La svolta anti-covid

Kurz, servono vaccini in Austria: “Non faremo più affidamento sull’Ue”

“Ema lenta” per Vienna che annuncia partnership con Israele segnando un cambio di rotta (dei first mover) rispetto alla strategia anti-covid di Bruxelles.

E da poco più di due ore che il tweet del Cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, ha raggiunto l’account della Presidente della Commissione Ursula Von der Leyen per annunciare un punto di svolta del Governo austriaco rispetto alla macro-strategia dell’Unione europea in materia di vaccini anti-pandemia.

Seppure nella consapevolezza di impegno e sforzi messi in atto da Bruxelles per accelerare la produzione e le consegne del farmaco necessario all’immunizzazione contro il coronavirus, Kurz scrive che “dobbiamo prepararci per ulteriori pericolose mutazioni #covid19 in tempo utile”. Un tono elegante per informare sulla collaborazione avviata fuori dalla partnership dell’Unione.

 

Nuove partnership dei “first mover” con Israele

Gli esperti stimano le vaccinazioni annuali per circa 6 milioni di austriaci. Ecco perché vogliamo lavorare a stretto contatto con #Denmark e #Israel nella ricerca e nella produzione di vaccini”, ha spiegato il Cancelliere questa mattina a chiari hashtag.

Un cambio di rotta indicato a 3 giorni dalla visita – nell’agenda di Kurz per giovedì - a Tel Aviv, dove incontrerà il Presidente Benjamin Nettanyahu per definire accordi di partnership. Non solo l’Austria, ma anche la Danimarca, ed altri Paesi chiamati ifirst mover”, non faranno più affidamento sulle partite di farmaco antivirus previste dai contratti firmati dall’Ue. Il nuovo interlocutore per produrre dosi di vaccino di seconda generazione per future mutazioni del coronavirus è ora Israele, con cui il sistema sanitario nazionale dell’Austria lavorerà “insieme alla ricerca di opzioni di trattamento”, ha detto Kurz. “L’obiettivo”, ha continuato, “di tornare alla normalità in estate è ancora realistico, ma sarà raggiunto solo gradualmente e solo se tutti facciamo la nostra parte”. E, sulle prospettive di espandere la cooperazione con i Paesi extra-Ue, ha confermato sia l’incontro preparatorio con le società farmaceutiche austriache che il viaggio del 4 marzo accompagnato dal Primo Ministro danese, Mette Frederiksen.

 

 

“EMA troppo lenta”, Kurz accelera anche su corsa ai test

L’assoluta priorità della cancelleria di Vienna è accelerare la produzione e l’approvvigionamento di vaccini. Ma stando ad un recente post sui social, l’Austria sembra anche stare un passo avanti ad altri Paesi Ue nella corsa all’effettuazione di test e tamponi per il monitoraggio dei contagi. Numeri che segnano record giornalieri di cui Kurz va particolarmente fiero.

Sulla voglia e necessità di accelerare con le campagne vaccinali, Kurz ha anche dichiarato che l’approccio mediato da Bruxelles “è stato fondamentalmente corretto, ma l’EMA è troppo lenta con le approvazioni dei vaccini e ci sono rallentamenti nelle consegne da parte delle aziende farmaceutiche”. Ragion per cui l’Austria considera di non fare solo affidamento sull’Ue, dato che il “fabbisogno della sola Austria è stimato a circa 30 milioni di dosi di vaccino”, mette in chiaro Kurz.

 

 

D’accordo sul green pass “comune”

A detta di Sebastian Kurz, “il passaporto verde digitale per coloro che sono stati vaccinati, testati e guariti è la possibilità di riconquistare la libertà di viaggio e le vecchie libertà in tutta Europa (...). La Commissione europea è al lavoro per elaborare proposte specifiche. Continuerò a esercitare pressioni in questa direzione a livello europeo”.

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