Caos nel partito

+ Europa: l’addio di Emma Bonino e le dimissioni di Della Vedova

Il partito tra veleni, tensioni e litigi: la mossa del segretario per convocare il congresso straordinario “entro tre mesi” e superare l’impasse attuale

+ Europa: l’addio di Emma Bonino e le dimissioni di Della Vedova

Liberale, europea e molto litigiosa. La breve e travagliata storia di +Europa, nata dalla fusione dei Radicali italiani e di Forza Europa - che con il simbolo di Centro democratico nel 2018 ha potuto presentarsi alle elezioni politiche - registra due addii eclatanti. Di cui almeno uno, non definitivo. Lasciano il partito Emma Bonino, fondatrice e leader carismatica, e il segretario Benedetto della Vedova. A settembre 2019 erano stati Bruno Tabacci e Alessandro Fusacchia ad abbandonare la neo-formazione, in rotta di collisione con la decisone di non appoggiare il Conte II.

 

La rottura è andata in onda in diretta streaming. Nel corso dell’Assemblea, la cui maggioranza è composta in sostanza dagli sconfitti all’ultima assise, guidati all’epoca da Tabacci, si è consumato uno scontro senza esclusioni di colpi. L’addio più arrabbiato quello di Emma Bonino: “Non voglio più stare in questo partito, né partecipare a questo gioco al massacro. La vostra cupidigia è senza limiti”. L’ex commissaria europea, e compagna di tante battaglie radicali combattute con Marco Pannella, ha messo a disposizione lo scranno di senatrice. “Vi lascio il mio posto, se volete anche il seggio di Palazzo Madama. Esco a testa alta sulle mie gambe, prima che mi facciate fuori voi”, attacca.


Per la verità nel partito, che alle politiche del 4 marzo del 2018 ha ottenuto il 2,6% dei consensi, il clima è arroventato da tempo. “Da molti mesi l’Assemblea di +Europa non riesce a trovare un accordo sulle regole per celebrare il prossimo congresso, che lo Statuto prevede che si svolga ogni due anni”, ha denunciato Della Vedova, parlando di “un’escalation della tensione interna”. Tensione che ha sentito “il dovere di interrompere” rassegnando le dimissioni.

 

Una mossa strategica, la sua, che traghetta +Europa dritta verso il nuovo Congresso da convocare “entro tre mesi”, come prevede lo Statuto. E se in questo frangente le funzioni di segretario saranno esercitate dalla presidente, Simona Viola, il segretario dimissionario non ha alcuna intenzione di abbandonare il campo. Della Vedova prepara già la sua ricandidatura al prossimo congresso. Nel precedente è stato eletto segretario con il 55% dei consensi. Un voto burrascoso, segnato da polemiche e contestazioni, in cui alla maggioranza non sono state risparmiate accuse di brogli.

 

Più Europa alle ultime politiche ha portato in Parlamento tre deputati e un senatore, ma oggi sono rimasti solo Magi alla Camera e Bonino al Senato. Con la scelta di appoggiare il governo presieduto da Mario Draghi, Della Vedova è stato nominato sottosegretario agli Esteri. Ora il partito è alla resa dei conti. Ad incidere sullo scontro probabilmente anche la volontà, per molti “piovuta dall’alto” di allearsi il partito di Carlo Calenda. In un twitt il leader di Azione scrive: “con Emma Bonino e Benedetto della Vedova abbiamo fatto gruppi e partecipato insieme alla consultazioni. Unici a tenere la barra dritta durante il Conte2. Abbiamo dato vita al lavoro per unire i libdem. Sono certo che questo incidente di percorso si risolverà presto”. Ma la situazione è complicata. E perdere un pezzo da novanta come Emma Bonino, per una formazione che conta appena 2700 iscritti, è un segnale irreversibile. A meno che la combattiva Emma non torni sui suoi passi e non decida di dare battaglia anche stavolta.

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