Cambio al vertice di Cts

Miozzo lascia il Cts, in pole position Remuzzi: “Servono più vaccini”

Il direttore del Mario Negri, tra i massimi esperti in virologia, apre a Sputnik: “Funziona bene”. Sostegno al piano vaccinale del generale Figliuolo

Miozzo lascia il Cts, in pole position Remuzzi: “Servono più vaccini”

Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto farmacologico Mario Negri di Milano, è la figura professionale più accreditata per essere il successore di Agostino Miozzo al coordinamento del Comitato tecnico scientifico, l’organismo che assiste il Governo nelle scelte sulla pandemia. Oppure, se invece si andasse verso un ridimensionamento dei compiti del Cts stesso, potrebbe assumere il ruolo di consulente dell’esecutivo e del premier Mario Draghi. Come è noto, Miozzo ha lasciato il Comitato per aiutare il ministro Bianchi nella gestione delle scuole, uno dei temi più delicati e controversi di questi mesi.

Remuzzi si potrebbe trovare a gestire questioni estremamente delicate, dopo la decisione di ritirare il vaccino AstraZeneca da parte dell’Aifa, in seguito ai casi di morti sospette per effetti avversi, sulle quali sono in corso accertamenti.

 

Chi è Giuseppe Remuzzi

Il direttore dell’Istituto Farmacologico Mario Negri, 71 anni, è esperto molto noto anche all’estero per le due ricerche in tema di virus. Tempo fa, a The Italian Times, aveva sostenuto l’esigenza di arrivare a vaccini anti-Covid in tempi rapidi, spiegando come si è arrivati a disporre delle prime dosi grazie a uno sforzo congiunto da parte della comunità scientifica e a enormi investimenti finanziari.

Ma è anche colui che esortava a implementare la campagna di somministrazioni, indicando in 500mila dosi al giorno un obiettivo da perseguire e che ora è proprio la direzione intrapresa col piano vaccinale del commissario straordinario, il Generale Figliuolo. Pur volendo evitare i riflettori in questo momento delicato, Remuzzi ricorda a The Italian Times come sempre lui avesse sottolineato l’esigenza di coinvolgere nella campagna vaccinale anche Protezione civile e militari della Difesa, come infatti sta accadendo.

 

Remuzzi, “Meno riflettori, è ora di agire”

Il ricercatore dispensa poche interviste, ma una cosa ci tiene da dirla: “Non è il momento di parlare, è ora di agire. In troppi stanno rilasciando dichiarazioni, credo che sia più opportuno concentrarsi sullo sforzo di accelerare le vaccinazioni, come dissi già a suo tempo”.

 

“L’unica riflessione che potremmo fare è che stiamo vivendo un momento difficile, ma mi sembra superfluo sottolinearlo” aggiunge l’esperto.

 

Sputnik, “Un ottimo vaccino”

Pur avendo apprezzato fin da subito i vaccini di nuova generazione, come Pfizer e Moderna, Remuzzi oggi non esita a parlare del siero russo Sputnik, sul quale invece la comunità scientifica appare divisa: “Speriamo di poterne disporre, quando le agenzie di controllo avranno terminato le loro valutazioni: è un ottimo vaccino, ha dimostrato di funzionare, con un’efficacia superiore al 90%. E’ stato sviluppato in modo molto intelligente perché si basa su due vettori virali – spiega Remuzzi a The Italian Times – Però va detto che un conto sono i risultati forniti nel dossier ora nella mani dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, un altro conto sono la cosiddetta good manifacture in practice, insomma come funzionano gli impianti di produzione, ai quali infatti l’Ema ha chiesto di poter accedere”.

Occorrerà attendere, dunque, anche perché fonti della stessa Ema indicano un possibile via libera a Sputnik per maggio. Per allora Remuzzi potrebbe essere al Cts e dunque in prima linea nella gestione della stessa emergenza sanitaria italiana.

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