La lotta alla pandemia

Speranza: “Curva risale ancora, non facili le prossime settimane”.

Garante Privacy su certificati vaccinali: “Serve legge ad hoc per tutela dati sensibili”. AstraZeneca disposta a cedere licenze per produrre il vaccino.

“La curva dei contagi è in risalita, le prossime settimane non saranno facili”. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, mette ancora in guardia su una pandemia che non dà tregua e per la quale “bisognerà accelerare la campagna vaccinale”. Oggi, dice il titolare della Sanità, “i numeri vanno nella direzione giusta ma devono ancora crescere”. Intanto, dalla Commissione europea la presidente, Ursula Von der Leyen, annuncia la presentazione entro marzo di “una proposta legislativa per il pass verde digitale. L’obiettivo”, dice, “è certificare che le persone sono state vaccinate. Il tutto rispettando la protezione dei dati, la sicurezza e la privacy”.  E per tutelare i dati sensibili in Italia interviene oggi il Garante della Privacy. Che, nelle ipotesi in cui si ricorra ai ‘passaporti’ vaccinali anche digitali, richiama “l’attenzione di decisori pubblici e degli operatori privati sull’obbligo di rispettare la disciplina sulla protezione dei dati personali” e sulla necessità che “il loro trattamento sia oggetto di una norma di legge nazionale, in modo da realizzare un equo bilanciamento tra interesse pubblico e interesse individuale alla riservatezza”. Nella nota dell’autorità Garante si legge anche che “in assenza di tale base giuridica normativa l’utilizzo in qualsiasi forma, da parte di soggetti pubblici e di soggetti privati fornitori di servizi destinati al pubblico, di app e pass destinati a distinguere i cittadini vaccinati dai cittadini non vaccinati, è da considerarsi illegittimo”.

 

AstraZeneca: i 20 stabilimenti che producono non sono solo nostri 

Una buona notizia sul fronte dell’accelerazione della campagna nazionale di vaccinazione, a cui il governo di Mario Draghi sta lavorando, potrebbe essere quella che arriva da AstraZeneca. Che sarebbe disposta a “cedere le licenze di produzione per far sì che si possa accelerare” il processo. “E’ quello che abbiamo fatto negli ultimi mesi: i 20 stabilimenti di produzione non sono solo nostri”, ha detto oggi Lorenzo Wittumamministratore delegato della società in Italia. “Abbiamo” però “bisogno di un partner capace di gestire il processo di produzione perché il trasferimento tecnologico non è assolutamente facile”.

Il partner deve avere “capacità di produzione di decine di milioni al mese”. AstraZeneca sarebbe, peraltro, in contatto con l’Aifa, Agenzia italiana del farmaco, perché il ‘suo’ vaccino anti-Covid possa essere destinato anche agli over 65. “E’ una decisione che deve prendere l'Aifa con il ministero della Salute, ma abbiamo dalla Scozia dati aggiuntivi che possono essere utili. In Francia e in Germania si sta già valutando questa ipotesi, vedremo nei prossimi giorni”, riferisce Wittum. Che precisa: secondo la “scheda tecnica dell'Ema, il vaccino è approvato dai 18 anni”.

 

J&J ottiene disco verde da Fda, ora aspetta Ema

Altra novità è quella che riguarda Johnson & Johnson. Ieri la Food and Drugs Administration (Fda) ha dato il via libera definitivo per un uso di emergenza al siero monodose prodotto dalla società americana. Si tratta del terzo vaccino statunitense dopo quelli sviluppati da Pfizer- BioNTech e Moderna.  Secondo la Fda sarebbe “altamente efficace nel prevenire le formi gravi di Covid-19, incluse quelle derivanti dalle nuove varianti”. Johnson & Johnson ha stabilimenti per produrre il vaccino, che è a dose singola, anche in Europa. In particolare in Belgio, Olanda e Italia attraverso partnership con aziende come Catalent che da noi è attiva in provincia di Frosinone. Proprio su nuovi canali di approvvigionamento starebbe puntando il governo. Per imprimere un cambio di passo all’organizzazione della campagna, secondo quanto scrive oggi il quotidiano il Messaggero, il premier Draghi sarebbe anche in procinto di conferire la delega come consigliere per la sicurezza al neo sottosegretario ai Servizi, Gabrielli. Che così gestirebbe anche l’emergenza legata alla pandemia in tandem con il nuovo capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio e il Generale di Corpo d'Armata Francesco Paolo Figliuolo nuovo commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 che sostituisce Domenico Arcuri.

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