Golden Globe

Laura Pausini vince il Golden Globe con “Io sì/Seen”. Tutti i premi

La cantante italiana ottiene il riconoscimento per la miglior canzone del film “La vita davanti a sé” con Sofia Loren e diretto dal figlio Edoardo Ponti

Laura Pausini vince il Golden Globe con “Io sì/Seen”. Tutti i premi

E’ uno dei riconoscimenti più ambiti e Laura Pausini è riuscita a ottenerlo: la cantante italiana ha infatti vinto il Golden Globe per la miglior canzone originale "Io sì/Seen" da "La vita davanti a sé" di Edoardo Ponti, alla 78esima edizione dei premi che sono attribuiti ogni anno dai membri della Hollywood Foreign Press e che sono considerati “l’anticamera degli Oscar”.

 

La vittoria di Laura Pausini

Da sempre considerati “l’anticamera degli Oscar”, quest’anno i Golden Globe preceduti da alcune polemiche e da qualche ritardo. La cerimonia, infatti, è stata spostata da gennaio al 28 febbraio a causa della pandemia. Per la quarta volta insieme a fare gli onori di casa c'è stata la consolidata coppia di conduttrici Tina Fey e Amy Poehler, regine di "Saturday Night Live". Ma, in questa edizione, divise: una al Rainbow Room di New York. l'altra al tradizionale Beverly Hilton Hotel a Los Angeles.

L’ambito riconoscimento per la miglior canzone originale è andato a Laura Pausini, interprete di “Io sì/Seen” dal film di Edoardo Ponti “La vita davanti a sé”, interpretato dalla madre del regista, Sophia Loren. Si tratta di una pellicola tratta dal romanzo di Romain Gary del 1975, ambientato nella Parigi del dopoguerra. Ma Ponti, regista, sceneggiatore insieme a Ugo Chiti e figlio della splendida Loren, ha deciso di ricollocare la storia in una Bari odierna, dove culture, religioni e povertà condividono spazi comuni nei quartieri crocevia di umanità.

 

Il miglior film e gli altri premi

A vincere tra i film, invece, è stato "Nomadland" di Chloe Zhao, che è così diventata anche la seconda regista donna dal 1984 (quando fu premiata Barbra Streisand con "Yentl") a ottenere questo riconoscimento. Zhao ha ottenuto anche il globo d'oro per il miglior film drammatico. "Nomadland è un pellegrinaggio attraverso il dolore e la guarigione", ha dichiarato Zhao collegata in remoto.

"Borat" ha invece conquistato il premio più importante nella categoria dei film comici e il suo autore, Sasha Baron Cohen, ha sbaragliato la concorrenza come miglior attore protagonista. "Grazie alla giuria di tutti i bianchi" ha ringraziato, collegandosi da casa e lanciando una frecciata alla Hfpa, i cui 87 membri non includono un solo giornalista di colore.

 

Le polemiche razziste

Proprio per rispondere alle polemiche della vigilia su questo fronte, la Hfpa ha assegnato a due attori di colore, Daniel Kaluuya e John Boyega, i primi due premi della serata andata in onda sulla Nbc. Scontato invece il riconoscimento postumo come miglior attore protagonista a Chadwick Boseman: la star di "Black Panther" morto di cancro l'anno scorso, che con "Ma Rainey Black Bottom" ha regalato l'ultima interpretazione della sua carriera.

Infine, il premio alla carriera intitolato a Cecil B. DeMille è andato a Jane Fonda, mentre tra gli altri premi Jodie Foster ha ottenuto il riconoscimento come migliore attrice non protagonista per "The Mauritanian"; "Soul" miglior film d'animazione e miglior colonna sonora (a Trent Reznor, Atticus Ross, Jon Batisteper) e "Minari" miglior film straniero. Torna a casa a mani vuote, invece, "Mank" di David Fincher che partiva da 6 candidature.

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