la mappa dei ristori

Ristori: a chi e dove sono andati i contributi del decreto Rilancio

Quali attività commerciali hanno maggiormente beneficiato dei contributi a fondo perduto del primo decreto Rilancio e quali Regioni? Riflessioni sui Ristori

Il governo Draghi si trova a dover rimettere mano ai ristori ma prima sembra intenzionato ad approvare il decreto Ristori 5 ereditato dal Conte bis senza apportare grandi modifiche, per indennizzare le attività maggiormente colpite dalla pandemia per le chiusure di inizio anno.

 

Solo nel 2020 sono stati elargiti dallo Stato 10 miliardi di euro di contributi a fondo perduto, 6,6 miliardi di euro con il solo decreto Rilancio: a chi sono andati gli indennizzi e dove?

 

Contributi fondo perduto: a chi sono andati i 6,6 miliardi del decreto Rilancio

Il settore della ristorazione e la regione Lombardia sono risultate tra le attività e le zone che hanno maggiormente beneficiato dei contributi a fondo perduto elargiti con il decreto Rilancio, 6,6 miliardi di euro che sommati con gli altri ristori del 2020 sono arrivati ad un totale di 10 miliardi di euro.

 

Quali attività commerciali hanno maggiormente beneficiato dei contributi a fondo perduto del primo decreto Rilancio?

Secondo quanto riportato da La Repubblica i 6,6 miliardi di euro stanziati sono andati:

  • al commercio al dettaglio 930 milioni di euro;

  • all’ingrosso 670 mln;

  • alla ristorazione 630 mln;

  • ai lavori di costruzione specializzati 528 mln;

  • alle coltivazioni agricole 379 mln;

  • alla costruzione di edifici 331 mln.

 

Quali le regioni d’Italia che hanno maggiormente beneficiato degli indennizzi?

  • Lombardia con oltre 1,2 miliardi di euro (421 milioni a Milano);

  • Veneto con 678 milioni;

  • Emilia Romagna con 636 mln;

  • Toscana con 563 mln;

  • Lazio con 532 mln (407 mln a Roma).

 

In coda il Molise con 30 milioni di euro e la Valle d'Aosta con 15 milioni di euro.

 

Ristori 5: governo Draghi al lavoro sui nuovi contributi a fondo perduto

Sulla base di queste informazioni il governo Draghi si troverà a studiare un nuovo modello di indennizzi, ma solo dopo l’approvazione del decreto Ristori 5 ormai in dirittura d’arrivo, forse entro la fine del mese di febbraio, con circa 10 miliardi da destinare ai contributi a fondo perduto.

 

Le misure contenute nel nuovo provvedimento che mira ad indennizzare le attività maggiormente colpite dalla pandemia nei primi mesi dell’anno, infatti, non dovrebbe subire importanti variazioni rispetto a quanto predisposto dal Conte bis prima della crisi di governo, vista l’urgenza di ricevere aiuti da parte di imprese e famiglie.

 

Draghi sembra intenzionato ad ampliare la platea dei beneficiari dei contributi a fondi perduto, eliminando il vincolo dei codici Ateco, inglobando nel bonus 1000 euro anche i non titolari di Partita Iva, gli stagionali, gli autonomi e gli intermittenti.  

 

Per il futuro l’esecutivo guidato dall’ex governatore della Bce ha intenzione di approvare decreti e Dpcm entro una settimana dall’entrata in vigore e ristori che vanno di pari passo con le chiusure.

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