La nuova variante

Isolata la variante nigeriana a Brescia: cos’è e caratteristiche

Secondo gli esperti degli Spedali civili della città lombarda, “le mutazioni potrebbero conferire resistenza ai vaccini anti-Covid oggi disponibili”

Isolata la variante nigeriana a Brescia: cos’è e caratteristiche

Dopo le varianti inglese, sudafricana e brasiliana, ecco la variante nigeriana, isolata per la prima volta in Italia a Brescia, dopo una segnalazione a Napoli. Il mutante B1.525 è dunque stato individuato nella provincia al momento zona “arancione rafforzato” per una particolare diffusione della variante inglese.

Ecco cosa sappiamo finora.

 

La variante nigeriana: cos’è

Ad annunciare l’isolamento della cosiddetta variante nigeriana è stato Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), ordinario di Microbiologia e microbiologia clinica all'università degli Studi bresciana e direttore del Laboratorio di Microbiologia dell'Asst Spedali Civili. Oltre al sequenziamento genetico, "per la prima volta in Italia abbiamo isolato il virus portatore di queste mutazioni, che preoccupano perché potrebbero conferire resistenza ai vaccini anti-Covid oggi disponibili" ha spiegato l’esperto, con riferimento anche alla diffusione della variante inglese, stimata nel 46% dei casi lombardi.

 

Dove è nata e dove è presente

Secondo Caruso è "una variante rara” che “al momento sta evolvendo principalmente in Africa, in Nigeria", da cui prendere il nome. "Ma ci sono una serie di osservazioni in tutto il mondo – ha aggiunto il virologo -  Per ora pochi casi, che tuttavia stanno crescendo".

 

Come è arrivata a Brescia

Il suo arrivo a Brescia è stato intercettato "casualmente", nel corso dell'analisi di campioni biologici prelevati in da "un'ampia serie di pazienti di controllo". La mutazione è stata individuata in un uomo "di origine africana" risultato positivo al coronavirus. Immediate sono scattate le operazioni di tracciamento per capire se si tratti di un caso isolato, e se il paziente abbia portato la variante sul territorio o se queste circolasse già.

 

Virus più aggressivo?

Al momento sono in corso analisi con l’obiettivo di fermare la circolazione della variante e soprattutto “valutare se questa variante, rispetto al ceppo originario o agli altri mutanti noti, mostra o meno una maggiore aggressività e se è resistente o no agli anticorpi indotti dalla vaccinazione. Avendo tanti punti di mutazione sulla proteina Spike – spiega Caruso - desta particolare preoccupazione per la sua eventuale resistenza ai vaccini" al momento somministrati. "In questo momento - prosegue il presidente della Società italiana di virologia - stiamo espandendo il virus in modo da studiarlo più approfonditamente per capire l'impatto di questa 'variante nigeriana' dal punto di vista clinico e soprattutto, informazione cruciale soprattutto adesso, sull'efficacia dei vaccini".

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