Calcio internazionale

Ibrahimovic torna in Nazionale: la conferenza stampa dello svedese

Il fenomeno del Milan torna a vestire la maglia della Nazionale svedese dopo anni: In conferenza ha parlato del ritorno, del futuro, ma anche di Milan

L'attaccante del Milan, Zlatan Ibrahimovic torna in nazionale a distanza di anni, lasciando le sue prime parole in conferenza stampa al fianco del ct della Svezia Janne Andersson: del suo ritorno in Nazionale e del suo presente e futuro: “Ieri ho battuto un record, ma non è un record che voglio. Voglio giocare tante partite con il Milan. Per me è una sfida mantenere al meglio il mio fisico ogni giorno."

 

Le parole di Ibrahimovic al ritorno in Nazionale:

Dopo i problemi avuti nella scorsa gestione, l’incontro con il commissario tecnico Andersson ha lasciato subito spunti positivi: "E' stato un incontro molto positivo. Abbiamo parlato di tutto, della mia visione e della sua visione. Ci siamo capiti. Alla fine, si trattava di ciò che è meglio per la Svezia. Non vengo qui perché sono Zlatan o Ibrahimovic. "Il ct Andersson gioca con due attaccanti, a volte giochiamo così al Milan. Sono appena arrivato. Al mister ho solo promesso di decidere le partite. Tutto quello che ho fatto prima non ha importanza, sono qui per dare il mio contributo. Voglio stare bene fisicamente. In questo momento mi sento bene. Io sono forte. Sono qui solo per aiutare e fare del mio meglio. Se me lo chiedi, sono il migliore al mondo". 

 

I ricordi degli anni trascorsi in maglia gialla, dalla maturazione, agli aneddoti con i compagni: “E' stato divertente arrivare nell'hotel con tutti i giocatori. Qualche quadro è cambiato, ma è stato belle vedere gente come Sebastian Larsson e Emil Krafth. L'unica cosa che ho chiesto è di non menzionare la mia età.Più invecchio e più ho pazienza. Sia dentro che fuori dal campo. Il negativo è un carburante per me, il positivo non lo guardo mai. Sicuramente ora ho molta esperienza, so bene per cosa sprecare energie. A me piace allenarmi forte. A volte i miei compagni mi rallentano, a volte invece non ci riesco". 

Aggiunge poi sulla fascia da capitano, che ha avuto in suo possesso per diverse stagioni in nazionale:"Nella mia testa, Andreas Granqvist è il capitano della squadra. Spetta al ct decidere, ma abbiamo già un capitano della squadra". 

 

Zlatan Ibrahimovic chiude infine con una analisi sulle ultimissime stagioni, la scelta del Milan e la sua condizione fisica perfetta, nonostante l’età: "Sono sempre lo stesso di un giocatore, ma gioco in modo diverso. Adesso non faccio le cose che facevo cinque, dieci anni fa. Faccio quello che penso sia meglio per la squadra. Io sono molto onesto con me stesso. Molti arrivano a una certa età e pensano di poter continuare a giocare allo stesso modo. Io faccio il contrario, mi adeguo". 

 

Poi parole d’amore per i rossoneri: "Dopo due anni al Galaxy, mi sentivo vivo. Il mio agente ha detto che era troppo facile per me giocare negli Stati Uniti. Ho chiesto 'chi ha più bisogno di me?'. Lui mi ha detto al Milan e così ha chiamato i rossoneri.Gioco in una delle squadre più giovani d'Europa. Un leader non è qualcosa che scegli di essere, è qualcosa che succede e basta. Spingo i miei compagni di squadra ogni giorno. Alcuni la prendono nel modo giusto. Ma adesso sono in nazionale. Questi sono giorni così brevi. È un peccato, bisogna fare tutto in pochi giorni. È il lavoro più difficile del mondo. Come leader, sono me stesso e cerco di far rendere al meglio gli altri."

 

 Non smetterà di giocare, anzi ha voglia di regalare ancora qualche annata superlativa al suo paese: "Non è ancora il momento. Gioco finché posso. Questo pensiero l'ho avuto dopo l'infortunio. Voglio continuare a fare ciò che amo, il calcio è la mia passione. Ho chiesto gentilmente di avere l'11. Alexander Isak ha detto di sì, se lo potrà riprendere tra sei o sette anni quando smetterò.”

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