Golpe in Myanmar

Myanmar, scatta la legge marziale. Chiesto un intervento urgente Onu

Al quarto giorno di proteste l’esercito spara con cannoni ad acqua sulla folla, soprattutto giovani. Il presidente Usa, Joe Biden, cerca la sponda indiana

Preoccupa la situazione in Myanmar, dopo il Golpe armato che ha portato all’arresto, tra gli altri, della leader del partito democratico Aung San Suu Kyi. I vertici militari che hanno preso il potere hanno respinto la richiesta degli Stati Uniti di poter parlare con la donna, già Premio Nobel per la Pace. Intanto l’Unione europea e il Regno Unito hanno chiesto la convocazione urgente di un summit dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per affrontare il nodo della violazione dei diritti umani.

Il tutto mentre l’esercito ha fatto ricorso ai cannoni ad acqua per disperdere la folla di manifestanti, soprattutto giovani, e ha imposto la legge marziale.

 

La repressione armata

Il regime golpista che ha preso il potere una settimana fa ha imposto la legge marziale, lanciando un messaggio chiaro ai manifestanti che da quattro giorni invadono le strade del Myanmar e in particolare quelle del distretto di San Chaung di Yangon, la più grande città del Paese. Qui sono stati vietati cortei e assembramenti, ma decine di insegnanti sono scesi in piazza sfilando nelle scorse ore lungo la via principale e sfidando così le autorità militari.

Non si è fatta attendere la reazione: l’esercito ha sparato con cannoni ad acqua per disperdere la folla.

 

Doccia fredda agli Usa: “Niente incontri con Aung San Suu Kyi”

La Birmania ha respinto la richiesta americana di poter parlare alla leader del paese, Aung San Suu Kyi. A renderlo noto è stato il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Ned Price, che nel briefing con la stampa ha chiarito: “Siamo molto preoccupati”.

Price ha aggiunto: “Stiamo con il popolo birmano e sosteniamo i loro diritti di riunirsi pacificamente, comprese le proteste pacifiche a sostegno del governo democraticamente eletto”.

 

Ue e Regno Unito: “Subito un vertice Onu”

L’Unione europea e il Regno Unito hanno chiesto una riunione d'urgenza del Consiglio dei diritti umani dell'Onu, come confermato dall’ambasciatore britannico a Ginevra, Julian Braithwaite. “Insieme all'Ue - ha spiegato - abbiamo presentato una richiesta per una sessione speciale sulle implicazioni per i diritti umani della crisi in Myanmar”.

 

Usa cercano l’appoggio dell’India 

Il presidente Usa intanto cerca l’appoggio dell’India in chiave anti-golpe. Joe Biden ha avuto un colloquio telefonico con l'omologo Narendra Modi spiegando che, oltre a una collaborazione economica, "il presidente ha sottolineato il suo desiderio di difendere le istituzioni e le norme democratiche in tutto il mondo e ha osservato che un impegno condiviso sui valori democratici è fondamentale nelle relazioni Usa-India. Hanno inoltre deciso che lo stato di diritto e il processo democratico devono essere sostenuti in Myanmar".

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