Ritratti di Governo

Luciana Lamorgese resta al vertice del ministero dell’Interno

Lamorgese, l’anti-Salvini confermata al Viminale: apprezzato il suo stile di ‘prefetto’ al servizio dello Stato. Ma il leader di via Bellerio già la attacca

Luciana Lamorgese resta al vertice del ministero dell’Interno

Chiamata nel secondo governo Conte per prendere il posto del leghista Matteo Salvini, Luciana Lamorgese si è distinta per stile e dedizione a capo del Viminale. Prefetto, potentina, arriva nel settembre 2019 alla guida di uno dei ministeri più difficili ma anche più importanti dell’apparato pubblico e che comprende il Dipartimento della Pubblica sicurezza. Prestata alla politica mostra da subito il distacco del servitore dello Stato che, per formazione e disciplina, non gradisce esternazioni superflue.

 

Si distingue da chi l’ha preceduta e non raccoglie provocazioni anche quando, con grande decisione, lavora per cambiare i decreti sicurezza voluti dal leader leghista. E’ sui flussi migratori e la gestione dei nuovi sbarchi che cerca senza sosta soluzioni nel rispetto della dignità delle persone. Centellinate le sue apparizione pubbliche. Misurate le parole, contenute le dichiarazioni. La Lamorgese conosce molto bene il Viminale e cosa significa essere dentro lo Stato. La sua carriera prefettizia l’ha portata in città diverse, da Milano e Venezia. Capo di gabinetto dei ministri Alfano e Minniti, conosce il potere ma lo esercita con sobrietà.

 

La riconferma come ministro dell’Interno è un riconoscimento al suo operato. Un profilo il suo che in linea con lo stile Draghi, poco avvezzo agli eccessi, molto orientato al servizio. Sessantasette anni, due figli, marito infettivologo, quando ha dovuto si è difesa però dagli attacchi di Salvini. Che anche adesso appena nato il nuovo governo e pur nella stessa coalizione non le risparmia critiche. Né a lei, né al ministro della Salute. “Speranza e Lamorgese o cambiano marcia, modulo, approccio e sprint oppure se vanno avanti come sono andati avanti nell’ultimo anno e mezzo avranno bisogno di aiuto e sostegno”. Siamo solo all’inizio ma il leader di via Bellerio già fa la voce grossa e non sotterra l’ascia di guerra.

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