Caos Nigeria

Nigeria, liberate 279 studentesse. Attacco jihadista, nessun ferito

Il Paese africano è sotto pressione da parte di gruppi Isis. Rilasciate le studentesse rapite la scorsa settimana. Intanto, nuovo attacco contro l’Onu

Sono in buona salute le 279 studentesse adolescenti rapite venerdì scorso dal loro collegio a Jangebe, nel nord-est della Nigeria e rilasciate questa mattina. La liberazione è avvenuta all'alba. Adesso le giovani si trovano nei locali del governo di Zamfara, come annunciato dal Governatore dello stato, Bello Matawalle.

Ma il Paese è nel caos: solo poche ore fa un gruppo terrorista aveva assaltato una base delle Nazioni Unite e un campo militare.

 

Liberate le studentesse adolescenti: “Stanno bene”

"Sono felice di annunciare che le ragazze sono state rilasciate. Sono appena arrivate al palazzo del governo, e sono in buona salute”. Ad annunciarlo è stato il Governatore, Bello Matawalle. Al momento è stato reso noto che nessuna giovane mancherebbe all’appello. Secondo quanto aveva detto inizialmente la polizia, le studentesse rapite venerdì erano più di 300, ma sabato ne erano già state liberate 38. Il funzionario non ha chiarito se sia stato pagato un riscatto per la loro liberazione.

 

Attacco jihadista contro l’Onu

Intanto, nelle scorse ore è entrato in azione un gruppo di terroristi dello Stato islamico in Africa occidentale (Iswap), una costola di Boko Haram. Il commando ha invaso la città di Dikwa, lunedì sera, attaccando contemporaneamente un campo militare e una base delle Nazioni Unite. A riferirlo è stato un ufficiale dell’esercito ad AFP, con una versione confermata da una fonte umanitaria in condizione di anonimato, che ha raccontato che “la base umanitaria è stata incendiata dai combattenti ma finora nessun dipendente è stato colpito”.

Il gruppo di jihadisti ha cercato di entrare in un bunker dove si erano rifugiati 25 operatori umanitari. "Abbiamo 25 dipendenti che si sono rifugiati in un bunker, in cui gli insorti stanno ora cercando di penetrare" aveva riferito la fonte umanitaria.

 

I precedenti

Non è la prima volta che gruppi di terroristi vicini all’Isis entrano in azione in Nigeria. Tre anni fa, esattamente il 1° marzo 2018, i combattenti Iswap avevano attaccato un’altra base delle Nazioni Unite nella città di Rann, nel nord-est della Nigeria. Otto membri delle forze di sicurezza erano rimasti uccisi insieme a tre dipendenti nigeriani dell'Unicef e dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni.

Nel Paese sono frequenti gli attacchi dell'islamista Boko Haram. Nel 2016 il gruppo si è scisso: alla fazione originaria si è aggiunta quello dello Stato islamico in Africa occidentale (Iswap), riconosciuto dal gruppo Stato islamico.

 

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