Indennizzi by Draghi

Fondo perduto con autocertificazione: come funzionerà Dl Sostegno 2021

I contributi a fondo perduto del decreto Sostegno o Indennizzi 2021 andranno a tutti i titolari Partita Iva. Servirà autocertificazione per calo fatturato

Fondo perduto con autocertificazione: come funzionerà Dl Sostegno 2021

Fari puntati sul decreto Sostegno o Indennizzi 2021, il primo dell’era Draghi contenente aiuti a imprese e famiglie colpite dalla crisi economica Covid per le chiusure e restrizioni di inizio anno.

 

Il provvedimento da 32 miliardi di euro arriverà entro venerdì o al massimo entro l’inizio della prossima settimana, con misure importanti che tra le tante cose prevedono l’erogazione di contributi a fondo perduto generalizzati per le attività maggiormente colpite dalla pandemia.

 

A cambiare non sarà solo la platea dei beneficiari (salta il vincolo dei codici Ateco) ma anche le modalità di calcolo e la comparsa dell’autocertificazione da inviare all’Agenzia delle Entrate per documentare il calo di fatturato.

 

Come cambiano i contributi a fondo perduto con il decreto Sostegno o Indennizzi

Gli italiani attendono con ansia l’approvazione del decreto Sostegno o decreto Indennizzi 2021, così potrebbe chiamarsi il provvedimento che nascerà dal decreto Ristori 5 messo a punto dal governo Conte II e poi passato nelle mani del nuovo esecutivo Draghi.

 

Il primo decreto dell’era Draghi contenente aiuti e indennizzi per le chiusure e restrizioni di inizio anno per limitare il diffondersi dei contagi Covid avrà a disposizione i 32 miliardi di euro dello scostamento di bilancio varato dal Parlamento a gennaio.

 

Molte le conferme rispetto al decreto Ristori 5, come il bonus 1000 euro Partite Iva, stagionali, autonomi e intermittenti, la proroga della cassa integrazione Covid e del blocco dei licenziamenti, la pace fiscale 2021 e il prolungamento della Naspi e del Reddito di emergenza (Rem) mentre a cambiare faccia saranno soprattutto i contributi a fondo perduto.

 

I nuovi indennizzi saranno erogati ad una platea più ampia di beneficiari, senza il limite dei codici Ateco, e avranno una differente modalità di calcolo.

 

Contributi a fondo perduto per tutti i titolari di Partita Iva con calo fatturato 33%

I nuovi contributi a fondo perduto dell’era Draghi saranno prima di tutto generalizzati, ossia rivolti a tutti i titolari di Partita Iva senza il vincolo del codice Ateco. In questo modo gli indennizzi spetteranno anche a quelle attività che in precedenza erano state dimenticate e che per errata valutazione non erano state ricomprese tra le imprese penalizzate dalla crisi economica legata alla pandemia.

 

Secondo alcune indiscrezioni gli indennizzi andranno a quelle attività che hanno subito un calo del 33% del fatturato su base annuale e non più confrontando i dati di aprile del 2020 con quelli del 2019 come avvenuto in precedenza.

 

Spunta poi l’autocertificazione da inviare all’Agenzia delle Entrate per attestare il possesso dei requisiti e la perdita di fatturato.

I contributi a fondo perduto dovrebbero mantenere il limite massimo di 150 mila euro e spetteranno esclusivamente alle aziende con un fatturato non superiore ai 5 milioni di euro.

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