La dipartita

Orban ritira da PPE i 13 eurodeputati del suo partito all’Eurocamera

L’approvazione della contestata riforma delle regole interne sulle sospensioni scatena la mossa a “effetto immediato” annunciata dal leader di Fidesz

Orban ritira da PPE i 13 eurodeputati del suo partito all’Eurocamera

Viktor Orban, Premier ungherese e leader di Fidesz, ha annunciato il ritiro di tutti e 13 i suoi eurodeputati dal Partito popolare europeo (PPE), a seguito di una contestata riforma dei suoi regolamenti interni al gruppo, il più grande all’Europarlamento. Una decisione ad “effetto immediato”, comunicata apertamente anche sui social  (Twitter e Facebook), in reazione all’ipotesi di una procedura semplificata di esclusione dal PPE dei membri eletti che non restino allineati alle regole di partito. E che Orban denuncia parlando di un metodo “antidemocratico, ingiusto e inaccettabile”.

 

PPE: nuovo regolamento sulle sospensioni

Il Partito popolare europeo (PPE) dichiara in una nota di rispettare e accogliere con favore il voto a maggioranza sull’adozione del nuovo regolamento interno che rinnova le condizioni per la sospensione dei membri ed approvato nella sessione di oggi del Gruppo PPE all’Eurocamera. Il nuovo testo delle norme (aggiorna quelle del 2013 finora in vigore) è stato votato a maggioranza qualificata (84,1%, 148 voti favorevoli, 28 contrari e 4 astensioni) convalidando le procedure relative all’appartenenza al gruppo e il regime delle sospensioni ed esclusioni. Tali modifiche sembrano essere state ispirate, tra gli altri, dal caso del partito ungherese Fidesz di Orban.

 

 La dirigenza del partito è stata informata dell’intenzione degli eurodeputati fedeli a Orban di lasciare il PPE e fa sapere anche che Fidesz sta ora affrontando una procedura di esclusione dal partito stesso, ai sensi dell’articolo 3 dello Statuto del PPE. La decisione resterà in mano all’assemblea politica dei Popolari che si riunirà non appena la situazione pandemica lo permetterà.

 

Il punto di non ritorno

La notizia di oggi non è un fulmine a ciel sereno, dato che Fidesz è stato sospeso a marzo 2019 dal PPE stesso, ma è stato comunque permesso ai suoi deputati di continuare a partecipare e votare alle sessioni del Parlamento Ue. Per due anni, Orban ha moltiplicato gli elementi di attrito invece di tornare tra le fila del partito. Sotto la sua guida dal 2015, il Governo di Budapest ha approvato leggi che minaccerebbero l’indipendenza della magistratura e le libertà fondamentali, portando a una causa che viola lo Stato di diritto e che è stata al centro di dibattiti e nel mirino mediatico a livello europeo.

 

I dossier “critici” che hanno inasprito le relazioni tra i membri eletti in Ungheria e il PPE sono stati più di uno. Il capo della delegazione ungherese al PPE, Tamas Deutsch, ad esempio, è un nome che a Bruxelles rievoca l’infelice paragone (fatto da Deutsch) tra i metodi del Presidente del Gruppo, il tedesco Manfred Weber, a quelli della Gestapo e dei Servizi segreti ungheresi all’epoca di Stalin. Uno scherzo che ha scatenato la minaccia di sospensione dal PPE. I deputati ungheresi hanno gradualmente perso il loro sostegno al PPE, anche all’interno della CDU tedesca.

Il momento della svolta è arrivato nell’estate 2020, quando il Governo Orban si è opposto all’accordo sul “pacchetto recovery” di sostegno alla ripresa (NextGenerationEU) da 750 miliardi di euro, con il palese rischio di veto legato ad una clausola sullo Stato di diritto.

 

La dipartita dei 13 ungheresi non dovrebbe cambiare le dinamiche e gli equilibri politici in Europarlamento. Il PPE, famiglia politica più numerosa e influente, ha ancora 169 eurodeputati su 705 totali, mantenendo quindi la propria leadership a Bruxelles.

 

Sputnik V e Sinopharma in Ungheria

In buone relazioni con Mosca e Vladimir Putin, il leader magiaro è anche stato il primo “europeo” ad acquistare le partite di Sputnik V, il vaccino anti-coronavirus prodotto dalla Russia, andando in contro-tendenza alla strategia vaccinale dell’Unione europea. Infine, lunedì scorso ha scelto di immunizzarsi con la dose di antivirus Made in China, il Sinopharm, pubblicando un post in cui mostra al mondo dei social una foto scattata durante la sua vaccinazione.

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