutto si aspettavano gli italiani tranne che in un momento così difficile a peggiorare la situazione ci fosse una crisi politica. Auspico davvero che si faccia in fretta. Ma l’esperienza di politico navigato mi dice che di tempo ce ne vuole ancora. La soluzione alla fine ci sarà però non sarà domani”.

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