La sfida di Zingaretti

Il ‘laboratorio Lazio’ per anticipare l’asse con Conte sui sindaci

Il segretario dem preme per l’alleanza con il M5S nelle realtà in cui è già possibile. In attesa di candidature comuni nelle città che andranno al voto

L’ “interlocuzione è aperta” e “nel caso ci sarà una consultazione su Rousseau". Roberta Lombardi, consigliera regionale del Lazio e interlocutrice privilegiata per il M5S del presidente della Regione, Nicola Zingaretti, minimizza e prende tempo. Ma in realtà pare che l’operazione per l’ingresso dei pentastellati in Giunta sia ormai cosa fatta.

 

Anzi, la stessa Lombardi viene data come futura assessora alla Transizione ecologica e a un’altra consigliera 5S dovrebbe andare un secondo assessorato. Nei due partiti – Pd e Movimento - fervono le consultazioni locali su un rimpasto che rappresenta l’evoluzione naturale di un processo cominciato a inizio legislatura. E che vede nella ‘pax zingarettiana’ – così la chiamano nei corridoi della Pisana - il vessillo dei rapporti tra maggioranza e opposizione.

 

Come ammette l’esponente 5Stelle in un’intervista al Messaggero: “Dal 2018 abbiamo fatto un’opposizione utile, scegliendo di essere meno isolazionisti. Allora ci siamo parlati e cercando l’intesa su un programma abbiamo trovato 6-7 punti di incontro”. Che in politichese significa che 5S e dem in Consiglio non si sono mai fatti la guerra, anche se i grillini avrebbero dovuto e potuto. “Ora il fatto che l’assessora al Bilancio, Sartore, sia andata al Mef lasciando la Giunta (è appena stata nominata sottosegretaria di Stato, ndr), ha creato un’occasione, ma nulla è deciso”, dice Lombardi. Eppure, anche se si dovrà passare dagli organi regionali delle forze politiche coinvolte, è assodato che il terreno sia pronto per il lancio del ‘laboratorio Lazio’: la testa d’ariete di Zingaretti per rompere reticenze e perplessità, anche interne al suo partito. E spianare la strada all’alleanza con il 5Stelle dell’era contiana a Roma, Torino, Milano, Napoli Bari e Bologna e negli oltre mille comuni che nei prossimi mesi dovranno rinnovare i consigli ed eleggere i nuovi sindaci.

 

La battaglia interna al Pd

Con il viatico della Pisana Zingaretti conta di sfondare in primis il muro romano della scelta dell’aspirante sindaco. In cui resta da raggirare lo scoglio più grosso: l’auto-ricandidatura di Virginia Raggi. Ma quella del segretario è principalmente una battaglia interna al Pd, in cui spera di far passare la linea delle candidature comuni. Se l’esito delle urne gli darà ragione riuscirà a tamponare l’onda d’urto delle liti tra correnti con le minoranze sul piede di guerra: segretario vincente non si cambia. Le elezioni amministrative di primavera- o d’autunno se il governo deciderà di prorogarle causa pandemia - potrebbero blindare la leadership del governatore del Lazio in vista di una fase congressuale che a quel punto sarebbe lecito non anticipare.

 

L’arrivo di Conte alla guida del Movimento è però un’arma a doppio taglio. Se da un lato l’ex premier è in perfetta sintonia con Zinga sulla scelta del campo di azione, ovvero il centrosinistra, dall’altro con il suo potenziale elettorale potrebbe spostare il peso dei grillini. E nemmeno di poco. Secondo i sondaggi con ‘l’avvocato del popolo’ i 5S sfiorerebbero quota 22%. Ad essere intaccato sarebbe il bacino d voti piddino che perderebbe oltre 4 punti scendendo al 14, 2%. Più che un alleato Conte diverrebbe un competitor.

Il capogruppo Pd al Senato, Andrea Marcucci, intanto avverte: l’alleanza con il M5S non è l’unica strada che si può percorrere. “Dipende dalla legge elettorale”, spiega riferendosi al quadro nazionale e alle elezioni politiche. “Il proporzionale con soglia di sbarramento alta, che è il sistema proposto dal Pd, non prevede la creazione di alleanze prima delle elezioni. Qualora rimanesse una legge con i collegi, bisognerebbe prima fare una verifica programmatica. E’ chiaro che si deve partire dalle cose che vanno fatte, da un'idea di paese comune”. Quanto al ruolo dell’ex inquilino di Palazzo Chigi Marcucci sottolinea che se “è diventato un potenziale alleato il ruolo è diverso da quello di federatore di una potenziale alleanza”.

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