Le posizioni

Consultazioni, governo Draghi: Salvini apre e Conte è grillino

Le consultazioni di Draghi proseguono stamattina dalle 11 con la Lega e alle 12:15 con il M5s, con diretta dal Quirinale. Salvini apre e Conte è grillino

Consultazioni, governo Draghi: Salvini apre e Conte è grillino

Le consultazioni di Draghi proseguono stamattina dalle 11 con la Lega e alle 12:15 con il M5s, con diretta dal Quirinale. Su questi due partiti, si gioca dunque l’equilibrio della nuova maggioranza che sosterrà il nuovo governo Draghi. 

 

Consultazioni governo Draghi: Lega apre e chiede ministri

Sul fronte Lega, Matteo Salvini apre ad un governo Draghi ma chiede che ministri del suo partito ne facciano parte: “Se ci siamo, non facciamo le cose a metà”. E poi, il desiderio: “Vorrei che ne facessero parte tutti”. Salvini, dopo le pressioni dai big del partito, tra cui Giorgetti che ha paragonato l’ex numero uno della Bce a Cristiano Ronaldo, l’ala veneta che ha chiesto “responsabilità” e gli euroscettici arrivati addirittura a lanciare segnali di apertura, l'ex ministro si è detto ora possibilista sulla partecipazione della Lega al nuovo governo Draghi: “Se ci sono spazi, ci siamo”. Po nel pomeriggio di ieri l'apertura si è fatta più convinta: “Non sono per le mezze misure: se sei dentro dai una mano, ti prendi onori e oneri. I governi tecnici alla Monti li abbiamo già provati. Mi piacerebbe che ci fossero tutti. Mattarella ha chiesto di fare un passo avanti ed ora si deve pensare all’interesse del Paese e non a quello dei partiti”. “Io ricordo che nel dopoguerra nei governi c’erano tutti – ha poi dichiarato a SkyTg24 – Dopo ognuno ha ripreso la sua via ma penso che questo sia un momento tale per cui ci sia bisogno delle energie di tutti”. E dunque sulla possibilità di governare anche con il M5s Salvini dice: “Chi sono io per dire tu no?”. 

Consultazioni governo Draghi: M5S si spacca, Grillo e Conte ci sono

Prima dell’incontro con il Presidente incaricato delle ore 12:15, i dirigenti pentastellati si riuniranno con Beppe Grillo e forse anche l’ex premier Conte, in un pre-vertice. Il fondatore del M5S oggi farà parte della delegazione che lo incontrerà. 

Una lunga telefonata, pare di due ore, tra Beppe Grillo e Mario Draghi ha aperto alla partecipazione del MoVimento 5 Stelle nel governo Draghi. L'ex premier si è candidato come leader federatore di una nuova alleanza che comprende, oltre al M5s, anche Partito Democratico e Liberi e Uguali ma secondo Il Corriere della Sera, il Partito Democratico avrebbe proposto a Conte la candidatura a sindaco di Roma o quella in un collegio toscano vacante. Il M5s gli avrebbe invece offerto di entrare al governo come ministro degli Esteri di cui si parlava già nei giorni scorsi. 

Gli altri due ostacoli, forse ancora più ostici del nodo Conte sono: 1) convincere gli eletti a votare sì ad un governo del Presidente. Al momento secondo i calcoli del Corriere, al Senato si è partiti con "85 contrari su 92 e ora siamo a 15, che potrebbero diventare 8-10: chi vota contro rischia l’espulsione" e 2) il voto degli iscritti su Rousseau

 

Intanto Mario Draghi incassa il via libera di Italia viva, di Forza Italia e Pd mentre resta il no, annunciato, di Giorgia Meloni.

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