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Facebook ferma la condivisione di immagini intime senza consenso

Arriva un nuovo strumento, grazie alla collaborazione con il Garante per la Privacy, per bloccare chi tenta di ripostare contenuti intimi di altri utenti

Facebook ferma la condivisione di immagini intime senza consenso

La novità è arrivata a cavallo con la Giornata mondiale della donna, l’8 marzo, perché spesso le “vittime” sono donne. Sono loro, infatti, a finire involontariamente sui social con immagini o video intimi, condivisi da persone terze senza il loro consenso. Per porre rimedio a questa pratica, da Facebook è arrivata una nuova iniziativa, in collaborazione con il Garante della Privacy. Eccome come funziona e cosa fare per chiedere aiuto o tutelarsi.

 

Fermare la circolazione di foto e video privati

Non è la prima volta che Facebook lancia iniziative di questo genere. Il primo progetto pilota, “Non senza il mio consenso”, era stato reso disponibile nel 2019 e dal 2020 era attivo per tutti gli utenti anche in Italia, in collaborazione con la onlus PermessoNegato.

Ora il social blu ha avviato una nuova collaborazione, con il Garante della privacy (attivo anche con WhatsApp), di fronte all’aumentare del fenomeno della condivisione di materiale “compromettente” a insaputa o contro la volontà dei proprietari o dei soggetti protagonisti. Secondo i dati degli ultimi quattro mesi del 2020, infatti, sono ben 28 milioni i contenuti privati che sono stati condivisi sui social, in particolare Facebook, senza l’autorizzazione dei diretti interessati. Nel 98% dei casi a fermarne la circolazione sono state le autorità ancor prima che le persone ritratte se ne rendessero conto.

 

Cosa fare per bloccare le condivisioni

Il primo passo è contattare il Garante della Privacy o l’associazione no-profit PermessoNegato e fornire il contenuto in questione a Facebook, per far sì che la piattaforma ne impedisca la pubblicazione, anche su Instagram, dove è possibile condividere foto e tags. Per far ciò occorre andare sul sito del Garante e autorizzare al trattamento delle immagini personali in questione, in modo che siano inviare a Facebook per il blocco. A questo punto il Garante della Privacy o PermessoNegato inoltrano il modulo con i dati a Facebook, che a sua volta invia all'indirizzo e-mail sicuro dell’utente un URL per caricare le immagini da “bloccare”. A trattarle, entro 48 ore e utilizzando una tecnologia detta Hashing, è un ristretto gruppo di addetti della Community Operation.

 

Come evitare la circolazione

Se, invece, le foto o video sono già online senza consenso, si può inviare una segnalazione su Facebook o su Instagram che impediranno la duplicazione e condivisione, utilizzando l’intelligenza artificiale per “capire” quali immagini e video di nudo sono condivisi senza permesso sulle proprie piattaforme.

 

La garanzia della privacy

A regolare il trattamento sono specifici accordi di riservatezza che garantiscono la tutela dei dati personali: vengono richiesti il nome e un link al profilo Facebook (nel caso se ne possieda uno), oltre a un indirizzo email sicuro, e altre informazioni necessarie ad avviare il percorso.

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