Vaccini anti-Covid

Vaccini prodotti in Italia, aziende pronte in Veneto e Lazio

Ottimista il commissario Arcuri. Ok da Fidia ad Abano Terme e Advent a Pomezia per produrre vaccini Pfizer, Moderna e AstraZeneca. Si attende via libera UE

Vaccini prodotti in Italia, aziende pronte in Veneto e Lazio

Dopo i ritardi nella consegna delle dosi da parte delle aziende farmaceutiche, arrivano buone notizie sul fronte della produzione di dosi, per incrementare la campagna vaccinale. Anche aziende italiane potrebbero mettere a disposizione i propri stabilimenti. Si tratta di Fidia, società con sede ad Abano Terme (Padova), che potrebbe realizzare il siero di Pfizer e Moderna, e di Advent, di Pomezia, già impegnata nell’infialamento delle dosi di AstraZeneca. Semaforo verde anche dal Commissario straordinario per l’emergenza sanitaria, Domenico Arcuri.

Ecco come e dove potrebbero essere prodotti i vaccini, sul territorio italiano.

 

Fidia, pronta per realizzare vaccini Pfizer e Moderna

La prima a fornire disponibilità per la produzione dei vaccini nei propri stabilimenti è stata Fidia, società farmaceutica di Abano Terme, in Veneto, una Regione che fin dai giorni scorsi avevano ventilato l’ipotesi di realizzare vaccini sul proprio territorio. L’azienda, che da anni produce vaccini ad uso umano per conto terzi (senza commercializzarli) e lo scorso maggio si era disponibile anche per il siero anti-Covid, ha ribadito la propria disponibilità «nel rispetto degli accordi in essere con gli attuali partners». Si trattarebbe di realizzare i vaccini Pfizer e Moderna.

 

Advent, collaborazione con AstraZeneca

Nel Lazio, è la Advent ad essere già impegnata con specifici accordi con AstraZeneca. Al momento nella sua sede di Pomezia, la società del gruppo Irbm si occupa di realizzare le fiale del vaccino di Oxford.

 

Arcuri: “Noi pronti, serve via libera europeo"

Un’apertura è arrivata dal Commissario straordinario all’emergenza Covid, Domenico Arcuri, secondo cui noi, come Italia, siamo «pronti a mettere a disposizione gli stabilimenti italiani per accelerare la produzione di vaccini».

«Ci sono facilities italiane – ha proseguito Arcuri - che sarebbero capaci di aumentare le quantità di vaccini prodotti, la discussione è in corso a livello europeo e auspichiamo che vada a buon fine. In quel caso saremo pronti a mettere a disposizione gli stabilimenti italiani». «L'Italia insieme a qualche altro Paese Ue ha promosso questa istanza in seno alla Commissione a causa della scarsità di dosi. So che c'è un lavoro istruttorio in corso da parte dell'Ue, ma non è una cosa semplice. C'è bisogno che i produttori siano d'accordo».

 

Johnson & Johnson, chiesta l’approvazione Ema

Intanto anche la Johnson & Johnson ha chiesto l’autorizzazione all’Ema, l’Agenzia europea per il farmaco, per la commercializzazione del proprio vaccino nell’Ue. In questo caso si tempi potrebbero essere più rapidi «candidato vaccino J&J, ci stiamo già attrezzando per capire la tempistica per l’approvazione. Credo che a inizio marzo dovremmo esserci» ha detto Marco Cavaleri, responsabile vaccini e prodotti terapeutici Covid dell’Agenzia europea del farmaco (Ema), intervenuto su Radio Capital.

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